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Ultima modifica: 29.12.2011
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Am arcord... di nonna Mariuccia

"Amarcord"!!!
Il neologismo, coniato da Fellini con il successo dell'omonimo film, deriva dall'espressione emiliano-romagnola am arcord (=mi ricordo).

Quanto troverete in queste in queste pagine non vuole essere una rievocazione nostalgica del passato ma solo la trascrizione di poesie e racconti tratti da testi scolastici per le elementari editi nei primi anni del dopoguerra (1947-1950).

Mi auguro che nessun lettore si scandalizzi per l'uso di vocaboli desueti, per espressioni qua e là riecheggianti l'enfasi cara al ventennio fascista e per l'intento didascalico, a volte, portato all'esagerazione.

Occorreva ricostruire una nazione dalle macerie della guerra non solo nel senso reale del termine ma in quello più difficile di alfabetizzare una intera popolazione e ridare quella fiducia nelle istituzioni che solo gli attuali governi sono nuovamente riusciti a distruggere.

In base alla riforma "Gentile (1929)" iniziavamo con le aste ma già in terza elementare conoscevamo tutti i tipi di frazioni: proprie, improprie ed apparenti. In quarta si studiavano le equivalenze e le proporzioni ed in quinta già ci si deliziava con le prime espressioni. La storia la si faceva tutta: dagli egizi alla prima guerra mondiale con accenni alla seconda.

In terza elementare si sosteneva un primo esame per passare alla quarta ed un secondo in quinta. Per frequentare le medie, propedeutiche al ginnasio o ad istituti tecnici altro esame di ammissione mentre, per quanti desideravano insersi nel mondo del lavoro attorno ai 14/15 anni, dopo le elementari iniziavano le scuole di avviamento professionale o commerciali (quelle da me frequentate).

Con la legge 859 del 31 dicembre 1962 viene, giustamente, abolito l'esame di ammissione alla scuola media e, da quel giorno, sarà un (inutile) susseguirsi di riforme: 1996 Luigi Berlinguer, 2001 Letizia Moratti, 2006 Giuseppe Fioroni, 2008 Mariastella Gelmini... praticamente una ad ogni cambiamento di governo.
Si potrebbe parlare anche dei vari movimenti studenteschi, del voto politico, della incapacità delle istituzioni di contrastare questo continuo declassamento della cultura ma sarebbero parole al vento, da rimetterci l'olio e la fatica, come dice spesso Antonio prendendo a prestito la frase di Plauto "Oleum et operam perdidi" ... non conosco il latino e mi devo fidare di lui.

Mi auguro solamente che troviate qualche cosa di piacevole in "Poesie e Racconti" ancora in costruzione

..................................................................................Nonna Mariuccia

 
 
 
 
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