La Fortezza
La costruzione del castello risale al secolo IX sotto
il regno di Berengario I. Quasi fuso con lo sperone
di diaspro rosso sulla quale è costruito, domina
le vallate circostanti del Ceno e del Taro. In posizione
strategica per il controllo dei traffici, fu causa delle
continue contese per poterne entrare in possesso e non
dovevano essere da poco se nel 1255 si giunse anche
alla distruzione del castello.
Senza alcun dubbio (non me ne vogliano gli altri) il
monumento bardigiano è quello che, di tutti i
castelli del piacentino e del parmense, meglio riassume
quello che per la immaginazione nostra è il repertorio
scenografico castellano: mura merlate, massicce torri
quadrate, torri cilindriche laterali, camminamenti di
ronda, saettiere ricavate nelle pareti delle torri,
sotterranei per le prigioni e immancabile sala di tortura
ben fornita di attrezzi
Al di là degli aspetti più appariscenti,
resta un significativo esempio architettonico che permette
di ricostruire le varie fasi del passaggio dai sistemi
castellani più antichi a quelli rinascimentali,
dalla funzione puramente difensiva a quella residenziale
e di rappresentanza, quando le sale si abbelliscono
con affreschi e soffitti a cassettoni, ed i camini diventano
elementi decorativi oltre che di riscaldamento.
Dopo un periodo di deplorevole abbandono nell'ottocento,
oggi, anche grazie ai restauri, la fortezza è
stata riportata ai suoi antichi splendori.