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Sutor, ne supra crepidam...!
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Bellerophontis tabellae:
Tavolette di Bellorofonte (Plauto , Le Bacchidi, Atto
IV, VII, v.810-811).
"Aha, Bellorophontem tuos me fecit filius: egomet tabellas
tetuli ut vincirer. Sine" (= Aha, tuo figlio ha
fatto di me Bellerofonte: io stesso ho portato le tavolette
sulle quali c'è scritto che devo essere fatto schiavo.
Lascia perdere!) sono le parole che il servo Crisalo rivolge
al vecchio Nicobulo padre di Mnesiloco autore delle tabelle.
Con simile espressione o anche "Bellerophontis
literae" (= Lettere di Bellerofonte), si definiscono
infatti quelle lettere di "raccomandazione"
apparenti dove i latori stessi diventeranno portatori della
proprie future disgrazie come accadde appunto al mitico
Bellerofonte. Narra la vicenda che l'eroe, accusato ingiustamente
dalla moglie di re Preto di aver tentato di sedurla, fu
mandato dallo stesso presso Iobate, re di Licia, latore
di alcune tavolette commendatizie , nelle quali chiedeva
non di ospitare il giovane ma di metterlo a morte. Immagino
l'ecatombe che colpirebbe l'Italia se per magia tutte le
raccomandazioni si trasformassero per incanto in "Bellerophontis
literae".
Corruptissima re publica plurimae leges:
In uno stato stravolto dalla corruzione, le leggi si moltiplicano
(Tacito, Annali, Libro III, 27).
"Iamque non modo in commune sed in singulos homines
latae quaestiones, et corruptissima re publica plurimae
leges" (=Ormai dunque i principi affermati nei
processi non miravano all'interesse comune ma a colpire
i singoli e in uno stato stravolto dalla corruzione le leggi
si moltiplicavano).
Sembra che la corruzione venga da lontano ma noi europei
di ceppo latino siamo tra i massimi esponenenti e geniali
esportatori di questa piaga. Almeno ai tempi dei romani,
"quei Romani" ancora non erano stati
inventati i decreti "mille proroghe"
e le tante leggi "ad personam" tanto
care ai nostri ultimi governi.
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