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Ultima modifica: 30.08.2010
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Aggiornamenti - Rifacimenti - Curiosità


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Aggiornamenti
09-06-10


Ex absurdo sequitur quodlibet:
Da proposizioni assurde ne può derivare ogni cosa.
E’ possibile trovare, con analogo significato, anche “Ex falso quodlibet” (= da una premessa falsa se ne può derivare ogni conclusione). Si tratta di una affermazione coniata ed usata, molto probabilmente, dai logici medievali, gli scolastici. Riparafrasandola in termini di pura logica si potrebbe tradurre con: "data una premessa assurda, qualsiasi conseguenza è possibile", e in questo senso ben si addice anche ad un certo modo di fare comunicazione ed infomazione proprio dei nostri giorni!
Detto segnalato e commentato da Pietro V.



Rifacimenti

07-04-10

S.P.Q.R.:
Il senato e il popolo romano (decretò).
Acronimo di Senatus popolusque romanus (decrevit). E' ancora visibile su lapidi, colonne e monumenti quasi a suggello di una romanità che ancora oggi permea la nostra civiltà. Così veniva firmato ogni documento ad indicare che il senato altro non era che l'organismo che agiva in nome del popolo. Lo storico Sallustio, (Bellum Iugurthinum, 41), scrivendo di quei tempi (112-110 a.C.) capovolge la formula in "Populus et senatus Romanus" quasi per farci comprendere che quell'unità ormai era spezzata e che il popolo ed il senato avevano dato origine a due partiti, quello democratico e quello conservatore che si combattevano senza esclusione di colpi. Dopo la secessione della plebe sull'Aventino ( chi non ricorda il famoso apologo di Menenio Agrippa?) i contrasti tra patrizi e plebei, per la parificazione dei diritti, erano stati composti attraverso una serie di leggi. Nel 367 a.C. erano stati ammessi al consolato, nel 364 all'edilità curule, nel 356, 351 e 337 rispettivamente alla dittatura, alla censura e alla pretura e, finalmente, nel 300 con la Lex Ogulnia poterono accedere ai collegi dei pontefici e degli auguri anche se risulta che il primo pontefice massimo plebeo fu eletto nel 252 a.C. Le intenzioni erano buone ma, come spesso accade e la storia insegna, questi rappresentanti del popolo furono anch'essi pronti a vendersi al miglior offerente.

Curiosità
30-05-10

Peculiare
Con questo termine si intende ciò che, soprattutto in senso morale, caratterizza ed è intrinseco ad una determinata persona o cosa. Derica dal latino "peculiaris" (= patrimonio, cosa appartenente ai beni privati) derivato a sua volta da "peculium" che ha come radice "pecus" (vedi sotto pecunia). "Peculium" (=sostanze) indica il complesso di certi beni particolari separati da un bene comune. Praticamente erano sostanze possedute dalla padrona di casa (portate oltre alla dote ), dal figlio (acquistate con soldi suoi o avute in eredità), dallo schiavo (guadagnati con lavori extra) ma separate da quelle del "pater familias" e di cui potevano disporne liberamente.

Pecunia
Sinonimo di "denaro" poco usato mentre troviamo frequentemente l'aggettivo "pecuniario" soprattutto in abbinamento al sostantivo "pena". Tra gli antichi popoli, dediti alla pastorizia, unica fonte di ricchezza erano gli armenti. Valga come esempio quanto leggiamo nella Bibbia (Gen 32,43) dove Giacobbe, che con il fratello Esaù aveva "un piccolo problema famigliare" in sospeso, invia come dono riparatore "capras ducentas hircos viginti oves ducentas arietes viginti camelos fetas cum pullis suis triginta vaccas quadraginta et tauros viginti asinas viginti et pullos earum decem" (=duecento capre e venti capri, duecento pecore e venti montoni, venti cammelle che avevano appena partorito con i loro piccoli, quarante mucche con venti tori e venti asine con dieci asinelli). Questo insieme di... "oves et boves" veniva definito dai romani con il termine generico "pecus" (= bestiame). Da "pecus" derivarono il sostantivo "pecunia" (=ricchezza, averi). Con l'introduzione della moneta e la eliminazione conseguente del baratto fu la quantità di denaro posseduta e non più solamente i beni in natura a definire i nuovi ricchi.

 

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