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Ultima modifica: 30.10.2007
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a-absit
Sutor, ne supra crepidam...!

Curiosità... etimologiche - Pagina in costruzione


Gennaio
Per i romani era così chiamato il primo mese dopo il solstizio d'inverno mese che introduceva il nuovo anno. Consacrato a Giano era chiamato "Jani mensis" (= mese di Giano) o solamente con il sostantivo di "Januarius".
"Janus"
(=Giano) antica divinità italica il cui nome si ricollega a "janus" (=passaggio) e a "janua" (=porta) non trova riscontro con dei del pantheon greco. La leggenda vuole che, re del Lazio ospitasse Saturno, cacciato da Giove, nella sua reggia posta su un colle chiamato, in seguito, Gianicolo. Considerato dai romani il dio dell'"inizio" oltre al primo mese dell'anno gli era sacro il primo giorno del mese e nessun sacrificio poteva aver luogo se non iniziando da lui. La sua immagine - due facce contrapposte di cui una simbolo del sole e l'altra della luna da cui il nome di "Janus bifrons" (=Giano bifronte) - era posta sui crocicchi delle strade come augurio di buon inizio di ogni viaggio. Nel 260 a.C. gli venne dedicato un tempio nel Foro Olitorio le cui porte, chiuse in tempo di pace venivano aperte in tempo di guerra ad indicare l'uscita dell'esercito e tale restavano nell'attesa del rientro dopo la vittoria.

Grado
Ognuno degli stadi intermedi che permettono di passare da una condizione all'altra. Deriva dal verbo latino "gradior" (=camminare). Da questo verbo proviene il vocabolo "gradus" (= passo, gradino, piolo di una scala). Il grado risulta quindi essere una successione di passi, di gradini. Da qui viene detto "graduato", in ambito militare, chi è di un passo oltre il soldato semplice quanto ad autorità, "graduato" è il termometro dove le tacche ci permettono di valutare con esattezza il salire o lo scendere della temperatura, "graduatoria" è l'elenco dei partecipanti ad un concorso disposti in certo ordine di successione.

Grassatore
Il termine nell'uso comune indica il brigante, colui che rapina a mano armata, ma i romani chiamavano in senso dispregiativo "grassator" il poeta itinerante che esercitava la propria arte su commissione. Lo troviamo usato da Catone con la connotazione negativa di parassita e perditempo "Poeticae artis honos non erat. Si quis in ea studebat aut sese ad convivia adplicabat grassator vocabatur" (= L'arte poetica non era assolutamente considerata. Chi a questa si dedicava o frequentava convivi era definito vagabondo).
Il vocabolo "grassator" (=vagabondo, parassita ladro) deriva dal verbo "gradior" con il significato di andare, camminare.

Gratis

Termine che prima o poi scomparirà dal vocabolario italiano sostituita dall'altro a cui ci stiamo abituando: a pagamento. I romani per indicare che una cosa era gratuita dicevano che era "gratiis" (=senza pagamento, quasi fosse ricompensa) ablativo plurale del vocabolo "gratia-ae" (=grazia, piacevolezza). Successivamente si preferì la forma contratta "gratis" che, invariata, è arrivata fino a noi.

 

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