Sutor, ne supra crepidam...!
Palazzo
Il vocabolo che inizialmente indicava una dimora sontuosa
di re o principi e, solo in seguito prese anche il significato
di edificio privato o pubblico di notevoli proporzioni, deriva
da "Palatium" (=colle Palatino). Il nome di
questo colle, il primo su cui sorse Roma, inizialmente luogo di
pascoli, deriva da Pale, divinità campestre dell'antica
Italia. In suo onore venne infatti istituita una festa campestre
che si celebrava il 21 aprile, anniversario della fondazione di
Roma. Fu con Cesare Augusto che il Palatino che i romani chiamavano
"Palatium" divenne il colle romano su cui si
iniziarono a costruire le magnifiche dimore imperiali.
Pànico
Il termine utilizzato per indicare uno sgomento improvviso
di intensità tale da togliere, a chi ne è colpito,
ogni capacità di reazione deriva dal nome del mitologico
dio Pan (=dal greco Paon - colui che pascola). Considerato protettore
delle greggi , dei boschi, cacciatori e pescatori, non doveva
essere un granchè quanto a bellezza se viene descritto
con le corna, il naso camuso, la barbetta, i piedi caprini, coda
e corpo peloso. Così conciato aveva deciso di non frequentare
il bel mondo e si era ridotto ad abitare nelle grotte sui monti
o nascondendosi nei boschi. Passatempo prederito era inseguire
le ninfe anche se i risultati non erano quelli da lui sperati,
tant'è che una di queste, che si chiamava "Siringa",
preferì essere mutata in una canna palustre. Pan pur di
farsi... una canna la tagliò e la trasformo in uno strumento
a fiato a cui diede il nome di "siringa". Torniamo al
"Panico". Il termine deriva dall'altro passatempo di
questo dio, strano ed atipico, che consisteva nell'incutere, con
terrificanti rumori o grida, una folle paura ai viandanti che
sfortunatamente si trovavano a passare nei boschi di cui lui era
protettore.
Pecunia
Sinonimo di "denaro" poco usato mentre troviamo
frequentemente l'aggettivo "pecuniario" soprattutto
in abbinamento al sostantivo "pena". Tra gli antichi
popoli, dediti alla pastorizia, unica fonte di ricchezza erano
gli armenti. Valga come esempio quanto leggiamo nella Bibbia (Gen
32,43) dove Giacobbe, che con il fratello Esaù aveva "un
piccolo problema famigliare" in sospeso, invia come dono
riparatore "capras ducentas hircos viginti oves ducentas
arietes viginti camelos fetas cum pullis suis triginta vaccas
quadraginta et tauros viginti asinas viginti et pullos earum decem"
(=duecento capre e venti capri, duecento pecore e venti montoni,
venti cammelle che avevano appena partorito con i loro piccoli,
quarante mucche con venti tori e venti asine con dieci asinelli).
Questo insieme di... "oves et boves" veniva
definito dai romani con il termine generico "pecus"
(= bestiame). Da "pecus" derivarono il sostantivo
"pecunia" (=ricchezza, averi). Con l'introduzione
della moneta e la eliminazione conseguente del baratto fu la quantità
di denaro posseduta e non più solamente i beni in natura
a definire i nuovi ricchi.
Predica
Nella accezione comune con questo termine si indica il
discorso tenuto da un ministro del culto per spiegare all'uditorio
argomenti di carattere religioso o morale. Deriva
dal verbo latino "praedico" composto dall'avverbio
"prae" (=davanti) e il verbo "dico"
(=esporre, dire) che possiamo quindi tradurre con "annunciare,
far noto, bandire pubblicamente e ad alta voce). "...Et
dixit eis: euntes in mundum universum praedicate evangelium omni
creaturae..." (Mc 16,15.16) (=...e disse loro:andate
in tutto il mondo e predicate la buona novella a tutte le creature...).
Sono le parole con cui Gesù al termine della sua vita terrena
diede agli Apostoli il mandato di diffondere la sua parola a tutti
gli uomini.
Per estensione ed in senso dispregiativo il termine ha
assunto il significato di ammonimento o correzione, per sua stessa
natura, noioso.
Premio
Abituati ad usare il vocabolo ad indicare una ricompensa,
un dono conferito per meriti, una indennità speciale in
funzione di un obbiettivo raggiunto ci chiediamo per quale strano
motivo la lingua italiana lo utilizzi per indicare la "quota
che il cliente deve all'assicuratore". Il vocabolo deriva
dal latino "praemium"
Composto dalla preposizione "prae" (=in
anticipo)e dal verbo "emo" (=prendere, comprare
dietro pagamento). E' quindi corretto che venga definito "premio"
la cifra che sborsiamo "in anticipo" per assicurare
l'auto o quant'altro si desideri. Solo successivamente il termine
è passato ad indicare un guadagno o una ricompensa che
si ottiene a preferenza d'altri.
Profano
Con questo termine derivato dall'unione della preposizione
"pro" (=davanti) e il sostantivo "fanum"
(=tempio), i romani indicavano tutto cio che si trovava al di
fuori del recinto del tempio e che quindi poteva essere considerato
non sacro.
Proletario
Era detto anche "capite census" (=colui che
nell'antica Roma veniva censito solo per la sua persona e non
per i suoi averi). Secondo la costituzione di Servio Tullio, infatti,
chi a Roma non aveva neppur un pezzetto di terra e non aveva altra
fonte di reddito che le braccia della prole era considerato un
paria, esentato dal servizio militare e dalle spese connesse.