Sutor, ne supra crepidam...!
Vacanza
Temporanea interruzione della nostra normale attività lavorativa
o scolastica. Da "vacatio-onis" (=esenzione,
tempo libero, congedo) che deriva a sua volta dal verbo "vaco-are"
(=essere libero, avere tempo libero a disposizione). Vacanza infatti
altro non è che poter disporre del proprio tempo libero
in libertà. Da "vacans-vacantis" participio
presente dello stesso verbo, deriva il vocabolo vacante (=libero).
Lo troviamo usato in espressioni quali: cattedra vacante, sede
vacante, ecc... così definite perchè in attesa di
essere occupate da un nuovo titolare.
Vèlite
Termine militare con cui si indicava un soldato romano armato
alla leggera, che in ordine sparso arrecava disturbo al nemico
con colpi di mano, assalti improvvisi e rapide ritirate. Alcuni
testi fanno risalire il vocabolo a "velox"
(=veloce) proprio per le caratteristiche
che questo corpo militare possedeva mentre per altri il nome deriva
dal termine "velum" (=drappo, bandiera). I
veliti, infatti, contrariamente ai rimanenti legionari non combattevano
"sub signis" cioè sotto le insegne e
le file della legione, ma "sub velis" cioè
sotto insegne particolari.
Vigilia
Da "vigil, vigilis" (=vigile, sentinella).
La notte per i romani era divisa in quattro periodi identici della
durata di tre ore e poichè ognuno di questi coincideva
con un turno di guardia ogni intervallo prese il nome di "vigilia"
. Il termine, che nell'uso odierno sta ad indicare il giorno che
precede una festività religiosa o un' importante ricorrenza
storica, è mutuato dall'abitudine dei primi cristiani di
trascorrere in preghiera le ore della notte (vigiliae) che
precedeva le ricorrenze religiose ritenute più significative.
Volume
Dal latino "volvere" (=avvolgere). Si chiamava
"volumen" (=rotolo) la striscia di pergamena
o di papiro contenente uno scritto e che per conservarla si teneva
avvolta intorno ad un bastoncino di legno, di osso o di metallo,
detta "umbilicus" (=ombelico, centro) così
da poterla svolgere, man mano che si leggeva e, "volumen
usque ad umbilicum volvere", significava leggere tutto
sino alla fine.
Quando un manoscritto era di una certa lunghezza lo si divideva
in "volumi" separati ciascuno dei quali costituiva un
rotolo e anche oggi nel nostro linguaggio volume significa la
parte distinta di un'opera.