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Ultima modifica: 28.10.2007
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a-absit
Sutor, ne supra crepidam...!

Curiosità... etimologiche - Pagina in costruzione


Vacanza
Temporanea interruzione della nostra normale attività lavorativa o scolastica. Da "vacatio-onis" (=esenzione, tempo libero, congedo) che deriva a sua volta dal verbo "vaco-are" (=essere libero, avere tempo libero a disposizione). Vacanza infatti altro non è che poter disporre del proprio tempo libero in libertà. Da "vacans-vacantis" participio presente dello stesso verbo, deriva il vocabolo vacante (=libero). Lo troviamo usato in espressioni quali: cattedra vacante, sede vacante, ecc... così definite perchè in attesa di essere occupate da un nuovo titolare.

Vèlite

Termine militare con cui si indicava un soldato romano armato alla leggera, che in ordine sparso arrecava disturbo al nemico con colpi di mano, assalti improvvisi e rapide ritirate. Alcuni testi fanno risalire il vocabolo a "velox" (=veloce)
proprio per le caratteristiche che questo corpo militare possedeva mentre per altri il nome deriva dal termine "velum" (=drappo, bandiera). I veliti, infatti, contrariamente ai rimanenti legionari non combattevano "sub signis" cioè sotto le insegne e le file della legione, ma "sub velis" cioè sotto insegne particolari.

Vigilia
Da "vigil, vigilis" (=vigile, sentinella). La notte per i romani era divisa in quattro periodi identici della durata di tre ore e poichè ognuno di questi coincideva con un turno di guardia ogni intervallo prese il nome di "vigilia" . Il termine, che nell'uso odierno sta ad indicare il giorno che precede una festività religiosa o un' importante ricorrenza storica, è mutuato dall'abitudine dei primi cristiani di trascorrere in preghiera le ore della notte (vigiliae) che precedeva le ricorrenze religiose ritenute più significative.


Volume

Dal latino "volvere" (=avvolgere). Si chiamava "volumen" (=rotolo) la striscia di pergamena o di papiro contenente uno scritto e che per conservarla si teneva avvolta intorno ad un bastoncino di legno, di osso o di metallo, detta "umbilicus" (=ombelico, centro) così da poterla svolgere, man mano che si leggeva e, "volumen usque ad umbilicum volvere", significava leggere tutto sino alla fine.
Quando un manoscritto era di una certa lunghezza lo si divideva in "volumi" separati ciascuno dei quali costituiva un rotolo e anche oggi nel nostro linguaggio volume significa la parte distinta di un'opera.




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