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Ego sum Qui sum.
Liber Iob
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Libro di Giobbe
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21
1 Respondens autem Iob dixit:
2 “ Audite, quaeso, sermones meos, et sint haec consolationes
vestrae.
3 Sustinete me, et ego loquar; et post verba mea ridebitis.
4 Numquid contra hominem disputatio mea est,
ut merito non debeam impatiens fieri?
5 Attendite me et obstupescite et superponite digitum ori vestro.
6 Et ego, quando recordatus fuero, pertimesco,
et concutit carnem meam tremor.
7 Quare ergo impii vivunt, senuerunt confortatique sunt divitiis?
8 Semen eorum permanet coram eis, et progenies eorum in conspectu
eorum.
9 Domus eorum securae sunt et pacatae,
et non est virga Dei super illos.
10 Bos eorum concepit et non abortivit, vacca peperit et non
est privata fetu suo.
11 Egrediuntur quasi greges parvuli eorum, et infantes eorum
exsultant lusibus.
12 Tenent tympanum et citharam et gaudent ad sonitum organi.
13 Ducunt in bonis dies suos et in puncto ad inferna descendunt.
14 Qui dixerant Deo: “Recede a nobis! Scientiam viarum
tuarum nolumus.
15 Quis est Omnipotens, ut serviamus ei, et quid nobis prodest,
si oraverimus illum?”.
16 Sint in manu eorum bona sua; consilium vero impiorum longe
sit a me.
17 Quam saepe lucerna impiorum exstinguitur,
et superveniet eis pernicies, et dolores dividet in furore suo?
18 Erunt sicut paleae ante faciem venti, et sicut favilla, quam
turbo dispergit.
19 “Servabitne Deus filiis iniquitatem eius?”. Retribuat
illi, ut sciat.
20 Videbunt oculi eius interfectionem suam,
et de furore Omnipotentis bibet.
21 Quid enim ad eum pertinet de domo sua post se, et si numerus
mensium eius recidetur?
22 Numquid Deum docebit quispiam scientiam,
qui excelsos iudicat?
23 Iste moritur robustus et sanus, dives et felix;
24 viscera eius plena sunt adipe,
et medullis ossa illius irrigantur.
25 Alius vero moritur in amaritudine animae
absque ullis opibus;
26 et tamen simul in pulvere dormient, et vermes operient eos.
27 Certe novi cogitationes vestras et sententias contra me iniquas.
28 Dicitis enim: “Ubi est domus principis, et ubi tabernacula
impiorum?”.
29 Nonne interrogastis quemlibet de viatoribus
et signa eorum non agnovistis?
30 Quia in diem perditionis servatur malus et ad diem furoris
abducetur.
31 Quis arguet coram eo viam eius, et, quae fecit, quis reddet
illi?
32 Ipse ad sepulcra ducetur, et super tumulum vigilabunt.
33 Dulces erunt ei glebae vallis, et post se omnem hominem trahet
et ante se innumerabiles.
34 Quomodo igitur consolamini me frustra,
et responsionis vestrae restat perfidia? ”. |
21
1 Giobbe rispose:
2 Ascoltate bene la mia parola e sia questo almeno il conforto
che mi date.
3 Tollerate che io parli e, dopo il mio parlare, deridetemi
pure.
4 Forse io mi lamento di un uomo? E perché non dovrei perder
la pazienza?
5 Statemi attenti e resterete stupiti, mettetevi la mano sulla
bocca.
6 Se io ci penso, ne sono turbato e la mia carne è presa da
un brivido.
7 Perché vivono i malvagi, invecchiano, anzi sono potenti e
gagliardi?
8 La loro prole prospera insieme con essi, i loro rampolli crescono
sotto i loro occhi.
9 Le loro case sono tranquille e senza timori; il bastone di
Dio non pesa su di loro.
10 Il loro toro feconda e non falla, la vacca partorisce e non
abortisce.
11 Mandano fuori, come un gregge, i loro ragazzi e i loro figli
saltano in festa.
12 Cantano al suono di timpani e di cetre, si divertono al suono
delle zampogne.
13 Finiscono nel benessere i loro giorni e scendono tranquilli
negli inferi.
14 Eppure dicevano a Dio: "Allontanati da noi, non vogliamo
conoscer le tue vie.
15 Chi è l`Onnipotente, perché dobbiamo servirlo? E che ci giova
pregarlo?".
16 Non hanno forse in mano il loro benessere? Il consiglio degli
empi non è lungi da lui?
17 Quante volte si spegne la lucerna degli empi, o la sventura
piomba su di loro, e infliggerà loro castighi con ira?
18 Diventano essi come paglia di fronte al vento o come pula
in preda all`uragano?
19 "Dio serba per i loro figli il suo castigo...". Ma lo faccia
pagare piuttosto a lui stesso e lo senta!
20 Veda con i suoi occhi la sua rovina e beva dell`ira dell`Onnipotente!
21 Che cosa gli importa infatti della sua casa dopo di sé, quando
il numero dei suoi mesi è finito?
22 S`insegna forse la scienza a Dio, a lui che giudica gli esseri
di lassù?
23 Uno muore in piena salute, tutto tranquillo e prospero;
24 i suoi fianchi sono coperti di grasso e il midollo delle
sue ossa è ben nutrito.
25 Un altro muore con l`amarezza in cuore senza aver mai gustato
il bene.
26 Nella polvere giacciono insieme e i vermi li ricoprono.
27 Ecco, io conosco i vostri pensieri e gli iniqui giudizi che
fate contro di me!
28 Infatti, voi dite: "Dov`è la casa del prepotente, dove sono
le tende degli empi?".
29 Non avete interrogato quelli che viaggiano? Non potete negare
le loro prove,
30 che nel giorno della sciagura è risparmiato il malvagio e
nel giorno dell`ira egli la scampa.
31 Chi gli rimprovera in faccia la sua condotta e di quel che
ha fatto chi lo ripaga?
32 Egli sarà portato al sepolcro, sul suo tumulo si veglia
33 e gli sono lievi le zolle della tomba. Trae dietro di sé
tutti gli uomini e innanzi a sé una folla senza numero.
34 Perché dunque mi consolate invano, mentre delle vostre risposte
non resta che inganno? |
22
1 Respondens autem Eliphaz Themanites dixit:
2 “ Numquid Deo prodesse potest homo,
cum vix intellegens sibi ipse proderit?
3 Quid prodest Omnipotenti, si iustus fueris,
aut quid ei confers, si immaculatam feceris viam tuam?
4 Numquid pro tua pietate arguet te et veniet tecum in iudicium?
5 Et non propter malitiam tuam plurimam et infinitas iniquitates
tuas?
6 Sumpsisti enim pignori fratres tuos sine causa
et nudos spoliasti vestibus.
7 Aquam lasso non dedisti et esurienti cohibuisti panem.
8 Numquid viro forti brachio erit terra, et acceptus sedebit
in ea?
9 Viduas dimisisti vacuas et lacertos pupillorum comminuisti.
10 Propterea circumdatus es laqueis, et conturbat te subita
formido.
11 Vel tenebras non vides, et impetus aquarum opprimit te.
12 “Nonne Deus excelsior caelo? Et inspice stellarum verticem:
quam sublimis!”.
13 Et dicis: “Quid enim novit Deus et quasi per caliginem
iudicat?
14 Nubes latibulum eius, nec nostra considerat;
et circa orbem caeli perambulat”.
15 Numquid semitam saeculorum custodire cupis,
quam calcaverunt viri iniqui?
16 Qui sublati ante tempus suum, et fluvius subvertit fundamentum
eorum.
17 Qui dicebant Deo: “Recede a nobis!” et “Quid
faciet Omnipotens nobis?”.
18 Cum ille implesset domos eorum bonis, quorum sententia procul
erat ab eo.
19 Videbunt iusti et laetabuntur, et innocens subsannabit eos:
20 “Vere succisus est status eorum, et reliquias eorum
devoravit ignis”.
21 Acquiesce igitur ei, et habeto pacem; et per haec habebis
fructus optimos.
22 Suscipe ex ore illius legem et pone sermones eius in corde
tuo.
23 Si reversus fueris ad Omnipotentem, aedificaberis et longe
facies iniquitatem a tabernaculo tuo.
24 Comparabis tamquam terram aurum et tamquam glaream torrentis
Ophir.
25 Eritque Omnipotens metallum tuum, et argentum coacervabitur
tibi.
26 Tunc super Omnipotentem deliciis afflues et elevabis ad Deum
faciem tuam.
27 Supplex rogabis eum, et exaudiet te, et vota tua reddes.
28 Decernes rem, et veniet tibi, et in viis tuis splendebit
lumen.
29 Quia humiliat eum, qui loquitur superba, et demissus oculis
ipse salvabitur.
30 Eripiet innocentem, eripietur autem in munditia manuum suarum
”. |
22
1 Elifaz il Temanita prese a dire:
2 Può forse l`uomo giovare a Dio, se il saggio giova solo a
se stesso?
3 Quale interesse ne viene all`Onnipotente che tu sia giusto
o che vantaggio ha, se tieni una condotta integra?
4 Forse per la tua pietà ti punisce e ti convoca in giudizio?
5 O non piuttosto per la tua grande malvagità e per le tue iniquità
senza limite?
6 Senza motivo infatti hai angariato i tuoi fratelli e delle
vesti hai spogliato gli ignudi.
7 Non hai dato da bere all`assetato e all`affamato hai rifiutato
il pane,
8 la terra l`ha il prepotente e vi abita il tuo favorito.
9 Le vedove hai rimandato a mani vuote e le braccia degli orfani
hai rotto.
10 Ecco perché d`intorno a te ci sono lacci e un improvviso
spavento ti sorprende.
11 Tenebra è la tua luce e più non vedi e la piena delle acque
ti sommerge.
12 Ma Dio non è nell`alto dei cieli? Guarda il vertice delle
stelle: quanto sono alte!
13 E tu dici: "Che cosa sa Dio? Può giudicare attraverso la
caligine?
14 Le nubi gli fanno velo e non vede e sulla volta dei cieli
passeggia".
15 Vuoi tu seguire il sentiero d`un tempo, già battuto da uomini
empi,
16 che prima del tempo furono portati via, quando un fiume si
era riversato sulle loro fondamenta?
17 Dicevano a Dio: "Allontànati da noi! Che cosa ci può fare
l`Onnipotente?".
18 Eppure egli aveva riempito le loro case di beni, anche se
i propositi degli empi erano lontani da lui.
19 I giusti ora vedono e ne godono e l`innocente si beffa di
loro:
20 "Sì, certo è stata annientata la loro fortuna e il fuoco
ne ha divorati gli avanzi!".
21 Su, riconcìliati con lui e tornerai felice, ne riceverai
un gran vantaggio.
22 Accogli la legge dalla sua bocca e poni le sue parole nel
tuo cuore.
23 Se ti rivolgerai all`Onnipotente con umiltà, se allontanerai
l`iniquità dalla tua tenda,
24 se stimerai come polvere l`oro e come ciottoli dei fiumi
l`oro di Ofir,
25 allora sarà l`Onnipotente il tuo oro e sarà per te argento
a mucchi.
26 Allora sì, nell`Onnipotente ti delizierai e alzerai a Dio
la tua faccia.
27 Lo supplicherai ed egli t`esaudirà e tu scioglierai i tuoi
voti.
28 Deciderai una cosa e ti riuscirà e sul tuo cammino splenderà
la luce.
29 Egli umilia l`alterigia del superbo, ma soccorre chi ha gli
occhi bassi.
30 Egli libera l`innocente; tu sarai liberato per la purezza
delle tue mani. |
23
1 Respondens autem Iob ait:
2 “ Nunc quoque in amaritu tudine est querela mea, et
manus eius aggravata est super gemitum meum.
3 Quis mihi tribuat, ut cognoscam et inveniam illum
et veniam usque ad solium eius?
4 Ponam coram eo iudicium et os meum replebo increpationibus,
5 ut sciam verba, quae mihi respondeat, et intellegam quid loquatur
mihi.
6 Num multa fortitudine contendet mecum? Non! Ipse tantum audiat!
7 Tunc iustus disceptabit cum illo, et ego evaderem in perpetuo
a iudice meo.
8 Si ad orientem iero, non apparet; si ad occidentem, non intellegam
eum.
9 Si ad sinistram pergam, non apprehendam eum;
si me vertam ad dexteram, non videbo illum.
10 Ipse vero scit viam meam, et, si probaverit me, quasi aurum
egrediar.
11 Vestigia eius secutus est pes meus, viam eius custodivi et
non declinavi ex ea.
12 A mandatis labiorum eius non recessi et in sinu meo abscondi
verba oris eius.
13 Ipse enim solus est, et quis repellet eum?
Et anima eius, quodcumque voluit, hoc fecit.
14 Cum expleverit in me voluntatem suam, et alia multa similia
praesto sunt ei;
15 et idcirco a facie eius turbatus sum et considerans eum timore
sollicitor.
16 Deus mollivit cor meum, et Omnipotens conturbavit me.
17 Non enim perii propter imminentes tenebras,
nec faciem meam operuit caligo.
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23
1 Giobbe allora rispose:
2 Ancor oggi il mio lamento è amaro e la sua mano grava sopra
i miei gemiti.
3 Oh, potessi sapere dove trovarlo, potessi arrivare fino al
suo trono!
4 Esporrei davanti a lui la mia causa e avrei piene le labbra
di ragioni.
5 Verrei a sapere le parole che mi risponde e capirei che cosa
mi deve dire.
6 Con sfoggio di potenza discuterebbe con me? Se almeno mi ascoltasse!
7 Allora un giusto discuterebbe con lui e io per sempre sarei
assolto dal mio giudice.
8 Ma se vado in avanti, egli non c`è, se vado indietro, non
lo sento.
9 A sinistra lo cerco e non lo scorgo, mi volgo a destra e non
lo vedo.
10 Poiché egli conosce la mia condotta, se mi prova al crogiuolo,
come oro puro io ne esco.
11 Alle sue orme si è attaccato il mio piede, al suo cammino
mi sono attenuto e non ho deviato;
12 dai comandi delle sue labbra non mi sono allontanato, nel
cuore ho riposto i detti della sua bocca.
13 Se egli sceglie, chi lo farà cambiare? Ciò che egli vuole,
lo fa.
14 Compie, certo, il mio destino e di simili piani ne ha molti.
15 Per questo davanti a lui sono atterrito, ci penso e ho paura
di lui.
16 Dio ha fiaccato il mio cuore, l`Onnipotente mi ha atterrito;
17 non sono infatti perduto a causa della tenebra, né a causa
dell`oscurità che ricopre il mio volto. |
24
1 Cur ab Omnipotente non sunt abscondita tempora, qui autem
noverunt eum, ignorant dies illius?
2 Alii terminos transtulerunt, diripuerunt greges et paverunt
eos.
3 Asinum pupillorum abegerunt et abstulerunt pro pignore bovem
viduae.
4 Subverterunt pauperum viam, et simul se occultare coacti sunt
mansueti terrae.
5 Alii, quasi onagri in deserto, egrediuntur ad opus suum: vigilantes
ad praedam in terra arida ad panem liberis.
6 Agrum non suum demetunt et vineam peccatoris vindemiant.
7 Nudi pernoctant sine indumento, nec est eis operimentum in
frigore.
8 Imbre montium rigantur et non habentes refugium adhaerent
rupibus.
9 Abripuerunt pupillum ab ubere et pauperem pignori sumpserunt;
10 nudi et incedentes absque vestitu et esurientes portant spicas.
11 Inter muros oleum expresserunt et calcatis torcularibus sitiunt.
12 De civitatibus morientes ingemuerunt, et anima vulneratorum
clamavit, et Deus non ponit aurem ad precem.
13 Ipsi fuerunt rebelles lumini, nescierunt vias eius
nec morati sunt in semitis eius.
14 Mane primo consurgit homicida, interficit egenum et pauperem;
per noctem vero erit quasi fur.
15 Oculus adulteri observat caliginem dicens: “Non me
videbit oculus”; et operiet vultum suum.
16 Perfodit in tenebris domos, interdiu sese abdiderunt et ignoraverunt
lucem.
17 Si subito apparuerit aurora, arbitrantur umbram mortis, nam
sunt assueti terroribus umbrae mortis.
18 “Levis est super faciem aquae; maledicta est pars eius
in terra, nec est qui se dirigat ad vineas eius.
19 Siccitas et calor abstulerunt aquas nivium, et inferi eos,
qui peccaverunt.
20 Sinus matris obliviscatur eius, dulcedo illius vermes fiant;
non sit in recordatione, sed conteratur quasi lignum iniquitas.
21 Male egit cum sterili, quae non parit, et viduae bene non
fecit.
22 Detraxit fortes in fortitudine sua et, cum steterit, ille
non credet vitae suae.
23 Dedit ei locum securitatis, quo sustentetur;
oculi autem eius sunt in viis illius.
24 Elevati sunt ad modicum et non subsistent,
et humiliabuntur sicut omnia et auferentur
et sicut summitates spicarum conterentur”.
25 Quod si non est ita, quis me potest arguere esse mentitum
et ponere in nihilum verba mea? ”. |
24
1 Perché l`Onnipotente non si riserva i suoi tempi e i suoi
fedeli non vedono i suoi giorni?
2 I malvagi spostano i confini, rubano le greggi e le menano
al pascolo;
3 portano via l`asino degli orfani, prendono in pegno il bue
della vedova.
4 Spingono i poveri fuori strada, tutti i miseri del paese vanno
a nascondersi.
5 Eccoli, come ònagri nel deserto escono per il lavoro; di buon
mattino vanno in cerca di vitto; la steppa offre loro cibo per
i figli.
6 Mietono nel campo non loro; racimolano la vigna del malvagio.
7 Nudi passan la notte, senza panni, non hanno da coprirsi contro
il freddo.
8 Dagli scrosci dei monti sono bagnati, per mancanza di rifugi
si aggrappano alle rocce.
9 Rapiscono con violenza l`orfano e prendono in pegno ciò che
copre il povero.
10 Ignudi se ne vanno, senza vesti e affamati portano i covoni.
11 Tra i filari frangono le olive, pigiano l`uva e soffrono
la sete.
12 Dalla città si alza il gemito dei moribondi e l`anima dei
feriti grida aiuto: Dio non presta attenzione alle loro preghiere.
13 Altri odiano la luce, non ne vogliono riconoscere le vie
né vogliono batterne i sentieri.
14 Quando non c`è luce, si alza l`omicida per uccidere il misero
e il povero; nella notte si aggira il ladro e si mette un velo
sul volto.
15 L`occhio dell`adultero spia il buio e pensa: "Nessun occhio
mi osserva!".
16 Nelle tenebre forzano le case, di giorno se ne stanno nascosti:
non vogliono saperne della luce;
17 l`alba è per tutti loro come spettro di morte; quando schiarisce,
provano i terrori del buio fondo.
18 Fuggono veloci di fronte al giorno; maledetta è la loro porzione
di campo sulla terra, non si volgono più per la strada delle
vigne.
19 Come siccità e calore assorbono le acque nevose, così la
morte rapisce il peccatore.
20 Il seno che l`ha portato lo dimentica, i vermi ne fanno la
loro delizia, non se ne conserva la memoria ed è troncata come
un albero l`iniquità.
21 Egli maltratta la sterile che non genera e non fa del bene
alla vedova.
22 Ma egli con la sua forza trascina i potenti, sorge quando
più non può contare sulla vita.
23 Anche Dio gli concede sicurezza ed egli sta saldo, ma i suoi
occhi sono sopra la sua condotta.
24 Salgono in alto per un poco, poi non sono più, sono buttati
giù come tutti i mortali, falciati come la testa di una spiga.
25 Non è forse così? Chi può smentirmi e ridurre a nulla le
mie parole? |
25
1 Respondens autem Baldad Suhites dixit:
2 “ Potestas et terror apud eum est, qui facit pacem in
sublimibus suis.
3 Numquid est numerus militum eius? Et super quem non surget
lumen illius?
4 Numquid iustificari potest homo comparatus Deo,
aut apparere mundus natus de muliere?
5 Ecce luna etiam non splendet, et stellae non sunt mundae in
conspectu eius;
6 quanto magis homo putredo, et filius hominis vermis ”
|
25
1 Bildad il Suchita prese a dire:
2 V`è forse dominio e paura presso Colui Che mantiene la pace
nell`alto dei cieli?
3 Si possono forse contare le sue schiere? E sopra chi non sorge
la sua luce?
4 Come può giustificarsi un uomo davanti a Dio e apparire puro
un nato di donna?
5 Ecco, la luna stessa manca di chiarore e le stelle non sono
pure ai suoi occhi:
6 quanto meno l`uomo, questo verme, l`essere umano, questo bruco! |
26
1 Respondens autem Iob dixit:
2 “ Quomodo adiuvisti imbecillem?
Et sustentas brachium eius, qui non est fortis?
3 Quod dedisti illi consilium, qui non habet sapientiam? Et
prudentiam tuam ostendisti plurimam!
4 Quem docere voluisti? Et cuius est spiritus, qui egreditur
ex te?
5 Ecce umbrae gemunt sub aquis, et qui habitant cum eis.
6 Nudus est infernus coram illo, et nullum est operimentum Perditioni.
7 Qui extendit aquilonem super vacuum et appendit terram super
nihilum.
8 Qui ligat aquas in nubibus suis, ut non erumpant pariter deorsum.
9 Qui operit faciem solii sui expandens super illud nebulam
suam.
10 Terminum circumdedit aquis, usque dum finiantur lux et tenebrae.
11 Columnae caeli contremiscunt et pavent ab increpatione eius.
12 In fortitudine sua terruit mare et prudentia sua percussit
Rahab.
13 Spiritus eius serenavit caelos, et manus eius confodit colubrum
fugientem.
14 Ecce haec sunt termini viarum eius; et, cum vix parvam stillam
sermonis eius audierimus,
quis poterit tonitruum magnitudinis illius intueri? ”. |
26
Giobbe rispose:
2 Quanto aiuto hai dato al debole e come hai soccorso il braccio
senza forza!
3 Quanti buoni consigli hai dato all`ignorante e con quanta
abbondanza hai manifestato la saggezza!
4 A chi hai tu rivolto la parola e qual è lo spirito che da
te è uscito?
5 I morti tremano sotto terra, come pure le acque e i loro abitanti.
6 Nuda è la tomba davanti a lui e senza velo è l`abisso.
7 Egli stende il settentrione sopra il vuoto, tiene sospesa
la terra sopra il nulla.
8 Rinchiude le acque dentro le nubi, e le nubi non si squarciano
sotto il loro peso.
9 Copre la vista del suo trono stendendovi sopra la sua nube.
10 Ha tracciato un cerchio sulle acque, sino al confine tra
la luce e le tenebre.
11 Le colonne del cielo si scuotono, sono prese da stupore alla
sua minaccia.
12 Con forza agita il mare e con intelligenza doma Raab.
13 Al suo soffio si rasserenano i cieli, la sua mano trafigge
il serpente tortuoso.
14 Ecco, questi non sono che i margini delle sue opere; quanto
lieve è il sussurro che noi ne percepiamo! Ma il tuono della
sua potenza chi può comprenderlo? |
27
1 Addidit quoque Iob assu mens parabolam suam et dixit:
2 “ Vivit Deus, qui abstulit ius meum, et Omnipotens,
qui ad amaritudinem adduxit animam meam,
3 quia, donec superest halitus in me, et spiritus Dei in naribus
meis,
4 non loquentur labia mea iniquitatem, nec lingua mea meditabitur
mendacium!
5 Absit a me, ut iustos vos esse iudicem;
donec exspirem, non recedam ab innocentia mea.
6 Iustificationem meam, quam coepi tenere, non deseram, neque
enim reprehendit me cor meum in omni vita mea.
7 Sit ut impius inimicus meus, et adversarius meus quasi iniquus.
8 Quae est enim spes impii, cum secet, cum rapiat Deus animam
eius?
9 Numquid Deus audiet clamorem eius, cum venerit super eum angustia?
10 Aut poterit in Omnipotente delectari et invocare Deum omni
tempore?
11 Docebo vos manum Dei, quae Omnipotens habeat, nec abscondam.
12 Ecce vos omnes observastis, et quid sine causa vana loquimini?
13 Haec est pars hominis impii apud Deum,
et hereditas violentorum, quam ab Omnipotente suscipient.
14 Si multiplicati fuerint filii eius, in gladio erunt,
et nepotes eius non saturabuntur pane.
15 Qui reliqui fuerint ex eo, sepelientur in interitu,
et viduae illius non plorabunt.
16 Si comportaverit quasi terram argentum
et sicut lutum praeparaverit vestimenta,
17 praeparabit quidem, sed iustus vestietur illis,
et argentum innocens dividet.
18 Aedificavit sicut aranea domum suam, et sicut custos fecit
umbraculum.
19 Dives, cum dormierit, nihil secum auferet;
aperiet oculos suos et nihil inveniet.
20 Apprehendet eum quasi aqua inopia, nocte opprimet eum tempestas.
21 Tollet eum ventus urens et auferet, et velut turbo rapiet
eum de loco suo.
22 Et mittet super eum et non parcet; de manu eius fugiens fugiet.
23 Complodet super eum manus suas et sibilabit eum de loco suo. |
27
1 Giobbe continuò a dire:
2 Per la vita di Dio, che mi ha privato del mio diritto, per
l`Onnipotente che mi ha amareggiato l`animo,
3 finché ci sarà in me un soffio di vita, e l`alito di Dio nelle
mie narici,
4 mai le mie labbra diranno falsità e la mia lingua mai pronunzierà
menzogna!
5 Lungi da me che io mai vi dia ragione; fino alla morte non
rinunzierò alla mia integrità.
6 Mi terrò saldo nella mia giustizia senza cedere, la mia coscienza
non mi rimprovera nessuno dei miei giorni.
7 Sia trattato come reo il mio nemico e il mio avversario come
un ingiusto.
8 Che cosa infatti può sperare l`empio, quando finirà, quando
Dio gli toglierà la vita?
9 Ascolterà forse Dio il suo grido, quando la sventura piomberà
su di lui?
10 Porrà forse la sua compiacenza nell`Onnipotente? Potrà forse
invocare Dio in ogni momento?
11 Io vi mostrerò la mano di Dio, non vi celerò i pensieri dell`Onnipotente.
12 Ecco, voi tutti lo vedete; perché dunque vi perdete in cose
vane?
13 Questa è la sorte che Dio riserva al malvagio e la porzione
che i violenti ricevono dall`Onnipotente.
14 Se ha molti figli, saranno per la spada e i suoi discendenti
non avranno pane da sfamarsi;
15 i superstiti li seppellirà la peste e le loro vedove non
faranno lamento.
16 Se ammassa argento come la polvere e come fango si prepara
vesti:
17 egli le prepara, ma il giusto le indosserà e l`argento lo
spartirà l`innocente.
18 Ha costruito la casa come fragile nido e come una capanna
fatta da un guardiano.
19 Si corica ricco, ma per l`ultima volta, quando apre gli occhi,
non avrà più nulla.
20 Di giorno il terrore lo assale, di notte se lo rapisce il
turbine;
21 il vento d`oriente lo solleva e se ne va, lo strappa lontano
dal suo posto.
22 Dio lo bersaglia senza pietà; tenta di sfuggire alla sua
mano.
23 Si battono le mani contro di lui e si fischia su di lui dal
luogo dove abita. |
28
1 Habet argentum venarum principia et auro locus est, in quo
conflatur.
2 Ferrum de terra tollitur, et lapis solutus calore in aes vertitur.
3 Terminum posuit tenebris et universorum finem ipse scrutatur,
lapidem quoque caliginis et umbrae.
4 Aperuit cuniculos gens peregrina, ipsique obliti sunt pedes,
penduli haerent plus quam vir nutans.
5 Terra, de qua oriebatur panis, in profundo subversa est sicut
per ignem.
6 Locus sapphiri lapides eius, et glebae illius aurum.
7 Semitam ignoravit avis rapax, nec intuitus est eam oculus
vulturis.
8 Non calcaverunt eam filii superbiae, nec pertransivit per
eam leaena.
9 Ad silicem extendit manum suam, subvertit a radicibus montes.
10 In petris canales excidit, et omne pretiosum vidit oculus
eius.
11 Profunda quoque fluviorum scrutatus est et abscondita in
lucem produxit.
12 Sapientia vero ubi invenitur? Et quis est locus intellegentiae?
13 Nescit homo structuram eius, nec invenitur in terra viventium.
14 Abyssus dicit: “Non est in me”; et mare loquitur:
“Non est mecum”.
15 Non dabitur aurum obryzum pro ea, nec appendetur argentum
in commutatione eius.
16 Non appendetur auro Ophir nec lapidi sardonycho pretiosissimo
vel sapphiro.
17 Non adaequabitur ei aurum vel vitrum, nec commutabuntur pro
ea vasa auri.
18 Corallia et crystallum non memorabuntur comparatione eius;
et possessio sapientiae potior margaritis.
19 Non adaequabitur ei topazius de Aethiopia
nec auro mundissimo componetur.
20 Unde ergo sapientia venit, et quis est locus intellegentiae?
21 Abscondita est ab oculis omnium viventium,
volucres quoque caeli latet.
22 Perditio et mors dixerunt: “Auribus nostris audivimus
famam eius”.
23 Deus intellegit viam eius, et ipse novit locum illius.
24 Ipse enim fines mundi intuetur et omnia, quae sub caelo sunt,
respicit.
25 Qui fecit ventis pondus et aquas appendit in mensura,
26 quando ponebat pluviis legem et viam procellis sonantibus,
27 tunc vidit illam et enarravit et praeparavit et investigavit.
28 Et dixit homini: “Ecce timor Domini, ipsa est sapientia;
et recedere a malo intellegentia” ”. |
28
1 Certo, per l`argento vi sono miniere e per l`oro luoghi dove
esso si raffina.
2 Il ferro si cava dal suolo e la pietra fusa libera il rame.
3 L`uomo pone un termine alle tenebre e fruga fino all`estremo
limite le rocce nel buio più fondo.
4 Forano pozzi lungi dall`abitato coloro che perdono l`uso dei
piedi: pendono sospesi lontano dalla gente e vacillano.
5 Una terra, da cui si trae pane, di sotto è sconvolta come
dal fuoco.
6 Le sue pietre contengono zaffiri e oro la sua polvere.
7 L`uccello rapace ne ignora il sentiero, non lo scorge neppure
l`occhio dell`aquila,
8 non battuto da bestie feroci, né mai attraversato dal leopardo.
9 Contro la selce l`uomo porta la mano, sconvolge le montagne:
10 nelle rocce scava gallerie e su quanto è prezioso posa l`occhio:
11 scandaglia il fondo dei fiumi e quel che vi è nascosto porta
alla luce.
12 Ma la sapienza da dove si trae? E il luogo dell`intelligenza
dov`è?
13 L`uomo non ne conosce la via, essa non si trova sulla terra
dei viventi.
14 L`abisso dice: "Non è in me!" e il mare dice: "Neppure presso
di me!".
15 Non si scambia con l`oro più scelto, né per comprarla si
pesa l`argento.
16 Non si acquista con l`oro di Ofir, con il prezioso berillo
o con lo zaffiro.
17 Non la pareggia l`oro e il cristallo, né si permuta con vasi
di oro puro.
18 Coralli e perle non meritano menzione, vale più scoprire
la sapienza che le gemme.
19 Non la eguaglia il topazio d`Etiopia; con l`oro puro non
si può scambiare a peso.
20 Ma da dove viene la sapienza? E il luogo dell`intelligenza
dov`è?
21 È nascosta agli occhi di ogni vivente ed è ignota agli uccelli
del cielo.
22 L`abisso e la morte dicono: "Con gli orecchi ne udimmo la
fama".
23 Dio solo ne conosce la via, lui solo sa dove si trovi,
24 perché volge lo sguardo fino alle estremità della terra,
vede quanto è sotto la volta del cielo.
25 Quando diede al vento un peso e ordinò le acque entro una
misura,
26 quando impose una legge alla pioggia e una via al lampo dei
tuoni;
27 allora la vide e la misurò, la comprese e la scrutò appieno
28 e disse all`uomo: "Ecco, temere Dio, questo è sapienza e
schivare il male, questo è intelligenza". |
29
1 Addidit quoque Iob assumens parabolam suam et di xit:
2 “ Quis mihi tribuat, ut sim iuxta menses pristinos,
secundum dies, quibus Deus custodiebat me?
3 Quando splendebat lucerna eius super caput meum, et ad lumen
eius ambulabam in tenebris.
4 Sicut fui in diebus adulescentiae meae,
quando familiaris Deus erat in tabernaculo meo,
5 quando erat Omnipotens mecum, et in circuitu meo pueri mei,
6 quando lavabam pedes meos lacte, et petra fundebat mihi rivos
olei.
7 Quando procedebam ad portam civitatis et in platea parabam
cathedram mihi,
8 videbant me iuvenes et abscondebantur, et senes assurgentes
stabant.
9 Principes cessabant loqui et digitum superponebant ori suo.
10 Vocem suam cohibebant duces, et lingua eorum palato suo adhaerebat.
11 Auris audiens beatificabat me, et oculus videns testimonium
reddebat mihi,
12 eo quod liberassem pauperem vociferantem
et pupillum, cui non esset adiutor.
13 Benedictio perituri super me veniebat, et cor viduae iubilare
feci.
14 Iustitia indutus sum et vestivi me, sicut vestimento et diademate,
iudicio meo.
15 Oculus fui caeco et pes claudo;
16 pater eram pauperum et causam viri ignoti diligentissime
investigabam.
17 Conterebam molas iniqui et de dentibus illius auferebam praedam.
18 Dicebamque: In nidulo meo moriar et sicut palma multiplicabo
dies.
19 Radix mea aperta est secus aquas, et ros morabitur in ramis
meis.
20 Gloria mea semper innovabitur, et arcus meus in manu mea
instaurabitur.
21 Qui me audiebant, blandiebantur et intenti tacebant ad consilium
meum.
22 Verbis meis addere nihil audebant, et super illos stillabat
eloquium meum.
23 Exspectabant me sicut pluviam et os suum aperiebant quasi
ad imbrem serotinum.
24 Si quando ridebam ad eos, non credebant,
et lux vultus mei non cadebat in terram.
25 Si voluissem ire ad eos, sedebam primus;
cumque sederem quasi rex, circumstante exercitu,
eram tamen maerentium consolator. |
29
1 Giobbe continuò a pronunziare le sue sentenze e disse:
2 Oh, potessi tornare com`ero ai mesi di un tempo, ai giorni
in cui Dio mi proteggeva,
3 quando brillava la sua lucerna sopra il mio capo e alla sua
luce camminavo in mezzo alle tenebre;
4 com`ero ai giorni del mio autunno, quando Dio proteggeva la
mia tenda,
5 quando l`Onnipotente era ancora con me e i miei giovani mi
stavano attorno;
6 quando mi lavavo in piedi nel latte e la roccia mi versava
ruscelli d`olio!
7 Quando uscivo verso la porta della città e sulla piazza ponevo
il mio seggio:
8 vedendomi, i giovani si ritiravano e i vecchi si alzavano
in piedi;
9 i notabili sospendevano i discorsi e si mettevan la mano sulla
bocca;
10 la voce dei capi si smorzava e la loro lingua restava fissa
al palato;
11 con gli orecchi ascoltavano e mi dicevano felice, con gli
occhi vedevano e mi rendevano testimonianza,
12 perché soccorrevo il povero che chiedeva aiuto, l`orfano
che ne era privo.
13 La benedizione del morente scendeva su di me e al cuore della
vedova infondevo la gioia.
14 Mi ero rivestito di giustizia come di un vestimento; come
mantello e turbante era la mia equità.
15 Io ero gli occhi per il cieco, ero i piedi per lo zoppo.
16 Padre io ero per i poveri ed esaminavo la causa dello sconosciuto;
17 rompevo la mascella al perverso e dai suoi denti strappavo
la preda.
18 Pensavo: "Spirerò nel mio nido e moltiplicherò come sabbia
i miei giorni".
19 La mia radice avrà adito alle acque e la rugiada cadrà di
notte sul mio ramo.
20 La mia gloria sarà sempre nuova e il mio arco si rinforzerà
nella mia mano.
21 Mi ascoltavano in attesa fiduciosa e tacevano per udire il
mio consiglio.
22 Dopo le mie parole non replicavano e su di loro scendevano
goccia a goccia i miei detti.
23 Mi attendevano come si attende la pioggia e aprivano la bocca
come ad acqua primaverile.
24 Se a loro sorridevo, non osavano crederlo, né turbavano la
serenità del mio volto.
25 Indicavo loro la via da seguire e sedevo come capo, e vi
rimanevo come un re fra i soldati o come un consolatore d`afflitti. |
30
1 Nunc autem derident me iuniores tempore,
quorum non dignabar patres ponere cum canibus gregis mei;
2 quorum virtus manuum mihi erat pro nihilo,
et robur iuvenile perierat totum.
3 Egestate et fame steriles, qui rodebant in solitudine, serotino
tempore fiebant turbo et vastatio;
4 et mandebant herbas et arborum frutices,
et radix iuniperorum erat cibus eorum.
5 De medio eiciebantur, clamabant contra eos tamquam fures;
6 ad ripas habitabant torrentium et in cavernis terrae et petrarum;
7 inter frutices rudebant, sub sentibus se congerebant;
8 filii stultorum et ignobilium et de terra penitus exturbati.
9 Nunc in eorum canticum versus sum et factus sum eis in proverbium.
10 Abominantur me et longe fugiunt a me et faciem meam conspuere
non verentur.
11 Pharetram enim suam aperuit et afflixit me
et frenum in os meum immisit.
12 Ad dexteram progenies surrexerunt; pedes meos subverterunt
et complanaverunt contra me semitas ruinae.
13 Dissipaverunt itinera mea, insidiati sunt mihi et praevaluerunt,
et non fuit qui ferret auxilium.
14 Quasi rupto muro et aperto irruerunt super me
et sub ruinis devoluti sunt.
15 Versi sunt contra me in terrores, persequitur quasi ventus
principatum meum, et velut nubes pertransiit salus mea.
16 Nunc autem in memetipso effunditur anima mea; et possident
me dies afflictionis.
17 Nocte os meum perforatur doloribus; et, qui me comedunt,
non dormiunt.
18 In multitudine roboris tenent vestimentum meum et quasi capitio
tunicae succinxerunt me.
19 Proiecit me in lutum, et assimilatus sum favillae et cineri.
20 Clamo ad te, et non exaudis me; sto, et non respicis me.
21 Mutatus es mihi in crudelem et in duritia manus tuae adversaris
mihi.
22 Elevasti me et quasi super ventum ponens dissolvisti me.
23 Scio quia morti trades me, ubi constituta est domus omni
viventi.
24 Verumtamen non ad ruinam mittit manum;
et in exitio eius erit salvatio.
25 An non flebam quondam super eo, qui afflictus erat, et compatiebatur
anima mea pauperi?
26 Exspectabam bona, et venerunt mihi mala;
praestolabar lucem, et eruperunt tenebrae.
27 Interiora mea efferbuerunt absque ulla requie;
praevenerunt me dies afflictionis.
28 Taetro vultu incedebam sine consolatione,
consurgens in turba clamabam.
29 Frater fui draconum et socius struthionum.
30 Cutis mea denigrata est super me,
et ossa mea aruerunt prae caumate.
31 Versa est in luctum cithara mea,
et organum meum in vocem flentium |
30
1 Ora invece si ridono di me i più giovani di me in età, i cui
padri non avrei degnato di mettere tra i cani del mio gregge.
2 Anche la forza delle loro mani a che mi giova? Hanno perduto
ogni vigore;
3 disfatti dalla indigenza e dalla fame, brucano per l`arido
deserto,
4 da lungo tempo regione desolata, raccogliendo l`erba salsa
accanto ai cespugli e radici di ginestra per loro cibo.
5 Cacciati via dal consorzio umano, a loro si grida dietro come
al ladro;
6 sì che dimorano in valli orrende, nelle caverne della terra
e nelle rupi.
7 In mezzo alle macchie urlano e sotto i roveti si adunano;
8 razza ignobile, anzi razza senza nome, sono calpestati più
della terra.
9 Ora io sono la loro canzone, sono diventato la loro favola!
10 Hanno orrore di me e mi schivano e non si astengono dallo
sputarmi in faccia!
11 Poiché egli ha allentato il mio arco e mi ha abbattuto, essi
han rigettato davanti a me ogni freno.
12 A destra insorge la ragazzaglia; smuovono i miei passi e
appianano la strada contro di me per perdermi.
13 Hanno demolito il mio sentiero, cospirando per la mia disfatta
e nessuno si oppone a loro.
14 Avanzano come attraverso una larga breccia, sbucano in mezzo
alle macerie.
15 I terrori si sono volti contro di me; si è dileguata, come
vento, la mia grandezza e come nube è passata la mia felicità.
16 Ora mi consumo e mi colgono giorni d`afflizione.
17 Di notte mi sento trafiggere le ossa e i dolori che mi rodono
non mi danno riposo.
18 A gran forza egli mi afferra per la veste, mi stringe per
l`accollatura della mia tunica.
19 Mi ha gettato nel fango: son diventato polvere e cenere.
20 Io grido a te, ma tu non mi rispondi, insisto, ma tu non
mi dai retta.
21 Tu sei un duro avversario verso di me e con la forza delle
tue mani mi perseguiti;
22 mi sollevi e mi poni a cavallo del vento e mi fai sballottare
dalla bufera.
23 So bene che mi conduci alla morte, alla casa dove si riunisce
ogni vivente.
24 Ma qui nessuno tende la mano alla preghiera, né per la sua
sventura invoca aiuto.
25 Non ho pianto io forse con chi aveva i giorni duri e non
mi sono afflitto per l`indigente?
26 Eppure aspettavo il bene ed è venuto il male, aspettavo la
luce ed è venuto il buio.
27 Le mie viscere ribollono senza posa e giorni d`affanno mi
assalgono.
28 Avanzo con il volto scuro, senza conforto, nell`assemblea
mi alzo per invocare aiuto.
29 Sono divenuto fratello degli sciacalli e compagno degli struzzi.
30 La mia pelle si è annerita, mi si stacca e le mie ossa bruciano
dall`arsura.
31 La mia cetra serve per lamenti e il mio flauto per la voce
di chi piange. |
31
1 Pepigi foedus cum oculis meis
ut ne cogitarem quidem de virgine.
2 Quae enim pars mea apud Deum desuper,
et quae hereditas apud Omnipotentem in excelsis?
3 Numquid non perditio est iniquo,
et alienatio operantibus iniustitiam?
4 Nonne ipse considerat vias meas
et cunctos gressus meos dinumerat?
5 Si ambulavi in vanitate, et festinavit in dolo pes meus,
6 appendat me in statera iusta et sciat Deus integritatem meam.
7 Si declinavit gressus meus de via, et si secutum est oculos
meos cor meum, et si manibus meis adhaesit macula,
8 seram, et alius comedat, et progenies mea eradicetur.
9 Si deceptum est cor meum super muliere, et si ad ostium amici
mei insidiatus sum,
10 molat pro alio uxor mea, et super illam incurventur alii.
11 Hoc enim nefas est et iniquitas iudicialis;
12 ignis est usque ad perditionem devorans et omnia eradicans
genimina.
13 Si contempsi subire iudicium cum servo meo et ancilla mea,
cum disceptarent adversum me,
14 quid enim faciam, cum surrexerit ad iudicandum Deus; et,
cum quaesierit, quid respondebo illi?
15 Numquid non in ventre fecit me, qui et illum operatus est,
et formavit me in visceribus unus?
16 Si negavi, quod volebant, pauperibus et oculos viduae languescere
feci;
17 si comedi buccellam meam solus, et non comedit pupillus ex
ea,
18 quia ab infantia mea educavi eum ut pater
et de ventre matris meae direxi eam;
19 si despexi pereuntem, eo quod non habuerit indumentum, et
absque operimento pauperem;
20 si non benedixerunt mihi latera eius, et de velleribus ovium
mearum calefactus est;
21 si levavi super pupillum manum meam, cum viderem in porta
adiutorium mihi,
22 umerus meus a iunctura sua cadat, et brachium meum cum ossibus
lacertorum confringatur,
23 quia timor super me calamitas a Deo,
et contra maiestatem eius nihil valerem!
24 Si putavi aurum securitatem meam et obryzo dixi: Fiducia
mea!;
25 si laetatus sum super multis divitiis meis, et quia plurima
repperit manus mea;
26 si vidi solem, cum fulgeret, et lunam incedentem clare,
27 et decepit me in abscondito cor meum, et osculatus sum manum
meam ore meo,
28 quae est iniquitas iudicialis, eo quod negassem Deum desuper;
29 si gavisus sum ad ruinam eius, qui me oderat,
et exsultavi quod invenisset eum malum,
30 cum non dederim ad peccandum guttur meum,
ut expeterem maledicens animam eius;
31 si non dixerunt viri tabernaculi mei: “Quis det, qui
de carnibus eius non saturatus sit?”;
32 foris non mansit peregrinus, ostium meum viatori patuit;
33 si abscondi quasi homo peccatum meum et celavi in sinu meo
iniquitatem meam;
34 si expavi ad multitudinem nimiam, et despectio propinquorum
terruit me, et magis tacui nec egressus sum ostium.
35 Quis mihi tribuat auditorem? Ecce signum meum! Omnipotens
respondeat mihi! Ecce liber, quem scripsit vir litis meae,
36 ut in umero meo portem illum et alligem illum quasi coronam
mihi.
37 Numerum graduum meorum pronuntiabo illi
et quasi principem adibo eum.
38 Si adversum me terra mea clamat, et cum ipsa sulci eius deflent;
39 si fructus eius comedi absque pecunia et animam agricolarum
eius afflixi,
40 pro frumento oriatur mihi tribulus, et pro hordeo herba foetida!
”.
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31
Avevo stretto con gli occhi un patto di non fissare neppure
una vergine.
2 Che parte mi assegna Dio di lassù e che porzione mi assegna
l`Onnipotente dall`alto?
3 Non è forse la rovina riservata all`iniquo e la sventura
per chi compie il male?
4 Non vede egli la mia condotta e non conta tutti i miei passi?
5 Se ho agito con falsità e il mio piede si è affrettato verso
la frode,
6 mi pesi pure sulla bilancia della giustizia e Dio riconoscerà
la mia integrità.
7 Se il mio passo è andato fuori strada e il mio cuore ha
seguito i miei occhi, se alla mia mano si è attaccata sozzura,
8 io semini e un altro ne mangi il frutto e siano sradicati
i miei germogli.
9 Se il mio cuore fu sedotto da una donna e ho spiato alla
porta del mio prossimo,
10 mia moglie macini per un altro e altri ne abusino;
11 difatti quello è uno scandalo, un delitto da deferire ai
giudici,
12 quello è un fuoco che divora fino alla distruzione e avrebbe
consumato tutto il mio raccolto.
13 Se ho negato i diritti del mio schiavo e della schiava
in lite con me,
14 che farei, quando Dio si alzerà, e, quando farà l`inchiesta,
che risponderei?
15 Chi ha fatto me nel seno materno, non ha fatto anche lui?
Non fu lo stesso a formarci nel seno?
16 Mai ho rifiutato quanto brama il povero, né ho lasciato
languire gli occhi della vedova;
17 mai da solo ho mangiato il mio tozzo di pane, senza che
ne mangiasse l`orfano,
18 poiché Dio, come un padre, mi ha allevato fin dall`infanzia
e fin dal ventre di mia madre mi ha guidato.
19 Se mai ho visto un misero privo di vesti o un povero che
non aveva di che coprirsi,
20 se non hanno dovuto benedirmi i suoi fianchi, o con la
lana dei miei agnelli non si è riscaldato;
21 se contro un innocente ho alzato la mano, perché vedevo
alla porta chi mi spalleggiava,
22 mi si stacchi la spalla dalla nuca e si rompa al gomito
il mio braccio,
23 perché mi incute timore la mano di Dio e davanti alla sua
maestà non posso resistere.
24 Se ho riposto la mia speranza nell`oro e all`oro fino ho
detto: "Tu sei la mia fiducia";
25 se godevo perché grandi erano i miei beni e guadagnava
molto la mia mano;
26 se vedendo il sole risplendere e la luna chiara avanzare,
27 si è lasciato sedurre in segreto il mio cuore e con la
mano alla bocca ho mandato un bacio,
28 anche questo sarebbe stato un delitto da tribunale, perché
avrei rinnegato Dio che sta in alto.
29 Ho gioito forse della disgrazia del mio nemico e ho esultato
perché lo colpiva la sventura,
30 io che non ho permesso alla mia lingua di peccare, augurando
la sua morte con imprecazioni?
31 Non diceva forse la gente della
mia tenda: "A chi non ha dato delle sue carni per saziarsi?".
32 All`aperto non passava la notte
lo straniero e al viandante aprivo le mie porte.
33 Non ho nascosto, alla maniera
degli uomini, la mia colpa, tenendo celato il mio delitto
in petto,
34 come se temessi molto la folla, e il disprezzo delle tribù
mi spaventasse, sì da starmene zitto senza uscire di casa.
35 Oh, avessi uno che mi ascoltasse! Ecco qui la mia firma!
L`Onnipotente mi risponda! Il documento scritto dal mio avversario
36 vorrei certo portarlo sulle mie spalle e cingerlo come
mio diadema!
37 Il numero dei miei passi gli manifesterei e mi presenterei
a lui come sovrano.
38 Se contro di me grida la mia terra e i suoi solchi piangono
con essa;
39 se ho mangiato il suo frutto senza pagare e ho fatto sospirare
dalla fame i suoi coltivatori,
40 in luogo di frumento, getti spine, ed erbaccia al posto
dell`orzo. |
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