Ego sum Qui sum.
Epistula prima ad Corinthios
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Prima lettera ai Corinzi
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1
1 Paulus, vocatus apostolus Christi Iesu per voluntatem Dei,
et Sosthenes frater
2 ecclesiae Dei, quae est Corinthi, sanctificatis in Christo
Iesu, vocatis sanctis cum omnibus, qui invocant nomen Domini
nostri Iesu Christi in omni loco ipsorum et nostro:
3 gratia vobis et pax a Deo Patre nostro et Domino Iesu Christo.
4 Gratias ago Deo meo semper pro vobis in gratia Dei, quae
data est vobis in Christo Iesu,
5 quia in omnibus divites facti estis in illo, in omni verbo
et in omni scientia,
6 sicut testimonium Christi confirmatum est in vobis,
7 ita ut nihil vobis desit in ulla donatione, exspectantibus
revelationem Domini nostri Iesu Christi;
8 qui et confirmabit vos usque ad finem sine crimine in die
Domini nostri Iesu Christi.
9 Fidelis Deus, per quem vocati estis in communionem Filii
eius Iesu Christi Domini nostri.
10 Obsecro autem vos, fratres, per nomen Domini nostri Iesu
Christi, ut idipsum dicatis omnes, et non sint in vobis schismata,
sitis autem perfecti in eodem sensu et in eadem sententia.
11 Significatum est enim mihi de vobis, fratres mei, ab his,
qui sunt Chloes, quia contentiones inter vos sunt.
12 Hoc autem dico, quod unusquisque vestrum dicit: “
Ego quidem sum Pauli ”, “ Ego autem Apollo ”,
“ Ego vero Cephae ”, “ Ego autem Christi
”.
13 Divisus est Christus? Numquid Paulus crucifixus est pro
vobis, aut in nomine Pauli baptizati estis?
14 Gratias ago Deo quod neminem vestrum baptizavi, nisi Crispum
et Gaium,
15 ne quis dicat quod in nomine meo baptizati sitis.
16 Baptizavi autem et Stephanae domum; ceterum nescio si quem
alium baptizaverim.
17 Non enim misit me Christus baptizare, sed evangelizare;
non in sapientia verbi, ut non evacuetur crux Christi.
18 Verbum enim crucis pereuntibus quidem stultitia est; his
autem, qui salvi fiunt, id est nobis, virtus Dei est.
19 Scriptum est enim: “ Perdam sapientiam sapientium
et prudentiam prudentium reprobabo ”.
20 Ubi sapiens? Ubi scriba? Ubi conquisitor huius saeculi?
Nonne stultam fecit Deus sapientiam huius mundi?
21 Nam quia in Dei sapientia non cognovit mundus per sapientiam
Deum, placuit Deo per stultitiam praedicationis salvos facere
credentes.
22 Quoniam et Iudaei signa petunt, et Graeci sapientiam quaerunt,
23 nos autem praedicamus Christum crucifixum, Iudaeis quidem
scandalum, gentibus autem stultitiam;
24 ipsis autem vocatis, Iudaeis atque Graecis, Christum Dei
virtutem et Dei sapientiam;
25 quia quod stultum est Dei, sapientius est hominibus, et,
quod infirmum est Dei, fortius est hominibus.
26 Videte enim vocationem vestram, fratres; quia non multi
sapientes secundum carnem, non multi potentes, non multi nobiles;
27 sed, quae stulta sunt mundi, elegit Deus, ut confundat
sapientes, et infirma mundi elegit Deus, ut confundat fortia,
28 et ignobilia mundi et contemptibilia elegit Deus, quae
non sunt, ut ea, quae sunt, destrueret,
29 ut non glorietur omnis caro in conspectu Dei.
30 Ex ipso autem vos estis in Christo Iesu, qui factus est
sapientia nobis a Deo et iustitia et sanctificatio et redemptio,
31 ut quemadmodum scriptum est:
“ Qui gloriatur, in Domino glorietur ” |
1
1 Paolo, chiamato ad essere apostolo di Gesù Cristo per volontà
di Dio, e il fratello Sòstene,
2 alla Chiesa di Dio che è in Corinto, a coloro che sono stati
santificati in Cristo Gesù, chiamati ad essere santi insieme
a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore
nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro:
3 grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù
Cristo.
4 Ringrazio continuamente il mio Dio per voi, a motivo della
grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù,
5 perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli
della parola e quelli della scienza.
6 La testimonianza di Cristo si è infatti stabilita tra voi
così saldamente,
7 che nessun dono di grazia più vi manca, mentre aspettate
la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo.
8 Egli vi confermerà sino alla fine, irreprensibili nel giorno
del Signore nostro Gesù Cristo.
9 Fedele è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione
del Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!
10 Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro
Gesù Cristo, ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non
vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di
pensiero e d`intenti. 11 Mi è stato segnalato infatti a vostro
riguardo, fratelli, dalla gente di Cloe, che vi sono discordie
tra voi.
12 Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: "Io sono
di Paolo", "Io invece sono di Apollo", "E io di Cefa", "E
io di Cristo!".
13 Cristo è stato forse diviso? Forse Paolo è stato crocifisso
per voi, o è nel nome di Paolo che siete stati battezzati?
14 Ringrazio Dio di non aver battezzato nessuno di voi, se
non Crispo e Gaio,
15 perché nessuno possa dire che siete stati battezzati nel
mio nome.
16 Ho battezzato, è vero, anche la famiglia di Stefana, ma
degli altri non so se abbia battezzato alcuno.
17 Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare
il vangelo; non però con un discorso sapiente, perché non
venga resa vana la croce di Cristo.
18 La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che
vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi,
è potenza di Dio.
19 Sta scritto infatti: Distruggerò la sapienza dei sapienti
e annullerò l`intelligenza degli intelligenti.
20 Dov`è il sapiente? Dov`è il dotto? Dove mai il sottile
ragionatore di questo mondo? Non ha forse Dio dimostrato stolta
la sapienza di questo mondo?
21 Poiché, infatti, nel disegno sapiente di Dio il mondo,
con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto
a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione.
22 E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano
la sapienza,
23 noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei,
stoltezza per i pagani;
24 ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci,
predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio.
25 Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli
uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.
26 Considerate infatti la vostra vocazione, fratelli: non
ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, non molti
potenti, non molti nobili.
27 Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere
i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere
i forti,
28 Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato
e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono,
29 perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio.
30 Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per
opera di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione
e redenzione
31 perché, come sta scritto: "Chi si vanta si vanti nel
Signore". |
2
1 Et ego, cum venissem ad vos, fratres, veni non per sublimita
tem sermonis aut sapientiae annuntians vobis mysterium Dei.
2 Non enim iudicavi scire me aliquid inter vos nisi Iesum
Christum et hunc crucifixum.
3 Et ego in infirmitate et timore et tremore multo fui apud
vos,
4 et sermo meus et praedicatio mea non in persuasibilibus
sapientiae verbis sed in ostensione Spiritus et virtutis,
5 ut fides vestra non sit in sapientia hominum sed in virtute
Dei.
6 Sapientiam autem loquimur inter perfectos, sapientiam vero
non huius saeculi neque principum huius saeculi, qui destruuntur,
7 sed loquimur Dei sapientiam in mysterio, quae abscondita
est, quam praedestinavit Deus ante saecula in gloriam nostram,
8 quam nemo principum huius saeculi cognovit; si enim cognovissent,
numquam Dominum gloriae crucifixissent.
9 Sed sicut scriptum est: “ Quod oculus non vidit, nec
auris audivit, nec in cor hominis ascendit, quae praeparavit
Deus his, qui diligunt illum ”.
10 Nobis autem revelavit Deus per Spiritum; Spiritus enim
omnia scrutatur, etiam profunda Dei.
11 Quis enim scit hominum, quae sint hominis, nisi spiritus
hominis, qui in ipso est? Ita et, quae Dei sunt, nemo cognovit
nisi Spiritus Dei.
12 Nos autem non spiritum mundi accepimus, sed Spiritum, qui
ex Deo est, ut sciamus, quae a Deo donata sunt nobis;
13 quae et loquimur non in doctis humanae sapientiae sed in
doctis Spiritus verbis, spiritalibus spiritalia comparantes.
14 Animalis autem homo non percipit, quae sunt Spiritus Dei,
stultitia enim sunt illi, et non potest intellegere, quia
spiritaliter examinantur;
15 spiritalis autem iudicat omnia, et ipse a nemine iudicatur.
16 Quis enim cognovit sensum Domini,
qui instruat eum? Nos autem sensum Christi habemus. |
2
1 Anch`io, o fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai
ad annunziarvi la testimonianza di Dio con sublimità di parola
o di sapienza.
2 Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se
non Gesù Cristo, e questi crocifisso.
3 Io venni in mezzo a voi in debolezza e con molto timore
e trepidazione;
4 e la mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi
persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito
e della sua potenza,
5 perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana,
ma sulla potenza di Dio.
6 Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza
che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo
che vengono ridotti al nulla;
7 parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta
nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la
nostra gloria.
8 Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla;
se l`avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore
della gloria.
9 Sta scritto infatti: Quelle cose che occhio non vide, né
orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha
preparato Dio per coloro che lo amano.
10 Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo
Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio.
11 Chi conosce i segreti dell`uomo se non lo spirito dell`uomo
che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai
potuti conoscere se non lo Spirito di Dio.
12 Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma
lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato.
13 Di queste cose noi parliamo, non con un linguaggio suggerito
dalla sapienza umana, ma insegnato dallo Spirito, esprimendo
cose spirituali in termini spirituali.
14 L`uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito
di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle,
perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito.
15 L`uomo spirituale invece giudica ogni cosa, senza poter
essere giudicato da nessuno.
16 Chi infatti ha conosciuto il pensiero del Signore in modo
da poterlo dirigere? Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo.
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3
1 Et ego, fratres, non potui vobis loqui quasi spiritalibus
sed qua si carnalibus, tamquam parvulis in Christo.
2 Lac vobis potum dedi, non escam, nondum enim poteratis.
Sed ne nunc quidem potestis,
3 adhuc enim estis carnales. Cum enim sit inter vos zelus
et contentio, nonne carnales estis et secundum hominem ambulatis?
4 Cum enim quis dicit: “ Ego quidem sum Pauli ”,
alius autem: “ Ego Apollo ”, nonne homines estis?
5 Quid igitur est Apollo? Quid vero Paulus? Ministri, per
quos credidistis, et unicuique sicut Dominus dedit.
6 Ego plantavi, Apollo rigavit, sed Deus incrementum dedit;
7 itaque neque qui plantat, est aliquid, neque qui rigat,
sed qui incrementum dat, Deus.
8 Qui plantat autem et qui rigat unum sunt; unusquisque autem
propriam mercedem accipiet secundum suum laborem.
9 Dei enim sumus adiutores: Dei agri cultura estis, Dei aedificatio
estis.
10 Secundum gratiam Dei, quae data est mihi, ut sapiens architectus
fundamentum posui; alius autem superaedificat. Unusquisque
autem videat quomodo superaedificet;
11 fundamentum enim aliud nemo potest ponere praeter id, quod
positum est, qui est Iesus Christus.
12 Si quis autem superaedificat supra fundamentum aurum, argentum,
lapides pretiosos, ligna, fenum, stipulam,
13 uniuscuiusque opus manifestum erit; dies enim declarabit:
quia in igne revelatur, et uniuscuiusque opus quale sit ignis
probabit.
14 Si cuius opus manserit, quod superaedificavit, mercedem
accipiet;
15 si cuius opus arserit, detrimentum patietur, ipse autem
salvus erit, sic tamen quasi per ignem.
16 Nescitis quia templum Dei estis, et Spiritus Dei habitat
in vobis?
17 Si quis autem templum Dei everterit, evertet illum Deus;
templum enim Dei sanctum est, quod estis vos.
18 Nemo se seducat; si quis videtur sapiens esse inter vos
in hoc saeculo, stultus fiat, ut sit sapiens.
19 Sapientia enim huius mundi stultitia est apud Deum. Scriptum
est enim: “ Qui apprehendit sapientes in astutia eorum
”;
20 et iterum: “ Dominus novit cogitationes sapientium,
quoniam vanae sunt ”.
21 Itaque nemo glorietur in hominibus. Omnia enim vestra sunt,
22 sive Paulus sive Apollo sive Cephas sive mundus sive vita
sive mors sive praesentia sive futura, omnia enim vestra sunt,
23 vos autem Christi, Christus autem Dei. |
3
1 Io, fratelli, sinora non ho potuto parlare a voi come a
uomini spirituali, ma come ad esseri carnali, come a neonati
in Cristo.
2 Vi ho dato da bere latte, non un nutrimento solido, perché
non ne eravate capaci. E neanche ora lo siete;
3 perché siete ancora carnali: dal momento che c`è tra voi
invidia e discordia, non siete forse carnali e non vi comportate
in maniera tutta umana?
4 Quando uno dice: "Io sono di Paolo", e un altro: "Io sono
di Apollo", non vi dimostrate semplicemente uomini?
5 Ma che cosa è mai Apollo? Cosa è Paolo? Ministri attraverso
i quali siete venuti alla fede e ciascuno secondo che il Signore
gli ha concesso.
6 Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che ha fatto
crescere.
7 Ora né chi pianta, né chi irrìga è qualche cosa, ma Dio
che fa crescere.
8 Non c`è differenza tra chi pianta e chi irrìga, ma ciascuno
riceverà la sua mercede secondo il proprio lavoro.
9 Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete il campo
di Dio, l`edificio di Dio.
10 Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un sapiente
architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce
sopra. Ma ciascuno stia attento come costruisce.
11 Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello
che già vi si trova, che è Gesù Cristo.
12 E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento,
pietre preziose, legno, fieno, paglia,
13 l`opera di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere
quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà
la qualità dell`opera di ciascuno.
14 Se l`opera che uno costruì sul fondamento resisterà, costui
ne riceverà una ricompensa;
15 ma se l`opera finirà bruciata, sarà punito: tuttavia egli
si salverà, però come attraverso il fuoco.
16 Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di
Dio abita in voi?
17 Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui.
Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.
18 Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente
in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente;
19 perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti
a Dio. Sta scritto infatti: Egli prende i sapienti per mezzo
della loro astuzia.
20 E ancora: Il Signore sa che i disegni dei sapienti sono
vani.
21 Quindi nessuno ponga la sua gloria negli uomini, perché
tutto è vostro:
22 Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente,
il futuro: tutto è vostro!
23 Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio. |
4
1 Sic nos existimet homo ut mi nistros Christi et dispensatores
mysteriorum Dei.
2 Hic iam quaeritur inter dispensatores, ut fidelis quis inveniatur.
3 Mihi autem pro minimo est, ut a vobis iudicer aut ab humano
die. Sed neque meipsum iudico;
4 nihil enim mihi conscius sum, sed non in hoc iustificatus
sum. Qui autem iudicat me, Dominus est!
5 Itaque nolite ante tempus quidquam iudicare, quoadusque
veniat Dominus, qui et illuminabit abscondita tenebrarum et
manifestabit consilia cordium; et tunc laus erit unicuique
a Deo.
6 Haec autem, fratres, transfiguravi in me et Apollo propter
vos, ut in nobis discatis illud: “ Ne supra quae scripta
sunt ”, ne unus pro alio inflemini adversus alterum.
7 Quis enim te discernit? Quid autem habes, quod non accepisti?
Si autem accepisti, quid gloriaris, quasi non acceperis?
8 Iam saturati estis, iam divites facti estis. Sine nobis
regnastis; et utinam regnaretis, ut et nos vobiscum regnaremus.
9 Puto enim, Deus nos apostolos novissimos ostendit tamquam
morti destinatos, quia spectaculum facti sumus mundo et angelis
et hominibus.
10 Nos stulti propter Christum, vos autem prudentes in Christo;
nos infirmi, vos autem fortes; vos gloriosi, nos autem ignobiles.
11 Usque in hanc horam et esurimus et sitimus et nudi sumus
et colaphis caedimur et instabiles sumus
12 et laboramus operantes manibus nostris; maledicti benedicimus,
persecutionem passi sustinemus,
13 blasphemati obsecramus; tamquam purgamenta mundi facti
sumus, omnium peripsema, usque adhuc.
14 Non ut confundam vos, haec scribo, sed ut quasi filios
meos carissimos moneam;
15 nam si decem milia paedagogorum habeatis in Christo, sed
non multos patres, nam in Christo Iesu per evangelium ego
vos genui.
16 Rogo ergo vos: imitatorcs mei estote!
17 Ideo misi ad vos Timotheum, qui est filius meus carissimus
et fidelis in Domino, qui vos commonefaciat vias meas, quae
sunt in Christo, sicut ubique in omni ecclesia doceo.
18 Tamquam non venturus sim ad vos, sic inflati sunt quidam;
19 veniam autem cito ad vos, si Dominus voluerit, et cognoscam
non sermonem eorum, qui inflati sunt, sed virtutem;
20 non enim in sermone est regnum Dei sed in virtute.
21 Quid vultis? In virga veniam ad vos an in caritate et spiritu
mansuetudinis? |
4
1 Ognuno ci consideri come ministri di Cristo e amministratori
dei misteri di Dio.
2 Ora, quanto si richiede negli amministratori è che ognuno
risulti fedele.
3 A me però, poco importa di venir giudicato da voi o da un
consesso umano; anzi, io neppure giudico me stesso,
4 perché anche se non sono consapevole di colpa alcuna non
per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore!
5 Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, finché
venga il Signore. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre
e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno avrà
la sua lode da Dio.
6 Queste cose, fratelli, le ho applicate a modo di esempio
a me e ad Apollo per vostro profitto perché impariate nelle
nostre persone a stare a ciò che è scritto e non vi gonfiate
d`orgoglio a favore di uno contro un altro.
7 Chi dunque ti ha dato questo privilegio? Che cosa mai possiedi
che tu non abbia ricevuto? E se l`hai ricevuto, perché te
ne vanti come non l`avessi ricevuto?
8 Già siete sazi, già siete diventati ricchi; senza di noi
già siete diventati re. Magari foste diventati re! Così anche
noi potremmo regnare con voi.
9 Ritengo infatti che Dio abbia messo noi, gli apostoli, all`ultimo
posto, come condannati a morte, poiché siamo diventati spettacolo
al mondo, agli angeli e agli uomini.
10 Noi stolti a causa di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi
deboli, voi forti; voi onorati, noi disprezzati.
11 Fino a questo momento soffriamo la fame, la sete, la nudità,
veniamo schiaffeggiati, andiamo vagando di luogo in luogo,
12 ci affatichiamo lavorando con le nostre mani. Insultati,
benediciamo; perseguitati, sopportiamo;
13 calunniati, confortiamo; siamo diventati come la spazzatura
del mondo, il rifiuto di tutti, fino ad oggi.
14 Non per farvi vergognare vi scrivo queste cose, ma per
ammonirvi, come figli miei carissimi.
15 Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo,
ma non certo molti padri, perché sono io che vi ho generato
in Cristo Gesù, mediante il vangelo.
16 Vi esorto dunque, fatevi miei imitatori!
17 Per questo appunto vi ho mandato Timòteo, mio figlio diletto
e fedele nel Signore: egli vi richiamerà alla memoria le vie
che vi ho indicato in Cristo, come insegno dappertutto in
ogni Chiesa.
18 Come se io non dovessi più venire da voi, alcuni hanno
preso a gonfiarsi d`orgoglio.
19 Ma verrò presto, se piacerà al Signore, e mi renderò conto
allora non già delle parole di quelli, gonfi di orgoglio,
ma di ciò che veramente sanno fare,
20 perché il regno di Dio non consiste in parole, ma in potenza.
21 Che volete? Debbo venire a voi con il bastone, o con amore
e con spirito di dolcezza? |
5
1 Omnino auditur inter vos fornicatio, et talis fornicatio
qualis nec inter gentes, ita ut uxorem patris aliquis habeat.
2 Et vos inflati estis et non magis luctum habuistis, ut tollatur
de medio vestrum, qui hoc opus fecit?
3 Ego quidem absens corpore, praesens autem spiritu, iam iudicavi
ut praesens eum, qui sic operatus est,
4 in nomine Domini nostri Iesu, congregatis vobis et meo spiritu
cum virtute Domini nostri Iesu,
5 tradere huiusmodi Satanae in interitum carnis, ut spiritus
salvus sit in die Domini.
6 Non bona gloriatio vestra. Nescitis quia modicum fermentum
totam massam corrumpit?
7 Expurgate vetus fermentum, ut sitis nova consparsio, sicut
estis azymi. Etenim Pascha nostrum immolatus est Christus!
8 Itaque festa celebremus, non in fermento veteri neque in
fermento malitiae et nequitiae, sed in azymis sinceritatis
et veritatis.
9 Scripsi vobis in epistula: Ne commisceamini fornicariis.
10 Non utique fornicariis huius mundi aut avaris aut rapacibus
aut idolis servientibus, alioquin debueratis de hoc mundo
exisse!
11 Nunc autem scripsi vobis non commisceri, si is, qui frater
nominatur, est fornicator aut avarus aut idolis serviens aut
maledicus aut ebriosus aut rapax; cum eiusmodi nec cibum sumere.
12 Quid enim mihi de his, qui foris sunt, iudicare? Nonne
de his, qui intus sunt, vos iudicatis?
13 Nam eos, qui foris sunt, Deus iudicabit. Auferte malum
ex vobis ipsis! |
5
1 Si sente dovunque parlare di immoralità tra voi, e di una
immoralità tale che non si riscontra neanche tra i pagani,
al punto che uno convive con la moglie di suo padre.
2 E voi vi gonfiate di orgoglio, piuttosto che esserne afflitti,
in modo che si tolga di mezzo a voi chi ha compiuto una tale
azione!
3 Orbene, io, assente col corpo ma presente con lo spirito,
ho già giudicato come se fossi presente colui che ha compiuto
tale azione:
4 nel nome del Signore nostro Gesù, essendo radunati insieme
voi e il mio spirito, con il potere del Signore nostro Gesù,
5 questo individuo sia dato in balìa di satana per la rovina
della sua carne, affinchè il suo spirito possa ottenere la
salvezza nel giorno del Signore.
6 Non è una bella cosa il vostro vanto. Non sapete che un
pò di lievito fa fermentare tutta la pasta?
7 Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova,
poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato
immolato!
8 Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né
con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità
e di verità.
9 Vi ho scritto nella lettera precedente di non mescolarvi
con gli impudichi.
10 Non mi riferivo però agli impudichi di questo mondo o agli
avari, ai ladri o agli idolàtri: altrimenti dovreste uscire
dal mondo!
11 Vi ho scritto di non mescolarvi con chi si dice fratello,
ed è impudico o avaro o idolàtra o maldicente o ubriacone
o ladro; con questi tali non dovete neanche mangiare insieme.
12 Spetta forse a me giudicare quelli di fuori? Non sono quelli
di dentro che voi giudicate?
13 Quelli di fuori li giudicherà Dio. Togliete il malvagio
di mezzo a voi! |
6
1 Audet aliquis vestrum habens negotium adversus alterum iu
dicari apud iniquos et non apud sanctos?
2 An nescitis quoniam sancti de mundo iudicabunt? Et si in
vobis iudicabitur mundus, indigni estis minimis iudiciis?
3 Nescitis quoniam angelos iudicabimus, quanto magis saecularia?
4 Saecularia igitur iudicia si habueritis, contemptibiles,
qui sunt in ecclesia, illos constituite ad iudicandum?
5 Ad verecundiam vestram dico! Sic non est inter vos sapiens
quisquam, qui possit iudicare inter fratrem suum?
6 Sed frater cum fratre iudicio contendit, et hoc apud infideles?
7 Iam quidem omnino defectio est vobis, quod iudicia habetis
inter vosmetipsos! Quare non magis iniuriam accipitis, quare
non magis fraudem patimini?
8 Sed vos iniuriam facitis et fraudatis, et hoc fratribus!
9 An nescitis quia iniqui regnum Dei non possidebunt? Nolite
errare: neque fornicarii neque idolis servientes neque adulteri
neque molles neque masculorum concubitores
10 neque fures neque avari, non ebriosi, non maledici, non
rapaces regnum Dei possidebunt.
11 Et haec quidam fuistis. Sed abluti estis, sed sanctificati
estis, sed iustificati estis in nomine Domini Iesu Christi
et in Spiritu Dei nostri!
12 “ Omnia mihi licent! ”. Sed non omnia expediunt.
“ Omnia mihi licent! ”. Sed ego sub nullius redigar
potestate.
13 “ Esca ventri, et venter escis! ”. Deus autem
et hunc et has destruet. Corpus autem non fornicationi sed
Domino, et Dominus corpori;
14 Deus vero et Dominum suscitavit et nos suscitabit per virtutem
suam.
15 Nescitis quoniam corpora vestra membra Christi sunt? Tollens
ergo membra Christi faciam membra meretricis? Absit!
16 An nescitis quoniam, qui adhaeret meretrici, unum corpus
est? “ Erunt enim, inquit, duo in carne una ”.
17 Qui autem adhaeret Domino, unus Spiritus est.
18 Fugite fornicationem! Omne peccatum, quodcumque fecerit
homo, extra corpus est; qui autem fornicatur, in corpus suum
peccat.
19 An nescitis quoniam corpus vestrum templum est Spiritus
Sancti, qui in vobis est, quem habetis a Deo, et non estis
vestri?
20 Empti enim estis pretio! Glorificate ergo Deum in corpore
vestro. |
6
1 V`è tra voi chi, avendo una questione con un altro, osa
farsi giudicare dagli ingiusti anziché dai santi?
2 O non sapete che i santi giudicheranno il mondo? E se è
da voi che verrà giudicato il mondo, siete dunque indegni
di giudizi di minima importanza?
3 Non sapete che giudicheremo gli angeli? Quanto più le cose
di questa vita!
4 Se dunque avete liti per cose di questo mondo, voi prendete
a giudici gente senza autorità nella Chiesa?
5 Lo dico per vostra vergogna! Cosicché non vi sarebbe proprio
nessuna persona saggia tra di voi che possa far da arbitro
tra fratello e fratello?
6 No, anzi, un fratello viene chiamato in giudizio dal fratello
e per di più davanti a infedeli!
7 E dire che è già per voi una sconfitta avere liti vicendevoli!
Perché non subire piuttosto l`ingiustizia? Perché non lasciarvi
piuttosto privare di ciò che vi appartiene?
8 Siete voi invece che commettete ingiustizia e rubate, e
questo ai fratelli!
9 O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno
di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri,
10 né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi,
né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio.
11 E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete
stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore
Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio!
12 "Tutto mi è lecito!". Ma non tutto giova. "Tutto mi è lecito!".
Ma io non mi lascerò dominare da nulla.
13 "I cibi sono per il ventre e il ventre per i cibi!". Ma
Dio distruggerà questo e quelli; il corpo poi non è per l`impudicizia,
ma per il Signore, e il Signore è per il corpo.
14 Dio poi, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche
noi con la sua potenza.
15 Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò
dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta?
Non sia mai!
16 O non sapete voi che chi si unisce alla prostituta forma
con essa un corpo solo? I due saranno, è detto, un corpo solo.
17 Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito.
18 Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l`uomo commetta,
è fuori del suo corpo; ma chi si dá alla fornicazione, pecca
contro il proprio corpo.
19 O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito
Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete
a voi stessi?
20 Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate
dunque Dio nel vostro corpo! |
7
1 De quibus autem scripsistis, bo num est homini mulierem
non non tangere;
2 propter fornicationes autem unusquisque suam uxorem habeat,
et unaquaeque suum virum habeat.
3 Uxori vir debitum reddat; similiter autem et uxor viro.
4 Mulier sui corporis potestatem non habet sed vir; similiter
autem et vir sui corporis potestatem non habet sed mulier.
5 Nolite fraudare invicem, nisi forte ex consensu ad tempus,
ut vacetis orationi et iterum sitis in idipsum, ne tentet
vos Satanas propter incontinentiam vestram.
6 Hoc autem dico secundum indulgentiam, non secundum imperium.
7 Volo autem omnes homines esse sicut meipsum; sed unusquisque
proprium habet donum ex Deo: alius quidem sic, alius vero
sic.
8 Dico autem innuptis et viduis: Bonum est illis si sic maneant,
sicut et ego;
9 quod si non se continent, nubant. Melius est enim nubere
quam uri.
10 His autem, qui matrimonio iuncti sunt, praecipio, non ego
sed Dominus, uxorem a viro non discedere
11 quod si discesserit, maneat innupta aut viro suo reconcilietur
— et virum uxorem non dimittere.
12 Ceteris autem ego dico, non Dominus: Si quis frater uxorem
habet infidelem, et haec consentit habitare cum illo, non
dimittat illam;
13 et si qua mulier habet virum infidelem, et hic consentit
habitare cum illa, non dimittat virum.
14 Sanctificatus est enim vir infidelis in muliere, et sanctificata
est mulier infidelis in fratre. Alioquin filii vestri immundi
essent; nunc autem sancti sunt.
15 Quod si infidelis discedit, discedat. Non est enim servituti
subiectus frater aut soror in eiusmodi; in pace autem vocavit
nos Deus.
16 Quid enim scis, mulier, si virum salvum facies? Aut quid
scis, vir, si mulierem salvam facies?
17 Nisi unicuique, sicut divisit Dominus, unumquemque, sicut
vocavit Deus, ita ambulet; et sic in omnibus ecclesiis doceo.
18 Circumcisus aliquis vocatus est? Non adducat praeputium!
In praeputio aliquis vocatus est? Non circumcidatur!
19 Circumcisio nihil est, et praeputium nihil est, sed observatio
mandatorum Dei.
20 Unusquisque, in qua vocatione vocatus est, in ea permaneat.
21 Servus vocatus es? Non sit tibi curae; sed et si potes
liber fieri, magis utere!
22 Qui enim in Domino vocatus est servus, libertus est Domini;
similiter, qui liber vocatus est, servus est Christi!
23 Pretio empti estis! Nolite fieri servi hominum.
24 Unusquisque, in quo vocatus est, fratres, in hoc maneat
apud Deum.
25 De virginibus autem praeceptum Domini non habeo; consilium
autem do, tamquam misericordiam consecutus a Domino, ut sim
fidelis.
26 Existimo ergo hoc bonum esse propter instantem necessitatem,
quoniam bonum est homini sic esse.
27 Alligatus es uxori? Noli quaerere solutionem. Solutus es
ab uxore? Noli quaerere uxorem.
28 Si autem acceperis uxorem, non peccasti; et si nupserit
virgo, non peccavit. Tribulationem tamen carnis habebunt huiusmodi,
ego autem vobis parco.
29 Hoc itaque dico, fratres, tempus breviatum est; reliquum
est, ut et qui habent uxores, tamquam non habentes sint,
30 et qui flent, tamquam non flentes, et qui gaudent, tamquam
non gaudentes, et qui emunt, tamquam non possidentes,
31 et qui utuntur hoc mundo, tamquam non abutentes; praeterit
enim figura huius mundi.
32 Volo autem vos sine sollicitudine esse. Qui sine uxore
est, sollicitus est, quae Domini sunt, quomodo placeat Domino;
33 qui autem cum uxore est, sollicitus est, quae sunt mundi,
quomodo placeat uxori,
34 et divisus est. Et mulier innupta et virgo cogitat, quae
Domini sunt, ut sit sancta et corpore et spiritu; quae autem
nupta est, cogitat, quae sunt mundi, quomodo placeat viro.
35 Porro hoc ad utilitatem vestram dico, non ut laqueum vobis
iniciam, sed ad id quod honestum est, et ut assidue cum Domino
sitis sine distractione.
36 Si quis autem turpem se videri existimat super virgine
sua, quod sit superadulta, et ita oportet fieri, quod vult,
faciat; non peccat: nubant.
37 Qui autem statuit in corde suo firmus, non habens necessitatem,
potestatem autem habet suae voluntatis, et hoc iudicavit in
corde suo servare virginem suam, bene faciet;
38 igitur et, qui matrimonio iungit virginem suam, bene facit;
et, qui non iungit, melius faciet.
39 Mulier alligata est, quanto tempore vir eius vivit; quod
si dormierit vir eius, libera est, cui vult nubere, tantum
in Domino.
40 Beatior autem erit, si sic permanserit secundum meum consilium;
puto autem quod et ego Spiritum Dei habeo. |
7
1 Quanto poi alle cose di cui mi avete scritto, è cosa buona
per l`uomo non toccare donna;
2 tuttavia, per il pericolo dell`incontinenza, ciascuno abbia
la propria moglie e ogni donna il proprio marito.
3 Il marito compia il suo dovere verso la moglie; ugualmente
anche la moglie verso il marito.
4 La moglie non è arbitra del proprio corpo, ma lo è il marito;
allo stesso modo anche il marito non è arbitro del proprio
corpo, ma lo è la moglie.
5 Non astenetevi tra voi se non di comune accordo e temporaneamente,
per dedicarvi alla preghiera, e poi ritornate a stare insieme,
perché satana non vi tenti nei momenti di passione.
6 Questo però vi dico per concessione, non per comando.
7 Vorrei che tutti fossero come me; ma ciascuno ha il proprio
dono da Dio, chi in un modo, chi in un altro.
8 Ai non sposati e alle vedove dico: è cosa buona per loro
rimanere come sono io;
9 ma se non sanno vivere in continenza, si sposino; è meglio
sposarsi che ardere.
10 Agli sposati poi ordino, non io, ma il Signore: la moglie
non si separi dal marito
11 e qualora si separi, rimanga senza sposarsi o si riconcili
con il marito e il marito non ripudi la moglie.
12 Agli altri dico io, non il Signore: se un nostro fratello
ha la moglie non credente e questa consente a rimanere con
lui, non la ripudi;
13 e una donna che abbia il marito non credente, se questi
consente a rimanere con lei, non lo ripudi:
14 perché il marito non credente viene reso santo dalla moglie
credente e la moglie non credente viene resa santa dal marito
credente; altrimenti i vostri figli sarebbero impuri, mentre
invece sono santi.
15 Ma se il non credente vuol separarsi, si separi; in queste
circostanze il fratello o la sorella non sono soggetti a servitù;
Dio vi ha chiamati alla pace!
16 E che sai tu, donna, se salverai il marito? O che ne sai
tu, uomo, se salverai la moglie?
17 Fuori di questi casi, ciascuno continui a vivere secondo
la condizione che gli ha assegnato il Signore, così come Dio
lo ha chiamato; così dispongo in tutte le chiese.
18 Qualcuno è stato chiamato quando era circonciso? Non lo
nasconda! E` stato chiamato quando non era ancora circonciso?
Non si faccia circoncidere!
19 La circoncisione non conta nulla, e la non circoncisione
non conta nulla; conta invece l`osservanza dei comandamenti
di Dio.
20 Ciascuno rimanga nella condizione in cui era quando fu
chiamato.
21 Sei stato chiamato da schiavo? Non ti preoccupare; ma anche
se puoi diventare libero, profitta piuttosto della tua condizione!
22 Perché lo schiavo che è stato chiamato nel Signore, è un
liberto affrancato del Signore! Similmente chi è stato chiamato
da libero, è schiavo di Cristo.
23 Siete stati comprati a caro prezzo: non fatevi schiavi
degli uomini!
24 Ciascuno, fratelli, rimanga davanti a Dio in quella condizione
in cui era quando è stato chiamato.
25 Quanto alle vergini, non ho alcun comando dal Signore,
ma do un consiglio, come uno che ha ottenuto misericordia
dal Signore e merita fiducia.
26 Penso dunque che sia bene per l`uomo, a causa della presente
necessità, di rimanere così.
27 Ti trovi legato a una donna? Non cercare di scioglierti.
Sei libero da donna? Non andare a cercarla.
28 Però se ti sposi non fai peccato; e se la giovane prende
marito, non fa peccato. Tuttavia costoro avranno tribolazioni
nella carne, e io vorrei risparmiarvele.
29 Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve;
d`ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non
l`avessero;
30 coloro che piangono, come se non piangessero e quelli che
godono come se non godessero; quelli che comprano, come se
non possedessero;
31 quelli che usano del mondo, come se non ne usassero appieno:
perché passa la scena di questo mondo!
32 Io vorrei vedervi senza preoccupazioni: chi non è sposato
si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al
Signore;
33 chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo,
come possa piacere alla moglie,
34 e si trova diviso! Così la donna non sposata, come la vergine,
si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel
corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa
delle cose del mondo, come possa piacere al marito.
35 Questo poi lo dico per il vostro bene, non per gettarvi
un laccio, ma per indirizzarvi a ciò che è degno e vi tiene
uniti al Signore senza distrazioni.
36 Se però qualcuno ritiene di non regolarsi convenientemente
nei riguardi della sua vergine, qualora essa sia oltre il
fiore dell`età, e conviene che accada così, faccia ciò che
vuole: non pecca. Si sposino pure!
37 Chi invece è fermamente deciso in cuor suo, non avendo
nessuna necessità, ma è arbitro della propria volontà, ed
ha deliberato in cuor suo di conservare la sua vergine, fa
bene.
38 In conclusione, colui che sposa la sua vergine fa bene
e chi non la sposa fa meglio.
39 La moglie è vincolata per tutto il tempo in cui vive il
marito; ma se il marito muore è libera di sposare chi vuole,
purché ciò avvenga nel Signore.
40 Ma se rimane così, a mio parere è meglio; credo infatti
di avere anch`io lo Spirito di Dio. |
8
1 De idolothytis autem, scimus quia omnes scientiam habemus.
Scientia inflat, caritas vero aedificat.
2 Si quis se existimat scire aliquid, nondum cognovit, quemadmodum
oporteat eum scire;
3 si quis autem diligit Deum, hic cognitus est ab eo.
4 De esu igitur idolothytorum, scimus quia nullum idolum est
in mundo, et quod nullus deus nisi Unus.
5 Nam et si sunt, qui dicantur dii sive in caelo sive in terra,
si quidem sunt dii multi et domini multi,
6 nobis tamen unus Deus Pater, ex quo omnia et nos in illum,
et unus Dominus Iesus Christus, per quem omnia et nos per
ipsum.
7 Sed non in omnibus est scientia; quidam autem consuetudine
usque nunc idoli quasi idolothytum manducant, et conscientia
ipsorum, cum sit infirma, polluitur.
8 Esca autem nos non commendat Deo; neque si non manducaverimus,
deficiemus, neque si manducaverimus, abundabimus.
9 Videte autem, ne forte haec licentia vestra offendiculum
fiat infirmis.
10 Si enim quis viderit eum, qui habet scientiam, in idolio
recumbentem, nonne conscientia eius, cum sit infirma, aedificabitur
ad manducandum idolothyta?
11 Peribit enim infirmus in tua scientia, frater, propter
quem Christus mortuus est!
12 Sic autem peccantes in fratres et percutientes conscientiam
eorum infirmam, in Christum peccatis.
13 Quapropter si esca scandalizat fratrem meum, non manducabo
carnem in aeternum, ne fratrem meum scandalizem. |
8
Quanto poi alle carni immolate agli idoli, sappiamo di averne
tutti scienza.
2 Ma la scienza gonfia, mentre la carità edifica. Se alcuno
crede di sapere qualche cosa, non ha ancora imparato come
bisogna sapere.
3 Chi invece ama Dio, è da lui conosciuto.
4 Quanto dunque al mangiare le carni immolate agli idoli,
noi sappiamo che non esiste alcun idolo al mondo e che non
c`è che un Dio solo.
5 E in realtà, anche se vi sono cosiddetti dei sia nel cielo
sia sulla terra, e difatti ci sono molti dei e molti signori,
6 per noi c`è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene
e noi siamo per lui; e un solo Signore Gesù Cristo, in virtù
del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo per lui.
7 Ma non tutti hanno questa scienza; alcuni, per la consuetudine
avuta fino al presente con gli idoli, mangiano le carni come
se fossero davvero immolate agli idoli, e così la loro coscienza,
debole com`è, resta contaminata.
8 Non sarà certo un alimento ad avvicinarci a Dio; né, se
non ne mangiamo, veniamo a mancare di qualche cosa, né mangiandone
ne abbiamo un vantaggio.
9 Badate però che questa vostra libertà non divenga occasione
di caduta per i deboli.
10 Se uno infatti vede te, che hai la scienza, stare a convito
in un tempio di idoli, la coscienza di quest`uomo debole non
sarà forse spinta a mangiare le carni immolate agli idoli?
11 Ed ecco, per la tua scienza, va in rovina il debole, un
fratello per il quale Cristo è morto!
12 Peccando così contro i fratelli e ferendo la loro coscienza
debole, voi peccate contro Cristo.
13 Per questo, se un cibo scandalizza il mio fratello, non
mangerò mai più carne, per non dare scandalo al mio fratello. |
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