Sutor, ne supra crepidam...!
In facie Ecclesiae:
Dinnanzi alla chiesa.
Ossia riguardo alla Chiesa. D’uso frequente in gergo ecclesiastico.
Infandum, regina, iubes renovare dolorem:
Tu mi costringi, o regina, a rinnovare un indicibile dolore.
(Virgilio, Eneide, Il, 3).
Sono le parole rivolte da Enea a Didone, quando essa vuoi sentir
dalla sua voce la narrazione della caduta di Troia. Dalla notte
della fuga erano passati ormai sette anni, tutti trascorsi errando
da una terra all'altra alla ricerca di una nuova terra da eleggere
come patria , ma il ricordo della prima vera patria distrutta dai
greci, degli affetti e degli amici perduti in quella tragica notte
non può che rinnovare in Enea un grande dolore. Ritroviamo
analoga espressione messa da Dante (Inferno XXXIII vv.4-6) in bocca
al conte Ugolino:"Tu vuo' ch'io rinovelli disperato dolor che
'l cor mi preme già pur pensando, pria ch'io ne favelli.
In fieri:
In divenire.
Termine usato per indicare tutto quanto ancora non è
completato ma in fase realizzativa.
In flagrante delicto:
Nel momento in cui si compie il delitto.
Cogliere una persona in flagranza di delitto, come spesso si legge,
significa essere presente nel momento stesso in cui il reato viene
consumato. Equivale alla espressione italiana "cogliere sul
fatto" .
In folio:
In folio
Termine tecnico dell'editoria: si intende indicare un libro i cui
fogli di stampa sono stati piegati una sola volta in modo da avere
quattro facciate. Le dimensioni in altezza della pagina possono
variare da 30,49 cm e 38,1 cm. La tiratura, per l'alto costo che
il libro presenta, è normalmente limitata a pochi esemplari.
In hoc signo vinces:
Con questo segno vincerai
Sono le profetiche e misteriose parole che la tradizione dice esser
apparse in cielo a Costantino, contornanti una croce, mentre egli
si accingeva a marciare contro Massenzio; parole che fece poi dipingere
sui suoi vessilli. Nello stile familiare si cita per dire che con
questo o quel mezzo si riuscirà a superare qualche difficoltà.
Iniqua numquam regna perpetuo manent:
Gli imperi iniqui non durano mai in eterno (Seneca Medea atto II
scena II v. 196).
Sono le parole che Medea rivolge a Creonte re di Corinto e padre
di Creusa che Giasone ha sposato dopo averla abbandonata. Vivendo
circa 20 secoli dopo Seneca, autore di questa massima messa sulla
bocca di Medea, possiamo col senno di poi considerare come tutti
i regni esistiti fino ad ora e scomparsi o erano iniqui o è
destino degli stessi scomparire dopo un periodo di grande splendore.
Alcuni imperi furono meteore che non sopravvissero al loro fondatore
come accadde a quello Macedone , altri come quello mongolo durarono
a malapena 200 anni, alcuni resistettero addirittura 3/400 anni
come l'impero Egiziano ma anche di questo non restano che rovine.
Neppure Roma ebbe migliore fortuna, per quanto forse sia l'unico
impero che sopravvive ancora oggi nelle lingue neolatine, nel diritto
ed in mille altre espressioni proprio come predisse Virgilio: "His
ego nec metas rerum nec tempora pono".
In itinere:
Durante il persorso
Con questo termine si indica tutto ciò avviene durante un
percorso sia in senso figurato che reale: Durante il Corso vengono
svolte diverse prove in itinere... L'orientamento in
itinere offre agli studenti ... L'infortunio in itinere
consiste nell’infortunio occorso al lavoratore durante il...
In manus tuas ...:
Nelle tue mani... (Lc 23, 46)
"In manus tuas Domine commendo spiritum meum"
sono le ultime parole pronunciate da Gesù sulla croce prima
di spirare. E' la parola che chiude il mistero della Passione e
apre il mistero della liberazione attraverso la morte, che si realizzerà
nella Risurrezione. In senso figurato l'espressione viene usata
quando si accetta di fare la volontà altrui o ci si affida
a persone di cui non abbiamo eccessiva stima.
In medias res:
Nel mezzo della cosa (Orazio, Arte poetica, v. 148).
Espressione antitetica a "Ab ovo". Viene usata infatti
per indicare che senza alcun preambolo si desidera entrare nel vivo
del discorso, del racconto, dell'azione senza troppi scenari...
storici e fantasiosi.
In medio stat virtus :
La virtù sta nel mezzo.È una sentenza dei filosofi scolastici
medievali, già espressa da Orazio, nella sua classica forma:"Est
modus in rebus... In altre parole è il proverbio: L’ ottimo è
nemico del bene.
Inops, potentem dum vult imitari, perit:
Il debole, quando vuole imitare il potente,va in rovina. (Fedro).
È la morale della notissima favoletta esopiana: La Rana crepata
e il Bue. La frase concorda con un’analoga sentenza di Publilio
Siro:"Ubi coepit ditem pauper imitari, perit"(Quando
il povero vuoi fare il passo del signore, va certamente in rovina).
In ore duorum vel trium stat veritas:
La verità sta nella bocca di due o tre (testimoni)
Le dichiarazioni concordanti di due o tre testimoni, secondo questo
principio giuridico, erano sufficienti per incriminare un accusato.
Valga per tutti l'esempio che troviamo nell'Antico Testamento nel
libro di Daniele (Dn 13 vv 1-64). Due anziani giudici,
respinti da Susanna, l'accusano di avere avuto rapporti con un giovane
e per la condanna alla pena capitale, come prevede la legge mosaica,
basterebbe la loro testimonianza. Verrà salvata dall'intervento
di Daniele che, interrogando separatamente i due accusatori, dimostrerà
la loro malafede. Ovviamente in base a questo principio risultava
nulla la testimonianza resa da un solo teste infatti a conferma
del detto citato troviamo anche "testis unus, testis nullus"
(= Un solo testimone nessun testimone).
Detto segnalato da Sara.
In pace leones, in proelio cervos:
In pace leoni, in battaglia cervi!
Giornale "la Repubblica" 3 giugno 2005. Cito: ...il giorno
dopo il disastro della seconda bocciatura costituzionale (da parte
di Francia e Olanda ndr) al tavolo europeo tutti alzano la voce.
E più sono deboli e più mostrano il viso delle armi
e battono i pugni. Il governo italiano spicca in questo genere di
esibizione muscolare. Nel volgere di ventiquattr'ore, il ministero
dell'Economia ha respinto...." Speriamo che questi "leoni"
li spediscano presto allo...zoo!
In partibus infidelium:
Nelle regioni degli infedeli.
Frase di stile ecclesiastico usata per designare un titolo onorifico,
privo però di ogni giurisdizione, concesso ai Vescovi per meriti
speciali. Ironicamente lo si appioppa a funzionari messi a riposo.
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