Sutor, ne supra crepidam...!
Intermissus enim fit labor ipse levis:
La fatica diventa lieve se interrotta da pause (Guarino Veronese).
Guarino Guarini, noto come Guarino Veronese per essere nato a
Verona nel 1374, improntò con il proprio metodo di insegnamento
la scuola di tutta Europa. Nella frase citata sostiene la necessità
di alternare lo studio con lo svago prescrivendo agli allievi, che
frequentavano la sua celebre scuola, passeggiate in campagna, caccia,
danza ed esercizi fisici.
Morì a Ferrara nel 1460.
Inter nos:
Fra di noi.
Corrisponde sotto un certo senso all’ "in camera caritatis",
(qui fra noi, in tutta segretezza).
Inter pocula:
Tra i bicchieri.
Nulla è più conviviviale di un bicchiere di vino buono
(ovviamente per i non astemi)! Un appellativo di Bacco era "Lieo"
che significa "Liberatore", infatti l' uso esagerato del
vino libera dalle pastoie delle convenzioni, creando un'atmosfera
confidenziale altrimenti impossibile: una delle più celebri
"vittime letterarie" del vino è Renzo Tramaglino
il giorno della sommossa di Milano. (I promessi Sposi cap. XIV).
Inter tela hostium:
Tra le frecce dei nemici (Livio Ab Urbe Condita Libro II
- 13).
Vedi "Dux agminis". Si usa simile espressione per raccontare
con una certa enfasi qualche nostra giovanile avventura.
Inter utrumque tene, medio tutissimus ibis:
Resta tra le due, nel centro viaggerai sicuro. (Ovidio Metam.
libro II vers.137-140)
A Fetonte era stato insinuato da Epafo di non essere figlio di Apollo.
Il padre per dissipare ogni dubbio gli consente di guidare il carro
del sole fornendogli le ultime indicazioni:..medio tutissimus
ibis. Neu te dexterior tortum declinet ad Anguem, neve sinisterior
pressam rota ducat ad Aram, inter utrumque tene! ... nel centro
viaggerai sicuro. Il percorso non deve piegare troppo a destra verso
la costellazione del Serpente, nè portare la ruota troppo a
sinistra verso la bassa costellazione dell'Ara: rimani tra le due.
(Sappiamo tutti com'è andata!!!). A Fetonte si paragona Dante
nel Canto XVII del Paradiso che, tra l'altro, è stato argomento
di tema all'esame di maturità il 22 giugno 2005.
Intra moenia:
Dentro le mura.
Vedi "Extra moenia"
In tranquillo esse quisque gubernator potest:
Quando il mare è calmo, ognuno può fare da timoniere. (Publilio Siro
"Sentenze").
Quando non esistono ostacoli ognuno è in grado di fare il lavoro
altrui, anzi è proprio questo il momento in cui si scopre che
il lavoro del vicino è tanto più facile del proprio.
Intus et in cute:
Dentro e sotto la pelle ( Persio Flacco, sat. III, v. 30).
Si applica il detto a quanti cercano in tutti i modi di nasconderci
la loro vera natura. Occorre sempre ricordare loro che anche se il
lupo si traveste da agnello sempre lupo rimane e non ci inganna con
un diverso modo di apparire perchè lo conosciamo "intus
et in cute"
I, nunc, ingratis offer te, inrise, periclis:
Va ora e offriti, deriso e non ricompensato, ai pericoli. (Virgilio
Eneide Libro VII v. 425).
Parole che la furia Aletto dice in sogno a Turno, apparendogli con
le sembianze di Calibe, sacerdotessa di Giunone, per convincerlo a
combattere contro i troiani. Nonostante egli abbia combattuto per
difendere il regno di Latino e gli sia stata promessa la figlia Lavinia
in sposa ora, con l'arrivo dell'eroe troiano, i suoi meriti e le promesse
fatte verranno dimenticati.
Sono le parole che viene spontaneo pronunciare nei confronti di amici
o colleghi ai quali i meriti non solo non vengono ricompensati ma
neppure riconosciuti.
In utroque iure:
Nell'uno e nell'altro Diritto.
Dicesi dei Dottori laureati in Diritto Civile e in Diritto Canonico.
Il motto vien spesso riportato negli Atti vescovili e curiali.
Invenit calvus forte in trivio pectinem:
Un uomo calvo trovò per caso ad un incrocio un pettine.
(Fedro).
È la favola dei due calvi che, avendo trovato un pettine, stabiliscono
di dividere il tesoro a metà, ringraziando ironicamente gli dei, per
questo dono inutile. È come la grazia che arriva all’impiccato appena
morto.
In verba magistri:
Sulle parole del maestro
Vedi "iurare in verba magistri"
In verbo autem tuo laxabo rete:
Tuttavia sulla tua parola butterò le reti (Nuovo
testam. Lc,5,5).
Dopo una lunga notte di fatica trascorsa sul lago di Genésaret
le reti dei pescatori erano rimaste vuote. Immaginiamo ora l'espressione
dell'apostolo Pietro a cui Gesù chiede di buttare ancora una
volta le reti in acqua: certo di grande fiducia se risponde con la
frase citata. Quante volte, nel nostro piccolo, certamente con un
interlocutore ben meno importante e, pur non convinti di quanto ci
veniva richiesto, ci siamo, "obtorto collo", trovati
ad esclamare: "In verbo autem tuo
domine laxabo rete".
Invidia gloriae comes:
L'invidia compagna della gloria. (Cornelio Nepote, Cabria,
III).
Come l’ombra segue l’uomo, così l’invidia segue la gloria, la fama.
In vino veritas:
Nel vino la verità.
E' il seguito del detto precedente "inter pocula"
quando all'ancor accettabile libagione (inter pocula) segue
uno smodato consumo di vino. Riporto per dovere di cronaca un sillogismo
attribuito ad un monaco tedesco non certo astemio: "Qui bene
bibit bene dormit, qui bene dormit non peccat, qui non peccat vadit
in caelum, ergo qui bene bibit vadit in caelum!" Chi beve
bene dorme bene, chi dorme bene non pecca, chi non pecca va in cielo,
ergo chi beve bene va in cielo!
Invita Minerva:
Contro la volontà di Minerva. (Orazio, Ars poet.,
385).
Essendo Minerva la dea della Sapienza, scrivere "invita Minerva"
significa mancar d’estro, d’ispirazione. In senso più lato si dice
di tutti quelli che si dedicano a studi o ad arti per le quali non
hanno disposizioni naturali.
In vitro:
Sotto vetro.
Si usa per indicare fenomeni biologici riprodotti in provetta e non
nell'organismo vivente. Oggi tutti parlano di fecondazione "in
vitro", di culture "in vitro", di biotecnologie
"in vitro".
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