Sutor, ne supra crepidam...!
Macte animo!:
Coraggio.(Virgilio, Eneide, IX, 641)
La frase, usata spesso anche da Voltaire, è un invito ad
essere coraggiosi: "Macte nova virtute, puer, sic itur
ad astra" (Coraggio, fanciullo, è così che si arriva
alla gloria).(Ringrazio Antonio che dal Brasile ha segnalato l'esatta
fonte della citazione).
Magister dixit:
Il maestro ha detto.
Vedi anche "Ipse dixit" o "iurare in
verba magistri".
Magistra vitae:
Maestra di vita.(Cicerone, De Oratore, Il).
È un epiteto che si dà alla Storia, la quale, con gli ammaestramenti
del passato insegna come regolarci per l’avvenire.
Magnae spes altera Romae:
Seconda speranza della grande Roma. (Virgilio, Eneide,
XII, 167).
Il verso allude ad Ascanio o Iulo, figlio di Enea, astro nascente
di Roma, considerato il capostipite della gente Giulia. Si applica
a persone che gerarchicamente occupano il secondo posto dopo il
capo.
Magna Graecia:
La grande Grecia
Con l'espressione "Megále Hellás" i Greci
designavano l'insieme delle colonie da loro fondate, a partire dal
VIII secolo A.C., nell'Italia meridionale, dalla Sicilia alla Calabria
alla Lucania e parte della Campania. Gli abitanti di queste colonie
vennero chiamati dagli scrittori antichi "Italioti" per
distinguerli dagl'indigeni chiamati "Itali".
Magnificat:
(L'anima mia) Magnifica (Nuovo Test. Lc1,46-48).
E' la prima parole dell'inno di ringraziamento e di gioia che Maria,
scelta da Dio come madre del Salvatore del mondo, pronuncia rispondendo
al saluto della cugina Elisabetta. La frase completa é: "Magnificat
anima mea Dominum..." L'anima mia magnifica il Signore,
e lo spirito mio esulta in Dio mio salvatore... L'espressione viene
normalmente usata quando desideriamo condividere qualche momento
felice della nostra vita.
Magni nominis umbra:
L'ombra di un grande nome. (Lucano, Fars., I. 135).
La frase è allusiva a Pompeo che, sotto la toga, aveva perduto le
sue virtù belliche. Comunemente si cita a proposito di persone che
hanno avuto il loro quarto d’ora di gloria, ma che al presente riposano
su gli allori passati.
Magnis itineribus:
A marce forzate.
Con questa espressione venivano definite le marce estenuanti
di avvicinamento al nemico compiute dall'esercito romano. Cicerone
dice, nella "Pro Marcello", che mentre gli eserciti
solitamente marciavano quello guidato da Cesare correva. Sembra
infatti che in assetto di guerra (scudo, lancia, gladio e vettovaglie)
la fanteria riuscisse a percorrere 35/45 chilometri al giorno quando
la media di quei tempi non superava i 10 chilometri e narra Svetonio
che sempre Cesare riuscì a percorrere in un giorno circa
150 chilometri. Tutto questo era reso possibile dalla eccezionale
rete stradale che, come una ragnatela, attraversava i territori
della Repubblica prima e dell'impero poi. Rete stradale che, costruita
grazie alla lungimiranza di alcuni consoli quali Emilio Lepido,
Aurelio Cotta, Appio Claudio e di altri di cui queste strade ancor
oggi portano il nome, si rivelò con i suoi tracciati rimasti
insuperati fino all'avvento delle autostrade, strumento indispensabile
per le conquiste romane.
Magnos homines virtute metimur, non fortuna:
I grandi uomini non si misurano dalla fortuna, ma dalla virtù.(Cornelio
Nepote, Eumene, I).
Così dovrebbe essere, ma nella realtà della vita si avvera il rovescio
della medaglia
Maiora premunt:
Ci sono cose più importanti che urgono.
Si dice a chi si sente trascurato da un nostro atteggiamento: serve
a fargli capire che la questione che lo interessa non può, al momento,
avere la nostra attenzione perché sono intervenuti problemi più
importanti da risolvere.
Maior e longinquo reverentia:
La lontananza aumenta il prestigio. (Tacito, Annali, I, 47).
È il complemento della frase: "nemo propheta in patria";
spesso le persone sono stimate e apprezzate in lontananza.. Si vede
che anche ai tempi di Tacito, tutto il mondo era paese... come adesso.
Maiores pennas nido:
Ali più grandi del nido. (Orazio, Epist., I, 20)
Frase che, come Orazio diceva della sua vita, si applica a quelli
che hanno aspirazioni superiori alla loro condizione mediocre.
Male parta male dilabuntur:
Malamente acquistato malamente svanisce. (Cicerone).
Equivale al proverbio italiano : La farina del diavolo va tutta
in crusca. Con questo adagio la sapienza popolare ci ricorda
che il furto e l'imbroglio non sono i mezzi più idonei per
arricchire, anche se certamente i più veloci e che sovente,
quanto ottenuto con simili modi illeciti, viene altrettanto velocemente
dilapidato.
Malesuada fames:
La fame cattiva consigliera. (Virgilio, Eneide, VI, 883).
Il poeta mette la fame fra i mostri che sorvegliano l’ingresso dell’
Inferno. Anche in italiano vi sono proverbi analoghi, per es.: "La
fame caccia il lupo dal bosco".
Malum est, malum est, dicit omnis emptor:
"Robaccia robaccia", dice ogni compratore (Antico
Testam. Proverbi XX v.14).
e continua "et cum recesserit tunc gloriabitur"
(=e non appena si ritira si vanta della propria astuzia).
Le origini della contrattazione e della richiesta di sconto,
come si vede, si perdono nella notte dei tempi. L'acquirente spesso
crede di aver fatto un vantaggioso affare, dimenticando che sovente
il venditore ha già praticato un congruo aumento prevedendo
una richiesta di sconto. Ognuno ne è consapevole, ma in questo
gioco delle parti non c'è soddisfazione se non c'è...
contrattazione!
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