Sutor, ne supra crepidam...!
Manet alta mente repostum:
Rimane nascosto nell'alta mente (Virgilio, Eneide, libro I,
v. 26).
Siamo all'inizio del poema e Virgilio ci parla dell'ira di Giunone.
La dea ancora non ha dimenticato l'affronto fattole da Paride assegnando
a Venere, anziché a lei, l'ambito premio della "mela
d'oro" consacrandola così"Miss Olimpo" e dando
inizio a quei concorsi di bellezza di cui ancor oggi non ce ne siamo
liberati. A quel concorso partecipò anche la dea Minerva
sponsorizzata per l'occasione... da una fabbrica di fiammiferi.
Mane, thecel, phares:
Pensato, contato, diviso. (Lib. di Daniele, cap. V).
Sono le terribili parole registrate nella Bibbia (non però
di origine latina) che una mano misteriosa scrisse su una parete
del salone ove Baldassarre celebrava la sua ultima orgia, mentre
Ciro assaliva Babilonia. Nell’uso comune si riferiscono a persone
già giudicate e condannate.
Manibus date lilia plenis:
Versate gigli a piene mani. (Virgilio, Eneide, VI, 883).
Splendido verso, che viene talora inciso su lapidi mortuarie di
bambini, recisi nella primavera della vita.
Manibus pedibusque:
Con le mani e con i piedi.
Troviamo anche con analogo significato"velis remisque"
(= con i remi nonostante le vele) e "remis ventisque"
(= con i remi nonostante il venti a favore) per indicare all'interlocutore
che si sta facendo il massimo per poter raggiungere l'obbiettivo
prefissato.
Manu militari:
Con l'aiuto della forza militare
Locuzione del linguaggio giuridico, che vuol dire usare la forza
armata, ricorrere ai gendarmi, ecc.
Manus habent et non palpabunt:
Hanno le mani ma non possono toccare. (Antico Test. Salmo
113 v.7)
Il detto si riferisce agli idoli dei pagani, che contrariamente
al Dio degli Ebrei, sono solamente statue che seppur fuse in materiali
nobili quali l'oro o l'argento sono sempre fatte dalla mano dell'uomo,
incapaci di vedere, di parlare, di sentire, toccare...!
Manus manum lavat:
Una mano lava l'altra (Lucio Anneo Seneca)
Nato il 4 a.C. e morto nel 65 d.C. Oltre che filosofo e scrittore
è noto per essere stato maestro di Nerone: Accusato di essere
uno dei promotori della congiura capeggiata da Pisone, fu costretto
dallo scolaro ad uccidersi tagliandosi le vene. Già a quei
tempi certi studenti potevano permettersi... tanta mancanza di rispetto!
Nell'uso comune l'espressione equivale come significato a "do
ut des" intendendo con entrambe un mutuo scambio di aiuti
o favori.
Mare nostrum:
Il nostro mare.
I Romani, quando ancora non immaginavano che secoli più tardi
saremmo diventati un popolo di "navigatori santi e poeti"
ai legni traballanti sull'acqua hanno sempre preferito la terraferma.Tant'è
che la vera prima battaglia navale( 260 a.C. tra la flotta cartaginese
e quella romana) venne vinta da quest'ultimi grazie a ponti volanti
d'abbordaggio trasformando la battaglia navale in battaglia terrestre.
Divenuti in seguito (nonostante il mal di mare) padroni di tutte
le coste bagnate dal Mediterraneo consideravano queste acque come
la piscina di casa pur non uscendo mai verso l'oceano oltre le colonne
d'Ercole.
Margaritas ante porcos:
La pietre preziose ai porci. (S. Matteo, VII, 6).
L’apostolo intende che non bisogna profanare le cose spirituali
dandole in pasto a persone materiali e scettiche.
Mars quoque deprensus fabrilia vincula sensit:
Anche Marte, scoperto, provò le catene del fabbro (Ovidio
Amores libro I - Elegia 9 v. 39).
Mi domando come abbia potuto Venere la più bella dell'Olimpo
sposare Vulcano che proprio un Adone non era ma come dice il proverbio
"de gustibus...". A volte mi viene da pensare che tra
tanti "dei" nullafacenti il fabbro Vulcano titolare di
un'attività in proprio era forse l'unico che poteva garantire
una certa tranquillità economica: succede ancora oggi!!!
Comunque la mitologia racconta che Venere, stanca del marito cui
unico difetto era lavorare notte e giorno, accetta la corte del
dio Marte. Ancora non esistevano le agenzie investigative e Vulcano
con le abili mani forgia una invisibile rete d'oro che imprigiona
i due colombi colti sul fatto. Inutili le giustificazioni dei due:
"contra factum non datur argumentum".
Mater certa est, pater numquam:
La madre è sempre certa, il padre no!
Tutto questo capitava ancor prima della fecondazione eterologa,
ma a quei tempi il risultato lo si otteneva con sistemi tradizionali.
Materiam superabat opus:
Il lavoro vinceva la materia. (Ovidio, Metamorfosi, Il,
5).
Si dice di tutte quelle opere, specialmente dell’ ingegno nelle
quali, l’argomento trattato, è superato dalla finezza e dall’arte
con cui si eseguisce il lavoro stesso. Si può dire degli innumerevoli
capolavori di pittura, di scultura e di letteratura sparsi nella
nostra nazione.
Maxima debetur puero reverentia:
Al fanciullo si deve il massimo rispetto. (Giovenale, Satire,
XIV, 47).
Questa sentenza è divenuta celebre e forma il motto di varie organizzazioni
e società filantropiche aventi per scopo la cura e protezione del
fanciullo.
Maximum:
Il massimo
L'espressione latina è sinonimo di "tariffa massima".
Denominazione che al capitolo XXVIII de "I Promessi Sposi"
il Manzoni definisce ironicamente celeberrima. Particolarmente diffusa
al tempo della Rivoluzione francese, veniva usata a larga mano nei
trattati di economia di quell'epoca.
|