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Ultima modifica: 08.12.2007
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ma-mal man-max mea-mis mob-mut
Sutor, ne supra crepidam...!

Mea culpa:
Per mia colpa
.
Parole che fanno parte del "confiteor" (io confesso) preghiera con cui si chiede perdono a Dio riconoscendo le proprie colpe. Nel quotidiano si usa l'espressione per scusarsi di qualche errore ammettendo il proprio sbaglio.

Mea vulnera restant
:
Restano solo le mie ferite (Virgilio Eneide Libro X v. 29).

Contrariamente all'uso che ne fa Venere, il detto indica il disappunto di chi non vede riconosciute le proprie capacità e come un combattente alla fine di una battaglia persa, unico modo per dimostrare il proprio valore è ricordare le ferite subite. Per la bella Venere, invece, si trattava di lacrime versate per intenerire il padre Giove. Chiede infatti che intervenga con la sua autorità obbligando Giunone a non sostenere i nemici del figlio Enea. Le raccomandazioni hanno radici lontane!!! "Equidem credo, mea vulnera restant et tua progenies mortalia demoror arma". Pertanto manca solo che sia ferita anch'io e che la tua discendenza venga uccisa da armi mortali.

Medice, cura te ipsum
:
Medico curo te stesso. (S. Luca,)

È citata, questa frase, nel Vangelo di S. Luca, ma è di data più antica e di uso universale. Ricorre spontanea quando qualcuno vuol correggere negli altri i difetti di cui abbonda egli stesso, o vuol dar consigli, che dovrebbe metter egli in pratica per primo. È il caso della gamberessa che rimproverava la figlia perché camminava a ritroso

Medio tutissimus ibis
:
Nel mezzo camminerai sicurissimo. (Ovidio, Metam., lI, 137)
.
È il consiglio dato da Febo a Fetonte, suo figlio, che si accingeva a guidar il carro del Sole. In senso più generale si intende che la via di mezzo, lontana da ogni estremo, è la più sicura, ma ovviamente il figlio ignorò il consiglio, con le conseguenze che tutti conoscono.

Melioribus annis
:
Negli anni più felici.
(Virgilio, Eneide, VI, 649).
Nostalgico rimpianto di tempi migliori. Per quanto sia felice il presente, ciascuno ha nel suo passato qualche giornata serena, qualche ora di serenità, alla quale il pensiero ritorna volentieri, specialmente nelle angustie e nei tumulti della vita.

Melius abundare quam deficere
:
Meglio abbondare che scarseggiare.

Si consiglia di suggerire questo motto al proprio datore di lavoro in previsione di una regalia in denaro.

Me, me adsum qui feci
:
Io, sono io che l'ho fatto
. (Virgilio, Eneide, IX, 426).
È il grido disperato con cui Niso scopre sè stesso per stornare i colpi dal suo carissimo Eurialo. La frase può servire per confessare una colpa e per proclamarsi reo, ma più spesso si cita in senso familiare o satirico.

Memento audere semper
:
Ricordati di osare sempre.
Spogliando questo motto di ogni velleità militare o politica possiamo applicarlo ad Ulisse la cui avventura è un esempio di coraggio e di desiderio di conoscere e vincere l'ignoto. Di Gabriele D'Annunzio sembra essere l'acronimo M.A.S. (Motoscafo Anti Sommergibile).

Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris
:
Ricordati uomo che sei polvere, ed in polvere ritornerai (Antico testamento Gn. 3,19).

La seconda parte di questo monito "quia pulvis es et in pulverem reverteris" è tratta dal libro della Genesi e sono le parole di condanna con cui Dio esclude Adamo dal Paradiso Terrestre dopo la colpa del Peccato Originale. La frase riportata nella chiesa cattolica viene pronunciata dal sacerdote imponendo un pizzico di cenere sulla fronte dei fedeli, il primo giorno di quaresima: tale giorno per la Chiesa cattolica di "rito romano" è detto infatti " Mercoledì delle Ceneri" e segue l'ultimo giorno del Carnevale.

Memento mori
:
Ricordati che devi morire.
La frase veniva sussurrata ai generali durante il trionfo per ricordar loro, proprio nei momenti di gloria, il carattere provvisorio della vita e della buona sorte.
Ricordo che "memento mori" oltre ad essere il motto dei frati trappisti è anche la definizione di nature morte nell'arte olandese del XVII secolo: tale particolare mi è assai più chiaro, se contestualizzato da altre occorrenze di tale sintagma che ho ritrovato in letteratura e siti di matrice protestante.
Fondamentalmente, la cultura protestante e la sua spiritualità son sempre state assai austere, e soprattutto tese, in specie in quel periodo, a evidenziare mediante la rappresentazione di teschi, orologi, lampade spente.., nelle nature morte, sia la precarietà della vita - nelle tele definite "vanitates", in ossequio anche all'Ecclesiaste -, sia la caducità dell'esistenza umana, nelle tele chiamate appunto "memento mori".
Detto segnalato e commentato da Maria A.


Mens agitat molem
:
Lo spirito vivifica la materia. (Virgilio
, Eneide, VI, 727).
È una concezione panteistica secondo la quale l’universo sarebbe animato da un principio intrinseco che darebbe forma e moto agli enti. Ma oggi si adopera con significato sostanzialmente diverso, per esprimere la supremazia e le vittorie dello spirito sulla materia bruta.

Mens divinior
:
Il soffio divino (Orazio, libro I, satira IV
v. 43)
Nella sua finta umiltà Orazio sostiene di volersi defilare dal novero dei veri poeti, non ritenendo sia sufficiente saper concludere un verso per essere considerati tali. Solamente a chi dimostra vero genio, "il soffio divino" e una voce capace di suoni sublimi è possibile dare questo nome.

Mens sana in corpore sano
:
Mente sana in corpo sano. (Giovenale,
Satire, X, 356).
Nell’intenzione del poeta, l’uomo non dovrebbe aspirare che a questi due beni: sanità dell’anima e del corpo. Ma nell’uso quotidiano, si attribuisce alla frase il senso che, per aver sane le facoltà dell’anima, bisogna aver sane anche quelle fisiche.

Minus habens
:
Che ha meno.

È un ’espressione biblica, usata da Daniele nell’interpretare a Baldassarre le tre misteriose parole: Mane, thecel, phares, per indicargli che nella bilancia della giustizia divina il suo peso era scarso; nel significato corrente vuol dire persona tocca nel cervello, poco intelligente.

Mirabile dictu
:
Cosa incredibile a dirsi!

Si usa normalmente per indicare qualche cosa che mai e poi mai avremmo creduto potesse accadere: Hai smesso di fumare?, "mirabile dictu!".

Mirabile visu
:
Cosa incredibile a vedersi!

Viene usato in alternativa a "mirabile dictu".

Miratur moles Aeneas, magalia quondam
:
Enea guarda meravigliato le immense costruzioni un tempo tuguri (Virgilio Eneide Libro I v. 421).

Si potrebbe prendere a prestito il famoso "fervet opus". E' così che ad Enea appare la città di Cartagine, un unico grande cantiere dove persone che hanno già trovato la loro nuova patria con grande entusiasmo vi stanno ricostruendo anche le loro case.

Miserere
:
(Signore) abbi pietà.
(Salmo L).
È il principio del Salmo detto "della penitenza" perchè in esso il peccatore esprime il suo pentimento e invoca la misericordia divina. Nel gergo popolare si dice di persona ridotta agli estremi: "Si può cantargli il Miserere".
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