Sutor, ne supra crepidam...!
Opus incertum:
Opera irregolare
Come dice la traduzione si tratta di opere in muratura con pietre
a vista cementate tra loro con calce e disposte in modo irregolare
oppure pavimentazioni rustiche ottenute con pietre irregolari, normalmente
trapezoidali, in modo da ottenere un disegno non geometrico.
Ora et labora:
Prega e lavora.
Espressione che ben riassume i due momenti che, in un rapporto
equilibrato tra preghiera e lavoro, scandivano le giornate nelle
comunità religiose dal medioevo in poi. Nel silenzio dei
chiostri, migliaia di monaci hanno contribuito a costruire con il
loro paziente lavoro l'Europa salvando opere d'arte, opere letterarie,
dissodando regioni intere e contribuendo in modo determinante ad
amalgamare la cultura greco-romana e quella dei nuovi popoli conquistatori.
Orbis terrarum divitias accipere nolo pro patriae caritate:
A tutte le ricchezze del mondo preferisco l'amore per la patria.(Cornelio
Nepote, Epaminonda, IV).
Dovrebbe esser il motto, il pensiero, l’aspirazione di ognuno.
Ore rotundo:
Con la bocca arrotondata. (Orazio, Ars poetica, v. 323).
E' proprio dell'oratore godere nel riascoltare l'eco della propria
voce che dal fondo della sala ritorna a solleticarne la vanità.
Una divagazione sul tema: "Ore rotundo" è
come ostinatamente il "direttore di corale" chiede ai
suoi coristi di atteggiare la bocca per emettere suoni gradevoli
e ben intonati.
Osanna:
Salve - Evviva -.
È voce latinizzata dall’ebraico, divenuta ormai di uso
corrente: "Oggi l’osanna, domani il crucifige".
Os habent et non loquentur:
Hanno la bocca e non parlano.
vedi "Manus habent, et non palpabunt".
Os homini sublime dedit:
Diede all'uomo un volto per il cielo (Ovidio Metamorfosi Libro
I v. 85).
Questo verso si trova nella descrizione che il Poeta fa della creazione
dell’uomo, per metterne in evidenza tutta la nobiltà ed eccellenza
a paragone delle altre creature. Il poeta racconta infatti come
tutti gli esseri viventi, ad eccezione dell'uomo, tengano lo sguardo
rivolto verso terra. Solamente all'uomo gli dei hanno concesso un
volto eretto, per permettergli di guardare il cielo ed innalzare
lo sguardo verso le stelle…" "...Os homini sublime
dedit caelumque tueri lussit et erectos ad siderea tollere vultus…"
Os stulti contritio eius:
La bocca dello stolto è la sua rovina (Antico Testam.
Proverbi 18,6-7 ).
Libro essenzialmente didattico quello dei "Proverbi" mostra,
se rapportato agli altri, una caratteristica esclusiva. L'ammaestramento
e la parola di Dio, infatti, non vengono attuati e rivelati con
il racconto dei trionfi o delle tragedie di Israele, attraverso
i castighi o i prodigi che Dio ha fatto per il suo popolo, ma per
immagini e avvenimenti presi dalla vita quotidiana, il tutto raccontato
con espressioni abituali al popolo e sedimentati in una sapienza
secolare. Pensiamo fare cosa gradita riportando tutto il
versetto da cui la citazione è tolta: "Labia stulti
inmiscunt se rixis et os eius iurgia provocat. Os stulti contritio
eius et labia illius ruina animae eius" (=Le labbra dello
stolto provocano liti e la sua bocca gli provoca percosse. La bocca
dello stolto è la sua rovina e le sue labbra sono un laccio
per la sua vita).
Detto segnalato da Massimo S.
O tempora! o mores!:
Che tempi...! Che costumi...! (Cicerone, Catilinaria, I).
Nella foga del discorso contro Catilina, che aveva tentato di farlo
assassinare, Cicerone deplora la perfidia e la corruzione dei suoi
tempi. La frase si ripete per criticare usi e costumi del presente,
ma per lo più in tono scherzoso.
O terque quaterque beati!:
O voi beati tre e (anche) quattro volte
È una lode che Enea rivolge ai Troiani morti per la difesa della
loro patria. È un’ imitazione di un analogo passo di Omero.
Otia et negotia:
Ozi e occupazioni.
Il vocabolo "otium" indicava, per i romani, il
tempo libero dedicato ad occupazioni scientifiche o culturali per
diletto e senza scopo di lucro, quello cioè che con termine
inglese definiamo "hobby" e per estensione diciamo che
chi non non fa nulla "ozia". Per contro il termine
"negotium", composto da nec e otium,
indica un'occupazione, una attività dalla quale ne deriva
un guadagno e per traslato si è passati a definire "negozio"
anche il luogo in cui questa attività lucrativa viene svolta.
A questo punto nessuno pensi che durante i famosi "Ozi
di Capua" i soldati di Annibale spendessero il proprio
tempo a scrivere libri o a studiare il latino... oziavano proprio!
Otium cum dignitate:
Nobile indolenza. (Cicerone De Oratore Libro I, !-2)
Con questa espressione Cicerone cerca di autoconvincersi che questo
trascorrere il tempo in attività amene sia l’ideale
del cittadino romano ritiratosi dalla vita pubblica. Anche in questa
occasione, e chi ne dubitava, parla di sé stesso. Esautorato
da Cesare da ogni carica si comporta come la volpe con l'uva, definendo
"otium cum dignitate" il lavoro svolto durante
questa forzata inattività politica, per comporre le Tuscolane.
*Otium sine litteris mors est et hominis vivi sepultura:
Il riposo senza gli studi equivale alla morte, è la tomba
di un uomo vivo (Seneca Ad Lucilium, X 82).
Vedi anche "otia et negotia". Per i Greci e i Romani gli
svaghi e gli impegni della vita pubblica erano una piacevole alternanza...
almeno a parole. Infatti Cicerone che predicava bene ma razzolava
male scrive (De officiis, III, 1) "nostrum autem otium
negotii inopia, non requiescendi studio constitutum est"
(=il mio ozio, invece, è imposto non già dal desiderio
di quiete, ma dal non aver più nulla da fare), e
nel De Oratore Libro I, !-2 parla addirittura di "otium
cum dignitate".
O ubi campi!:
(Felici quei luoghi) dove vi sono campi. (Virgilio, Georgiche, lI,
485).
È una delle frequenti espressioni di Virgilio, il cui ideale era
la vita tranquilla e felice della campagna.
Oves et boves:
Pecore e buoi (Nuovo Test. Gv. 2, 14).
L'evangelista racconta che Gesù trovò i mercanti di
pecore, buoi , colombe e i cambiavalute seduti nel tempio di Gerusalemme
."Et invenit in templo vendentes oves et boves et columbas,
et nummularios sedentes". Sarà questa visione
a scatenare la collera di Gesù nei confronti di questi mercanti
che caccerà dal tempio fustigandoli . Con questa espressione
si indica solitamente un raggruppamento eterogeneo senza una precisa
logica. Non mi sento quindi di applicare simile espressione "Oves
et boves" agli animali che entrarono nell'arca durante
il diluvio. Il buon Mosè infatti fece il carico secondo un
preciso e dettagliato piano di imbarco.(vedi Antico Test. Gen.
7,13-17).
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