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Sutor, ne supra crepidam...!
Pax tibi:
Pace a te.
Sono le prime due parole della frase che compare nello stemma
di Venezia sul libro che il leone di san Marco tiene aperto
con una zampa. Il primo santo patrono di Venezia fu san Teodoro,
ma nell'anno 828 san Marco ne prese il posto dopo che due mercanti,
Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, ne trafugarono il
corpo dalla città di Alessandria. Il furto delle spoglie del
santo trovò giustificazione con una leggenda secondo la quale
un angelo indicò all'evangelista Marco, approdato sulle isole
della laguna mentre navigava da Aquileia a Ravenna, il luogo
del suo riposo eterno dicendogli: "Pax tibi Marce Evangelista
meus" pace a te o Marco, mio Evangelista.
Pecunia non olet:
I soldi non hanno odore.
Vedi anche "Vulpem pilum mutare, non mores"
(=la volpe cambia il pelo ma non il vizio)
La tradizione vuole che con l'intento
di aumentare gli introiti l' imperatore Vespasiano inventasse
quei piccoli monumenti che portano appunto il suo nome. Stabilì
poi una tassa per chi li usava ed una contravvenzione per chi
li evitava ed al figlio Tito, puritano e pieno di scrupoli,
che protestava, mettendogli sotto il naso una manciata di sesterzi
chiese: puzzano?
Ritengo si possa dare una diversa spiegazione. Il ritrovamento
di un gran numero di latrine nelle rovine di città romane
dimostra come già attorno all'anno 100 a.C, se ne conoscesse
l'uso. Ne avevano appreso le tecniche di costruzione dagli etruschi
e le abitazioni più fastose già ne erano dotate.
In quelle private lo svuotamento avveniva per mezzo di tubi
che scaricavano i residui in una fossa o sulla strada mentre
in quelle pubbliche, già diffuse prima dell'epoca imperiale,
e che spesso consistevano in semplici recipienti di terracotta
dove i cittadini romani depositavano "il superfluo peso
del ventre" (Decamerone, II giornata, novella V) lo svuotamento
veniva effettuato da poveracci che avevano trasformato questa
umile e maleodorante attività in una fonte di guadagno:
indispensabile nella concia e nella tintura delle pelli, l'urina
veniva venduta a caro prezzo ai "fullones" (=conciatori).
Questo business non sfuggì a Vespasiano che
per raggranellare sesterzi tassò la pipì imponendo
una tassa sui proventi che da tale commercio derivavano e come
sempre... nulla è nuovo sotto il sole dell'Italia.
Pecuniae oboedient omnia.
Tutto ubbidirà al denaro. (Ecclesiaste X, 19)
Il brano dell'Antico Testamento, che riporta simile espressione,
è relativo ad un passo dove si elogia il comportamento
del saggio contrapposto a quello dello stolto che passa il proprio
tempo banchettando e divertendosi. Nell'uso comune la frase
viene citata con il verbo al presente "pecuniae oboediunt
omnia" tutto ubbisce al...dio quattrino, ed effettivamente
possiamo renderci conto di come quotidianamente, al potere e
al denaro, venga posposta la stessa vita umana.
Pecuniia fidens:
Confidando nel denaro. (Cornelio Nepote, Lisandro,
III).
È la solita teoria dell’onnipotenza del danaro, che talvolta
diventa un vero culto.
Pede poena claudo:
Il castigo (arriva) con piede zoppicante (Orazio libro III,
Ode II v. 32).
Vedi anche: Culpam poena premit comes.
La giustizia è spesso tardiva ma difficilmente, per quanto possa
sembrare claudicante, smette di inseguire la colpa. Chissà
se cambierà di... passo dopo il voto di fiducia con cui il "Governo
Berlusconi" ha approvato, il 20 luglio 2005, la riforma
dell'ordinamento giudiziario... Alessandro Manzoni risponderebbe:
giova sperare caro il mio Renzo (I Promessi Sposi cap.XXXIII)
Pendent opera interrupta:
I lavori iniziati si interrompono (Virgilio Eneide libro IV,
v. 88)
Potrebber essere il titolo di una rubrica di "Striscia
la notizia" quando il Gabibbo mostra agli italiani dove
e come vengono sperperati gran parte dei soldi delle tasse...
Didone innamorata dell'eroe troiano dimentica i suoi doveri
di regina e ogni attività in Cartagine si ferma...anche da noi
tante opere vengono avviate e quasi mai terminate. Perdoniamo
Didone che almeno faceva questo per amore, ma non i nostri politici
e imprenditori che (quasi) sempre lo fanno per interesse privato.
Pendetque iterum narrantis ab ore:
E nuovamente pende dalle labbra di colui che parla (Virgilio,
Eneide, libro IV, v. 79).
Didone, sempre più innamorata dell'eroe troiano, non vorrebbe
tradire la promessa fatta al marito Sicheo, ma la passione la
spinge a chiedere ad Enea di raccontare più e più volte le sue
disavventure e ad ogni ripetizione si scopre pendere dalle labbra
di lui che narra.
Peras imposuit Iuppiter nobis duas:
Giove ci diede due bisacce(Fedro)
Le due bisacce sono quella dei vizi altrui, che portiamo dinanzi,
bene in vista, e quella dei nostri, che portiamo nascosti sulla
schiena.
Per aspera ad astra:
Attraverso le asperità (le vie faticose) si arriva alle stelle.(Seneca
Hercules furens atto II v. 437)
Chi non ricorda le dodici fatiche di Ercole!!! Oddio oggi in
Italia risulta più faticoso per la maggior parte delle famiglie
tirare la fine del mese che compiere imprese eroiche come il
figlio di Giove e di Alcmena, ma come dicevano i latini....
transeat! Ogni ambizioso traguardo richiede sacrifici, e quanto
più un'impresa si presenta difficoltosa, tanto maggiore è la
soddisfazione nel riuscire a portarla felicemente a termine.
Per fas et nefas: Con mezzi giusti e ingiusti.
Cioè con tutti i mezzi possibili. Risente della celebre frase
machiavellica che il fine giustifica i mezzi.
Pericla timidus etiam quae non sunt videt:
Il pauroso vede i pericoli anche quando non ci sono! (Publilio
Siro Sententiae v. 452).
Per meglio comprendere il senso di questa espressione
possiamo riandare con la memoria alla figura di don Abbondio
nei Promessi Sposi. La paura governa la sua condotta accomunando
"santi e birboni" che con
il loro atteggiamento turbano il suo mondo.
Perierat, et inventus est:
Si era smarrito ed è stato ritrovato(Nuovo Testam
Lc.15 24;32).
Sono le parole che concludono la parabola evangelica
del Figliol prodigo. Le troviamo citate al
capitolo XXIII de "I Promessi Sposi" quando, nel giorno
della conversione dell'Innominato, il cardinale Borromeo si
rivolge a don Abbondio dicendo:"signor curato, voi siete
sempre con me nella casa del nostro buon Padre; ma questo...
questo perierat et inventus est". Sempre in questa
parabola troviamo un'altra nota espressione pronunciata dal
padre del figlio sciupone, e, come la precedente la troviamo
sia al versetto 23 che 30. Si tratta del famoso "vitulus
saginatus" cioè del "vitello
grasso" che in senso metaforico si dice di servire a tavola
in presenza di un ospite di riguardo. Riporto il testo evangelico
"Adducite vitulum saginatum, occidite et manducemus
et epulemur, quia hic filius meus mortuus erat et revixit, perierat
et inventus est”. Et coeperunt epulari".(=Portate
il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché
questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era
perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa).
Perinde ac cadaver:
Allo stesso modo di un cadavere.
Sant'Ignazio di Loyola pretese che gli appartenenti all'ordine
religioso da lui fondato, quello della Compagnia di Gesù, pronunciassero
oltre ai voti solenni di Povertà Obbedienza e Castità, comuni
a tutti gli ordini religiosi, anche un "quarto voto"
di obbedienza totale alla persona del papa "perinde
ac cadaver".
Per quae peccat quis, per haec et torquetur:
Ciascuno sarà punito negli stessi modi con cui ha peccato.(Sapienza,
XI, 17).
È una verità tolta dal Libro della Sapienza, comunemente attribuita
a Salomone: parlava per esperienza personale?
Pertransiit benefaciendo:
Passò facendo del bene. (Atti Ap., X, 38).
È l’elogio della vita del Redentore. La frase viene spesso incisa
su tombe di persone che hanno compiuto in vita grandi opere
di beneficenza, e su annunzi mortuari di persone pie che hanno
fatto proprio l’esempio di bontà del Redentore. Infatti che
vi sarebbe di buono su questa terra, se mancasse il conforto
di far del bene al prossimo?
Pietas, fundamentum est omnium virtutum:
La rettitudine è alla base di ogni virtù
(Cicerone Pro Gneo Plancio XXIX)
La frase completa suona così: "nam meo
iudicio pietas fundamentum est omnium virtutum (=A parer
mio infatti l'amore, la rettitudine è alla base di ogni
virtù).
Quanto espresso da Cicerone è stato modificato come
segue:"Fundamentum est omnium virtutum pietas in parentes"
(=L'amore verso i genitori è alla base di ogni virtù).
Plaudite cives!:
Applaudite cittadini!
La claque esisteva già al tempo di Roma antica, ma era riservata
a chi se la poteva permettere con il sistema del clientelismo,
non ancora morto nella nostra politica. Solo i poveri attori,
poeti e istrioni al termine delle loro fatiche teatrali dovevano
umiliarsi a richiedere "all'inclito pubblico"
un riconoscimento alla loro fatica con l'invito: Plaudite, cives!
Quante volte pure noi siamo tentati di imitarli quanto ci sentiamo
ignorati nonostante le nostre fatiche.
Plurima mortis imago:
I tanti aspetti della morte (Virgilio, Eneide, libro II,
v. 369).
Enea continuando nel suo triste racconto a Didone ricorda l'ultima
notte della città di Troia messa a ferro e fuoco dai Greci.
In ogni dove sangue e lacrime, corpi trafitti dalle spade e
orrendamente mutilati: la morte quella notte si presenta sotto
i suoi molteplici e più disumani aspetti.
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