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Ultima modifica: 07.03.2010
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sae-sem sen-sine d sine ir-sit si v-spqr st-sui sum-sv
 
Sutor, ne supra crepidam...!

Saepius ventis agitatur ingens pinus:
Più spesso viene agitato dai venti il grande pino. (Orazio, Odi, Il, 10
).
Allusione ai pericoli cui sono esposte le persone altolocate, che coprono cariche eminenti. Il passo completo è il seguente:"Saepius ventis agitatur ingens pinus et celsae gravare decidunt turres feriuntque summos fulgura montes".

Saepe premente Deo, fert Deus alter opem
:
Spesso ad un Dio avverso si oppone un dio che aiuta
(Ovidio...)
Gli antropomorfi dei pagani non si discostavano, quanto a difetti e comportamento, da quella umanità che dall'alto dell'Olimpo avrebbero dovuto guidare e, come gli uomini, erano spesso in disaccordo tra di loro. Troviamo esempi di questo loro atteggiamento sia nelle opere di Omero che in quella di Virgilio dove i diversi eroi erano aiutati da un dio e contrastati ed odiati da un altro. Neppure il grande Giove con la sua autorità riusciva ad imporsi, anzi i peggiori guai spesso gli erano causati proprio dalla moglie Giunone che, per il fatto di essere la moglie del "boss", si riteneva una privilegiata.

Salus populi suprema lex esto
:
La salvezza del popolo deve essere la legge suprema. (Cicerone, De Leg., IV
).
Massima dell’antico Diritto romano che conserva sempre tutto il suo vigore perchè l’individuo deve scomparire quando si tratta del bene e dell’incolumità dello Stato.

Salutatio matutina
:
Saluto mattutino.

L'espressione è strettamente legata ad altri due termini latini: "Clientes e patronus". I primi altro non erano che liberti (schiavi affrancati) o cittadini di umile condizione che per riconoscenza o per interesse si legavano ad un personaggio ricco e stimato, il "patronus" appunto, ed a lui offrivano in cambio della protezione accordata i loro servigi. La "salutatio matutina" (recarsi a salutare il patrono di primo mattino) rappresentava uno di questi atti di deferenza. Oggi i "clientes" hanno un altro nome (portaborse o galoppini) ma lo scenario e il significato è rimasto quello di 2000 anni fa!

Salve magna parens frugum, saturnia tellus, magna virum...
:
Salve terra di Saturno, grande genitrice di frutti e di uomini...
(Virgilio, Georgiche, Il, 173).
È il saluto del Poeta all’ Italia.

Satis vixi, invictus enim morior
:
Ho vissuto abbastanza in quanto muoio non sconfitto. (Cornelio Nepote.Epaminonda, IX

È la celebre sentenza pronunciata da Epaminonda alla battaglia di Mantinea, quando, ferito gravemente da una lancia nemica, sapendo che sarebbe morto se avesse fatto estrarre il ferro micidiale, non volle farlo prima d’aver ricevuto la notizia che il suo esercito aveva vinto: solo allora, pronunciata la tale frase, si fece togliere la lancia e morì dissanguato.   

Satius ignorare est rem, quam male discere
:
E' preferibile non conoscere una cosa piuttosto che apprenderla male. (Publilio Siro"Sententiae")
.
L'autore di questa perla era arrivato a Roma come schiavo e affrancato si dedicò al teatro. Potremmo definirlo "absit iniuria verbo" uno... sputasentenze, ma questo non significa che dietro alle parole non ci fosse un cervello pensante. Rendere con poche parole a tutti comprensibili argomenti apparentemente banali e non renderli tali risulta difficile. La frase di per sé ovvia non lo è affatto se riflettiamo sulla facilità con cui ci si improvvisa idraulici, elettricisti, meccanici... imprenditori... latinisti! Facendo le cose in modo non professionale si rischia di peggiorare la situazione, da qui il detto.

Schola cantorum
:
Scuola di cantori
.
Si ritiene che tale espressione risalga al quarto secolo d.C. ai tempi del pontificato di papa Damaso che, per primo, intuisce l'importanza del canto corale durante le celebrazioni religiose. Occorre attendere ancora un secolo, con l'elezione al soglio pontificio di papa Gregorio (san Gregorio Magno), perchè questa musica sacra, che da lui prenderà il nome di "canto gregoriano" acquisti una connotazione ben precisa sia per tecnica che per regole liturgiche. Con il passare dei secoli questa musica monodica viene sostituita da melodie polifoniche con elaborazioni non sempre consone all'impiego liturgico. Sarà Pierluigi da Palestrina (1523 - 1594) che detterà i canoni a cui nei secoli successivi si ispireranno i maggior autori di musiche sacre. Il termine "schola cantorum" indica anche il luogo che accoglie i cantori. In alcune chiese è situata in fondo alla stessa su un soppalco in cui troviamo anche l'organo, mentre in altre è posta dietro all'altare maggiore.

Scribitur ad narrandum, non ad probandum
:
Si scrive la storia per raccontare, non per provare.(Quintiliano Institutio oratoria, libro X).
"La storia "dice Quintiliano" è simile ad un'opera poetica, quasi una poesia senza metrica. Si scrive la storia per raccontare, non per provare e l’opera intera non viene composta per un uso immediato o una battaglia presente, ma per il ricordo della posterità... Di parere simile sembra essere Cicerone, che definendo la storia "magistra vitae" lascia al lettore l'interpretazione della stessa, e Plinio il giovane che nell'"Epistularum Libri Decem - Liber V" scrive che  "Historia quoquo modo scripta, delectat" (= la storia in qualunque modo sia scritta, è piacevole).

Sedebamus in puppi et clavum tenebamus; nunc autem vix est in sentina locus
:
Stavamo seduti sul ponte di comando tenendo in mano il timone mentre ora, a malapena, abbiamo un angolino nella sentina (Cicerone. Epistolae ad familiares. IX, 15,3.2).
Svanite le sue illusioni per una restaurazione delle istituzioni repubblicane da parte di Cesare, esautorato da ogni pubblico incarico, disgustato di tutto e di tutti, Cicerone, con terminologia marinaresca, esprime la sua angoscia per l'esautorazione del senato ormai docile strumento di governo di un dittatore che a suo piacimento ne eleggeva i membri

Sedet aeternumque sedebit
:
Siede e siederà in eterno.
(Virgilio, Eneide, VI, 617).
Virgilio allude al supplizio dì Teseo che, sceso nell’ inferno per rapire Persefone, moglie di Ades, fu da questi condannato a sedere sopra un macigno dal quale non potè più rialzarsi. Ma la sentenza non ebbe il suo pieno effetto, perchè venne poi Ercole a liberarlo.

Semel abbas, semper abbas
:
Abate una volta, abate per sempre (Ignoto)

"Abbas: vocabolo aramaico che significa padre" era il titolo che in epoca merovingia (sec. VI d.C.) veniva dato ai sacerdoti preposti ad una chiesa. Con la nascita degli ordini monastici venne così chiamato il capo o fondatore del monastero. Inizialmente eletto dai monaci e confermato dal vescovo anche alla figura dell'abate in seguito vennero concessi i privilegi vescovili. Per la chiesa cattolica l'ordinazione sacerdotale riveste carattere eterno: il sacerdote pertanto che intende tornare allo stato laico potrà chiedere la dispensa alla santa Sede dal "ministero sacerdotale attivo", ma ciò non significa che possa venire annullato il sacramento ricevuto.

Semel in anno Iicet insanire
:
Una volta all'anno è lecito fare baldoria.

Sentenza divenuta proverbiale nel Medioevo e usata, con leggere varianti, da vari autori: Seneca, Sant’Agostino, ecc. Orazio la fece propria nella sostanza cambiandone la forma: "Dulce est desipere in loco (Carm., IV, 13, 28)". (=È cosa dolce ammattire a tempo opportuno). 

Semper ad eventum festinat
:
Sempre si affretta verso la soluzione (Orazio Ars Poetica v.148)
.
Troviamo l'uso di questo detto in una lettera del Metastasio. "Non vi è quasi scena senza qualche peripezia;" scriveva al fratello Leopoldo nel 1752 "non vi è peripezia senza preparazione, non vi è il minimo ozio: l'azione "semper ad eventum festinat", e l'agitazione s'accresce sino all'ultimo verso del dramma. Certamente Orazio non avrebbe dato simile indicazione se avesse avuto la possibilità di vivere al tempo delle telenovele, dove unica preoccupazione degli autori è ritardare quanto più possibile la soluzione.
 
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