Sutor, ne supra crepidam...!
Senectus est natura loquacior:
La vecchiaia per sua stessa natura è piuttosto ciarliera
(Cicerone De senectute Libro XVI , 55).
Scrive Cicerone: ...mi accorgo che quel che ho detto
è stato piuttosto lungo, perdonatemi: mi sono lasciato prendere
dalla passione per le cose campestri e poi "senectus est
natura loquacior"(=la vecchiaia, per sua natura, è
un po’ loquace). Sarà pur vero che le persone anziane
hanno l'abitudine di ripetere le stesse cose fino alla noia dimenticando
di averle gia dette o raccontate, ma ci sono anche oratori ai quali,
per la verde età, non è possibile adattare il detto
ma che al termine del loro noioso discorso ci portano ad esclamare:
"Barbaque erat promissa".
Senectus ipsa est morbus:
La vecchiaia già di per sé è una malattia (Terenzio
Phormio Atto IV v. 575).
Troviamo la frase nel dialogo tra Demifonte e Cremete: D. "Come
mai non sei tornato appena l'hai saputo?" C."Mi ha trattenuto
una malattia " D."Che tipo di malattia? C. "rogas?
senectus ipsa est morbus" (=E me lo chiedi? La mia malattia
è la vecchiaia"). Ne "I Promessi Sposi
Cap. XXXVIII" assistiamo all'amaro sfogo di Don Abbondio
... io in vece, sono alle ventitre e tre quarti, e... i birboni
posson morire; della peste si può guarire; ma agli anni non
c'è rimedio: e, come dice, "senectus ipsa est morbus."
Sequitur superbos victor a tergo Deus:
Dio segue alle spalle i superbi. (Seneca, Ercole fur.,
386).
Dio ha pronto il castigo per i superbi, prepara la loro umiliazione.
Servum pecus:
Gregge servile. (Orazio, Epist., I, 19).
Parole con cui il Poeta stigmatizza i volgari imitatori di opere
letterarie. Ma nell’uso comune si cita per bollare quella stirpe
di adulatori, cortigiani e leccapiedi che fa consistere tutto il
travaglio della propria vita nel lisciare gli altri.
Sesquipedalia verba:
Parole di un piede e mezzo. (Orazio, Ars poetica, 97).
Parole che riempiono la bocca. Si cita a proposito di certi oratori
e conferenzieri che pare facciano un apposito studio per tirar fuori
paroloni ad effetto, molte volte incomprensibili; in simili casi
si potrebbe citare il motto: "Res non verba"(=
fatti, e non parole).
Sibi non cavere et aliis consilium dare stultum (est):
Non provvedere a sé stessi e pretendere si dare consigli
agli altri è cosa stolta. (Fedro).
Morale della tavola: Il Passero e la Lepre. Il passero scherniva
una lepre caduta fra gli artigli dell’aquila; ma, proprio in quell’
istante, un avvoltoio lo afferrò e lo uccise.
Sic et simpliciter:
Così e semplicemente (Ignoto).
Si è soliti usare simile espressione o per indicare che quanto
si sta dicendo lo si fa "sic et simpliciter"
(=alla buona) senza usare troppi paroloni e senza avere la pretesa
di voler insegnare oppure, in senso opposto, per spiegare al nostro
interlocutore che non può liquidare un argomento di una certa
importanza banalizzandone "sic et simpliciter"
i contenuti.
Sic me vivere, sic iuvat perire:
Così desidero vivere e morire (Marziale libro XII v 26).
Marziale, spagnolo di Bibli completati gli studi, nel 64 d.C. si
trasferisce a Roma. Vive in povertà parecchi anni fino a
che la pubblicazione degli epigrammi gli porta un enorme successo
letterario ma non la prosperità economica. Nel 98, torna
in Spagna, ma la vita nel suo piccolo paese, priva di stimoli, gli
farà rimpiangere fino alla morte avvenuta nel 102, la vita
brillante nella capitale. Quanto scritto sulla sua vita non concorda
con quanto egli scrive all'amico Giovenale. Descrive con accenti
romantici la vita a Bibli e termina il racconto che ne fa scrivendo
appunto: "Sic me vivere, sic iuvat perire".
Sic stantibus rebus:
Stando così le cose (Ignoto)
Quando, valutate tutte le possibili soluzioni, non riusciamo a trovare
nessun altro modo per risolvere una situazione ingarbugliata, affermiamo
che "sic stantibus rebus" ancorché "obtorto
collo" l'unica strada percorribile resta la... meno piacevole.
Ricordiamo l'espressione italiana "se le cose stanno così"
di pari significato.
Sic transit gloria mundi:
Così passa la gloria si questo mondo. (Imitazione di
G. C., I, 3, 6).
Queste parole vengono ripetute al Papa all’atto della sua elezione
al trono pontificio, per ricordargli la caducità e vanità di tutti
gli sfarzi terreni. Si cita a proposito di insuccessi seguiti a
qualche trionfo, o per la morte di personaggi famosi. La sentenza
è incisa come iscrizione anche su qualche tomba di uomini che in
vita hanno avuto il loro quarto d’ ora di celebrità.
Sic vita:
Così anche la vita (Seneca, Lettere morali a Lucilio
Libro IX, LXXVII, v.20).
Il detto si può spiegare alla luce della frase completa:
"Quomodo fabula, sic vita: non quam diu, sed quam bene acta
sit, refert" (=Allo stesso modo di una rappresentazione
teatrale così è della vita: non conta quanto sia stata
lunga ma quanto bene la si sia spesa).
Si fractus illibatur orbis impavidum ferient ruinae:
Anche se il mondo cadesse a pezzi, le sue rovine mi colpirebbero
impavido. (Orazio, Odi, III, 3).
Descrizione dell’uomo di carattere, tenace, di principii inossidabili,
che non si piega davanti a difficoltà ed ostacoli.
Si mihi difficilis formam natura negavit, ingenio formae damna rependo
meae:
Se la natura matrigna mi ha negato la bellezza, con l'ingegno supplisco
ai difetti della mia figura. (Ovidio, Epist., XV, 31).
Il distico è messo in bocca alla celebre poetessa greca Saffo, la
più gentile di tutta l’antichità, dalla quale prese il nome l’ Ode
Saffica: con le sublimi doti dello spirito faceva dimenticare le
deformità che la tradizione attribuisce al suo corpo
Sine die:
Senza giorno.
Esite un detto che ha una certa somiglianza con questo: "ad
kalendas graecas" il cui significato come tutti sanno
equivale al nostro avverbio"mai". "Sine die"
risulta invece essere una espressione ben più sibillina e
carica di indeterminatezza. Contiene l'ammissione che una certa
cosa, pur procrastinandone l'esecuzione "sine die",
dovrà essere comunque fatta. Nel frattempo se ne allontana
l'esecuzione lasciando l'illusione che prima o poi (normalmente
poi), se non interverranno cause di forza maggiore, se le condizioni
non muteranno, se... se... si prenderà in esame l'eventuale
soluzione del problema: decisamente meglio un "mai".
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