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Ultima modifica: 06.02.2007
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sae-sem sen-sine d sine ir-sit si v-spqr st-sui sum-sv
Sutor, ne supra crepidam...!

Sine ira et studio:
Senza prevenzione e partigianeria.
(Tacito, Annali, I, 1).
È la premessa che il grande storico mette a fondamento basilare delle sue narrazioni. Egli afferma che non si lascierà trascinare né da prevenzioni o rancori, né da favoritismi verso questa o quella parte.

Sine me, liber, ibis in urbe
:
Senza di me o libro, tu andrai in città (Ovidio Tristia libro I v.1,2)

Ovidio relegato da Augusto a Tomi sul mar Nero, abituato alla vita mondana ed elegante di Roma, di cui era uno dei più acclamati esponenti, non riesce ad accettare questo nuovo stile di vita. E' questo l'amaro sfogo che confida al libro: lui certamente arriverà a Roma tra le mani dei suoi amici, (forse spera anche tra quelle dell'imperatore che l'ha esiliato) mentre lui dovrà restare fino alla morte relegato in queste terre abitate da barbari "Parve, nec invideo, sine me, liber, ibis in Urbem" (=Piccolo libro, non ti invidio, tu andrai a Roma senza di me).

Sine nomine vulgus
:
La folla senza nome.

E' stato chiamato in tantissimi modi: profano, ignobile, senza nome... e chissà quanti altri aggettivo dispregiativi gli sono stati cuciti addosso. Raccontano che Napoleone sostenesse che gli zeri, per tanti che fossero, avessero valore solo in funzione... dell'uno che sta davanti. Prendendo infatti ad esempio due note rivolte popolari, quella di Napoli e quella francese, tutti ricordiamo Masaniello, Marat, Danton, Robespierre, ma ignoriamo tutto di quella folla senza nome, che con il sacrificio della propria vita e spesso con eccessi d'ira e ferocia certamente deprecabili, ha contribuito alla realizzazione dei ideali nei quali credeva e per i quali lottava.

Sine pennis volare haud facile est
:
Non è facile volare senza penne (Plauto Poenulus atto IV scena II , 870).

E' la risposta di Sincerasto, schiavo di Poenulus, a Milpione che gli suggerisce di agire senza timore: "Sine pennis volare haud facile est: meae alae pennas non habent". (=Non è facile volare senza penne ed è addirittura impossibile se le ali ne sono completamente prive). Non è sufficiente il coraggio per portare a termine un'impresa, ma e indispensabile anche avere a disposizione i mezzi per attuarla.
Detto segnalato da Alberto Di S.

Sine qua, non
:
Senza la quale, no!

È una locuzione in uso specialmente nel linguaggio legale, quando a qualche contratto, atto o scrittura in genere, si appone una clausola, una condizione, con l’aggiunta "sine qua, non"; cioè condizione e clausola essenziale, senza la cui osservanza il contratto o atto stesso diventa nullo.

Sine strepitu
:
Senza clamore (Quintiliano Declamationes maiores libro II,17)

Suggeriva il conte zio (I Promessi Sposi cap.XIX) al padre provinciale chiedendo di allontanare padre Cristoforo dal convento di Pescarenico :"son cose da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui..." ed è proprio questo il significato del detto: operare senza volersi metter in mostra, senza battere la grancassa per farsi notare ovviamente sia nel fare il bene come, nel caso del conte zio, il male.

Sinite parvulos venire ad me
:
Lasciate venire a me i piccoli (Nuovo Testamento Mc. 10,14)

Sono parole di rimprovero che Gesù rivolge agli apostoli quando, forse per troppa devozione, tentano di impedire a dei genitori di avvicinargli i loro figli affinché li benedica ritenendo che ne venga infastidito.
Gesù spiega nella seconda parte della frase il perché del suo rimprovero:"sinite parvulos venire ad me" et ne prohibueritis eos talium est enim regnum Dei" (=Lasciate venire a me i piccoli, perché loro è il regno dei cieli).

Sint ut sunt, aut non sint
:
O siano come sono o non siano.

Risposta del Padre Ricci, generale dei Gesuiti, a chi gli proponeva di cambiare la loro Costituzione. In altre parole voleva dire: i Gesuiti o rimangono come furono creati da Sant’Ignazio, oppure è meglio che cessino di esistere. L’energica frase divenne celebre e si usa ripetere per cose od argomenti nei quali non si vuol introdurre alcuna modifica.

Si parva licet componere magnis
:
Se è permesso paragonare le cose piccole alle grandi.
(Virgilio, Georgiche, IV, 176).
Il Poeta dice queste parole mettendo a confronto il lavorio delle api con quello dei ciclopi. Nell’uso quotidiano si suole citare la frase quando si fanno paragoni che potrebbero sembrare sproporzionati.

Siqua voles apte nubere, nube pari
:
Se desideri accasarti adeguatamente, sposa uno tuo pari (Ovidio Heroides IX Deianira a Ercole).
"Quam male inaequales veniunt ad aratra iuvenci, tam premitur magno coniuge nupta minor. Non honor est sed onus species laesura ferentes: siqua voles apte nubere, nube pari." (= Come malamente si adattano all'aratro due buoi di diversa mole, allo stesso modo viene messa in ombra dalle capacità del marito una moglie a lui inferiore. Non è un privilegio ma un peso la bellezza che danneggia chi la possiede: se vuoi sposarti adeguatamente, sposa un tuo pari.) Sono le amare parole pronunciate da Deianira, moglie di Ercole e femminista "ante litteram"quando scopre che l'invincibile eroe, questa volta, non l'ha abbandonata per qualche memorabile impresa, ma per Iole figlia di re Eurito di cui si era innamorato. E poichè agli eroi tutto è concesso, per non avere a soffrire in seguito, meglio sposare... un pinco pallino qualsiasi!

Si quid est quod utar, utor, si non est egeo
:
Se ho qualcosa da usare la uso, se non l'ho ne faccio a meno (Aulo Gellio Noctes Atticae XIII- 24).

"Relata refero" come dicevano i romani. Aulo Gellio ne attribuisce la paternità a Catone che affermava come nulla per lui fosse prezioso o indispensabile, né i palazzi, né il vasellame né i vestiti né lo schiavo o la schiava. se nel momento in cui mi occorre ho qualche cosa da usare la uso altrimenti ne faccio a meno."Neque mihi aedificatio neque vasum neque vestimentum ullum est manupretiosum neque pretiosus servus neque ancilla. Si quid est," inquit "quod utar, utor; si non est, egeo. Con simile espressione, che può sembrare banale, Catone ci ricorda che nessun bene materiale è indispensabile al buon vivere. Se disponibile nel momento in cui serve, va usato, mentre nella eventualità opposta occorre sapervi rinunciare.

Si quis dat mannos noli quaerere in dentibus annos
:
Se ti offrono cavalli non cercarne l'età dai denti (ignoto).

Equivale pressapoco al nostro proverbio "a caval donato non si guarda in bocca". Un regalo va accettato per quello che è e non per quello desideremmo fosse. E' regola del bon ton far buon viso a cattiva sorte e se proprio non ci interessa ...possiamo sempre riciclarlo
Il termine "Mannus" che si ritrova usato da Lucrezio ed Orazio sembra essere di origine celtica ed indica una razza di cavalli simili ai pony utilizzati dai romani nelle passeggiate in villa.

Si rota defuerit, tu pede carpe viam:
Se la ruota del carro ti si rompe mettiti in cammino a piedi (Ovidio Ars amatoria LibroII v230).
Ritengo inutile ogni commento a questo simpatico suggerimento, che ho sperimentato di persona durante queste vacanze estive (agosto 2006) quando mi sono ritrovato a Pieve di Revigozzo con l'auto non funzionante e le officine meccaniche chiuse per ben due settimane causa ferie: il paese si trova a circa tre km. di distanza, mangiare occorre mangiare e... "obtorto collo" ho seguito il consiglio del poeta!!!

Sit tibi terra levis
:
Ti sia la terra leggera.

Iscrizione un tempo molto frequente sulle tombe. Il peso della terra che ricopre la bara ha sempre destato nell’umanità un senso di angoscia, di oppressione, e di qui l’auspicio, che in senso più lato equivale al saluto cristiano:" Requiescas in pace".
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