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Ultima modifica: 20.09.2007
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sae-sem sen-sine d sine ir-sit si v-spqr st-sui sum-sv
Sutor, ne supra crepidam...!

Stallum in choro et locum in capitulo:
Avere uno scranno nel coro e un posto nel capitolo (autore ignoto).
Espressione ecclesiastica che incontriamo nei Decretali di papa Gregorio IX, testi legislativi emanati da pontefici e successivamente confluiti nel "Corpus iuris canonici". "Scranno nel coro" e "posto nel capitolo" sono due figure retoriche usate per indicare "la persona" del canonico della cattedrale. Si trattava di ecclesiastici che avevano tra i principali doveri la recita dell'ufficio divino "in coro" e formavano un "collegio/capitolo" che inizialmente aveva addirittura l'autorità di eleggere il vescovo, di condizionarne le scelte e, in caso di sede vacante, di sostituirlo in toto. Equivale quindi nell'uso quotidiano alla espressione italiana: detenere le leve del potere o essere nella stanza dei bottoni!.

Stat sua cuique dies
:
E' fisso per ognuno il suo giorno (Virgilio Eneide libro X
)
Troviamo questa frase nella descrizione del duello tra Pallante e Turno. Il giovane troiano rivolge una preghiera ad Ercole, un giorno ospite di suo padre, affinché guidi la sua arma. Vane sono le suppliche che Ercole rivolge a Giove. Il Dio gli ricorda di essere anch'egli impotente di fronte al volere del fato: Stat sua cuique dies, breve et irreparabile tempus omnibus est vitae (=È fisso a ciascuno il suo giorno, è breve per tutti, e non revocabile). Pallante primo scaglia la lancia contro Turno, ma questa dopo averne perforato lo scudo sfiora solo la spalla dell'avversario. La lancia invece del re dei Rutuli affonda nel petto del giovane uccidendolo.

Statu quo
:
Nella condizione in cui(si trova).

L'espressione completa "in statu quo ante" significa nella stessa condizione in cui si trovava prima. Espressione mutuata dal linguaggio giuridico e diplomatico con la quale si indica che una situazione, modificatasi in seguito a determinati avvenimenti, ritorna ad essere esattamente come prim Dal linguaggio diplomatico è passata all’uso comune e familiare, nel quale significa che una cosa rimane allo stato in cui si trovava prima.

Stude sapientiae
:
Ama lo studio.
(Proverbi, XXIII, 30).
È un monito della Sacra Scrittura, che si trova nel libro dei Proverbi, attribuito a Salomone. cercando di ricordare che lo studio dev’essere diretto non già al buon successo nella scuola, ma alla pratica della vita: "Non scholae, sed vitae discimus".

Studia adolescentiam alunt, senectutem oblectant
:
Gli studi alimentano la giovinezza e rallegrano la vecchiaia.
(Cicerone, Pro Archia, VII, 16).
Sentenza che, nella seconda parte, si può intendere in due modi: cioè sia che gli studi sono un conforto anche nell’età senile, sia che gli studi fatti in gioventù preparano una vecchiaia decorosa ed agiata.

Stultorum numerus est infinitus
:
Infinito è il numero degli stolti. (Antico Testamento Ecclesiaste, 1, 15)

I pensieri espressi in questo libro della sacra Bibbia, erroneamente attribuito al re Salomone, rivelano una mente che medita i problemi fondamentali della vita e pur non sapendo o volendo dare una soluzione agli stessi constata con rassegnazione la assoluta nullità di tutto ciò che è terreno. I suggerimenti dell'autore a prendere dalla vita quel poco che essa è in grado di offrire e di questo poco goderne, sembrano scaturire da una profonda e pacata conoscenza che egli ha del mondo.

Stultum consilium non modo effectu caret, sed ad perniciem quoque mortales devocat
:
Un consiglio stolto, non solo non ottiene buoni risultati, ma porta gli uomini alla rovina.
(Fedro).
Questa morale si trova nella favola: I cani affamati.

Stultus quoque, si tacuerit, sapiens reputabitur et, si compresserit labia sua, intellegens
: Anche lo stolto, se tacerà, sarà considerato saggio ed intelligente se terrà chiuse le sue labbra, (Antico Testamento Proverbi 17, 28).
Il libro dei "Proverbi" rappresenta un'ampia raccolta di sentenze, motti e aforismi a carattere didattico. Si ritiene che parte di questa raccolta sia dovuta al re Salomone noto per la sua sapienza e per la sua sagacia. Il detto è molto simile al nostro proverbio: "un bel tacer non fu mai scritto" e "il silenzio è oro". Detto segnalato da Alberto Di S.

Sub iugum miserunt
:
Li fecero passare sotto il giogo.
(Eutropio, Breviario, I, 9).
Passare sotto il giogo era per i Romani la più grande umiliazione, che gettava un’ ombra di disonore su tutta la vita, come segno di sconfitta patita. La subirono, come narra Eutropio, i consoli T. Veturio e S. Postumio, con l’esercito romano, alle Forche Caudine (Gola di Montesarchio) per opera dei Sanniti. La frase si ripete per alludere a una qualche sconfitta.  
Vedi anche"obtorto collo"

Sub lege libertas
:
La libertà sotto la legge.

Proverbio antico. La libertà deve essere moderata dalle leggi dello Stato, per non degenerare in licenza.

Successor est missus
: Fu inviato il successore. (Eutropio, Breviario, VI, 9).
Mentre Lucullo, condottiero Romano, passando di vittoria in vittoria, preparava una spedizione contro i Persiani, fu sostituito da un altro generale. Ad episodi di questo tipo allude anche Virgilio con quel verso: "Carpent tua poma nepotes"  che può essere tradotto: "Altri mieteranno dove tu hai seminato; altri mangeranno il frutto dei tuoi sudori".

Successus ad perniciem multos devocat
:
Il successo apre a molti la strada per la perdizione.(Fedro).

È dimostrato con la favoletta di quel petulante che, tirato un sasso ad Esopo non solo si sentì rispondere "bravo" ma ebbe anche dallo stesso in premio una moneta. "Mi dispiace", aggiunse dispiaciuto il poeta , "di non aver altro, ma vedi quel ricco e potente signore che viene verso di noi? Tiragli una pietra e ne riceverai un premio". Infatti, a titolo di premio, quell' importuno venne crocifisso.

Successus improborum plures allicit
:
La fortuna dei malvagi è una brutta seduzione per molti.
(Fedro)
Fedro ricava questa morale dalla seguente favola: Un tale, attaccato da un cane furibondo, gli gettò un pane bagnato del suo sangue, che si riteneva essere in simili casi un rimedio infallibile. Ma Esopo gli disse: Per carità, non farti vedere dagli altri cani, perché vedendo che questo è il premio che diamo loro, ci mangeranno vivi!    

Sufficit diei malitia sua
:
Ad ogni giorno basta il suo affanno (Nuovo Testamento Mt. 6,33).
"Nolite ergo esse solliciti in crastinum crastinus enim dies sollicitus erit sibi ipse: sufficit diei malitia sua"
(=Non preoccupatevi dunque per il domani, poiché il domani sarà sollecito di sè stesso: a ciascun giorno basta il suo affanno). E' l'invito di Gesù ad evitare vane ed eccessive preoccupazioni. E' lecito per ogni uomo prudente porsi simili domande, ma occorre evitare l'ansia tormentosa per le necessità materiali dimenticando che sopra alle umane vicende c'è la Provvidenza del Padre. Ben diverso dal "Carpe diem" di Orazio che suggerisce di vivere alla giornata credendo il meno possibile nell'indomani.
Non dobbiamo preoccuparci per gli eventuali mali futuri; basta rassegnarci a sopportare la croce quotidiana. In altre parole è l’antico nostro proverbio: "Non fasciarsi la testa prima d’averla rotta".

Sui generis
:
Di un genere tutto suo
L'espressione è usata sia come sinonimo di strano, cervellotico o bizzarro sia per denotare caratteristiche peculiari di cose o persone. Come capo quello è bravissimo anche se un pò "sui generis", il profumo della rosa è inconfondibile , è veramente "sui generis"
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