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Quando avevo circa diciassette anni, mentre lavoravo in un campo, ho sentito suonare l’Avemaria e mi è venuta spontanea questa poesia.
Eugenio Milza .
Campana

Grave, campana,
è il tuo suono,
stasera.

Suoni, taci,
ascolti, ricordi,
rivivi, rimpiangi.

Più triste, più sola,
stanca risuoni,
al giorno che muore.

 

 
   
   
   
   
   
   
 
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