Ho
frequentato le scuole elementari a Ponte dell’Olio.
Allora abitavo su una collinetta che sovrasta il paese.
Ad ottobre, quando iniziava l’anno scolastico,
non veniva attivato contemporaneamente anche il servizio
di mensa.
La maggior parte degli scolari abitava in paese e
la stagione autunnale, di solito buona ,dava modo
a loro di recarsi a casa per il pranzo e far poi ritorno
a scuola nelle prime ore pomeridiane.
A me questo era impossibile.
Abitavo fuori dal paese e il percorso era abbastanza
lungo e faticoso.
Allora mi portavo, in una borsetta di velluto verde,
qualche cosa di frugale e consumavo il pranzo sotto
un gelso vicino la scuola.
Quel gelso esiste ancora e parlo di lui nella seguente
poesia : |
| Al
muron tacc la scola
A
la scola elementèr,
am ga purtèva mia mé mèr
ma gniva zù da la culleina,
insema na fiuleina.
Me
rivèva a scola da luntan,
co’ schèrp gross e la bursa in man
e sarchèva d’imparè bein,
par fè mia ’l cuntadein.
Da
cà mia g‘hera botta strè.
Allura 'm farmèva a disnè,
tacc la scola, sutt un muron,
co' un tocc ad pan e quäicosa 'd bon.
Po’
dal Pont sum andè via
ma cul fatt lé m' al dasmeintag mia.
Quand pass guèrd ancura cul muron,
am feram e m’ingumiss cmé un cuion.
Am
ringrërsiss vëdël ranché,
sutt cul muron me g’ho disnè.
G’ho disnè botta volt e par me.
Am sariss chèr vëdël seimpar lé.
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Il
gelso vicino la scuola
Alla
scuola elementare,
non mi portava mia madre
ma venivo giù dalla collina,
insieme a una ragazzina.
Arrivavo
a scuola da lontano,
con scarpe grosse e la borsa in mano
e cercavo d’imparar bene,
per non fare il contadino.
Da
casa mia c’era molta strada.
Allora mi fermavo a desinare,
vicino la scuola, sotto un gelso,
con un pezzo di pane e qualche cosa di buono.
Poi da Ponte sono andato via
ma quel fatto non lo dimentico.
Quando passo guardo ancora quel gelso,
mi fermo e mi commuovo come uno stupido.
Mi
rincrescerebbe vederlo sradicare,
sotto quel gelso io vi ho desinato.
Vi ho desinato molte volte e da solo.
Mi piacerebbe vederlo sempre lì.
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