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Quando avevo circa diciotto anni mi ero innamorato di una ragazza della Val Trebbia che, per motivo di studio, viveva in collegio a Piacenza.
Successivamente, ripensando a lei, avevo scritto la poesia che segue.
Poi la ragazza dagli occhi neri era diventata una brava sposa e madre ma per un crudele destino ha dovuto lasciare la sua famiglia, ancora giovane.
Eugenio Milza
Occhietti neri

Sempre, al cuor mi tornano,
i tuoi occhietti neri e vivi
e d’amor mi parlano,
con sguardi fuggitivi.

Quando poi scendono le tenebre,
a me recando il sonno
e s’inchinano le mie palpebre
sì che veder più non ti ponno,

tu, vieni, allora, nella mia mente,
meco ragionar d’amore,
onde io riposi serenamente
e liete passano le notturne ore.

 
   
   
 
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