Sono
finiti i tempi in cui, in banca, si percepivano interessi
a “ due cifre”.
Le nuove politiche monetarie, in fatto di interessi, non
arricchiscono nessuno.
Spesso i clienti si lamentano ma inutilmente.
A torto o a ragione, gli interessi, sono quello che sono.
Una delle solite lamentele l’immagino così: |
La
banca
M’è
rivè dal büst e i’ho vèrt.
Gh’era dein na müccia 'd chèrt.
Tütt al vuz ieran par lur
e 'n gh’era gneint a me favur.
I
m’èvan prumiss botta interess
ma 'm na sum accort adess,
che gh’è ‘d me dla spéz.
L’è inutil seguitè a lezz.
Allura
'm sum fatt seint:
am dè propi gneint !
I’interesss, erania lurd ?
I’hann fatt uricc da surd !
Po’
g‘ho ditt bel cièr e nëtt:
par fèvia tegn in un cassëtt
e lassèia zù chemò,
garum da dèvan un po' ! |
La
banca
Mi
sono arrivate delle buste e le ho aperte.
C’erano dentro un mucchio di carte.
Tutte le voci erano per loro
e non c’era niente a mio favore.
Mi
avevano promesso molti interessi
ma me ne sono accorto adesso,
che ci sono solo spese.
E’ inutile continuare a leggere.
Allora
mi sono fatto sentire:
non mi date proprio niente !
Gli interessi, erano lordi ?
Hanno fatto orecchie da sordi !
Poi
ho detto loro bel chiaro e pulito:
per farveli tenere in un cassetto
e lasciarli giù qua,
dovremo darvene un po’.
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