Motore di ricerca interno
Ultima modifica: 25.04.2014
Home Revigozzo Valnure Castelli S.P.Q.R. Autori Gastronomia Contatti Link
Aggiornamenti
Antiquitatis analecta
Curiosità...
D. M. Ausonio
Detti latini
Disticha Catonis
Favole di Fedro
Motti e meridiane
Proverbi latini
Publilio Siro
.
Ego sum Qui sum
Antico Testamento
Nuovo Testamento
.
Nisi Dominus...
Ante colligationem
Itinerarium
Preghiere comuni
.
 
Disticha Catonis
.
Libro primo
Libro secondo
Libro terzo
Libro quarto
 
         
         
         
         
Sutor, ne supra crepidam...!
.
Disticha Catonis
Raccolta di massime morali conosciuta anche come Dicta Catonis erroneamente attribuita ad un fantomatico Dionisio Catone. Si ritiene che la sua composizione, ad opera di autore anonimo, risalga al terzo secolo dopo Cristo.
Durante tutto il medioevo i "Disticha Catonis" costituirono una parte essenziale nell'insegnamento della grammatica latina nelle scuole e godettero di notevole successo per l'intento didascalico e moraleggiante dei contenuti.
A conforto dell'importanza pedagogica di questa opera troviamo numerosi commenti e traduzioni nelle varie lingue e dialetti fatti dal 1200 al 1400.
Testo latino di riferimento: The latin Library
.
     
Disticha Catonis liber primus
Libro primo dei distici di Catone
Praefatio Prologo
Cum ego Cato animadverterem, vidi quam plurimos homines graviter errare in via morum.

Ego existimavi fore succurrendum opinioni eorum ut maxime et gloriose viverent, et contingerent honorem. Nunc, o carissime fili, ego docebo te eo pacto, quo tu conponas mores tui animi. Igitur legito ita mea praecepta, ut intelligas. Et enim legere et non intelligere est negligere.

Avendo io Catone riflettuto, ho notato come la maggior parte degli uomimi si comporta in modo errato.
Io ho ritenuto conveniente consigliarli ed aiutarli per poterli indirizzare su un cammino di vita onorabile e glorioso. Ora, figlio carissimo, ti insegnerò come dovrai regolare la tua condotta. Leggi quindi i miei insegnamenti per capirli. Infatti leggere e non capire è una perdita di tempo
1. Si deus est animus, nobis ut carmina dicunt,
Hic tibi praecipue sit pura mente colendus.

2. Plus vigila semper nec somno deditus esto;
Nam diuturna quies vitiis alimenta ministrat.


3. Virtutem primam esse puto compescere linguam:
Proximus ille deo est, qui scit ratione tacere.

4. Sperne repugnando tibi tu contrarius esse:
Conveniet nulli, qui secum dissidet ipse.


5. Si vitam inspicias hominum, si denique mores
Cum culpant alios; nemo sine crimine vivit.


6. Quae nocitura tenes, quamvis sint cara, relinque:
Utilitas opibus praeponi tempore debet.

7. Et levis et constans, ut res expostulat, esto:
Temporibus mores sapiens sine crimine mutat.


8. Nihil temere uxori de servis crede querenti;
Saepe etenim mulier, quem coniux diligit, odit.


9. Cumque mones aliquem, nec se velit ille moneri,
Si tibi sit carus, noli desistere coeptis.

10. Contra verbosos noli contendere verbis:
Sermo datur cunctis, animi sapientia paucis.


11. Dilige sic alios, ut sis tibi carus amicus;
Sic bonus esto bonis, ne te mala damna sequantur.

12. Rumores fuge, ne incipias novus auctor haberi,
Nam nulli tacuisse nocet, nocet esse locutum.

13. Rem tibi promissam certam promittere noli;
Rara fides ideo est, quia multi multa loquuntur.



14. Cum te aliquis laudat, iudex tuus esse memento;
Plus aliis de te, quam tu tibi, credere noli.

15. Officium alterius multis narrare memento,
Atque aliis cum tu bene feceris ipse, sileto.

16. Multorum cum facta senex et dicta recenses,
Fac tibi succurrant, iuvenis quae feceris ipse.


17. Ne cures, si quis tacito sermone loquatur;
Conscius ipse sibi de se putat omnia dici.


18. Cum fueris felix, quae sunt adversa, caveto;
Non eodem cursu respondent ultima primis.


19. Cum dubia et fragilis sit nobis vita tributa,
In morte alterius spem tu tibi ponere noli.

20. Exiguum munus cum dat tibi pauper amicus,
Accipito placide, plene laudare memento.


21. Infantem nudum cum te natura crearit,
Paupertatis onus patienter ferre memento.


22. Ne timeas illam, quae vitae est ultima finis:
Qui mortem metuit amittit gaudia vitae,

23. Si tibi pro meritis nemo respondet amicus
Incusare deum noli, sed te ipse coerce.


24. Ne tibi quid desit, quaesitis utere parce,
Utque, quod est, serves, semper tibi deesse putato.

25. Quod praestare potes, ne bis promiseris ulli,
Ne sis ventosus, dum vis bonus esse videri.


26. Qui simulat verbis nec corde est fidus amicus,
Tu quoque fac simules: sic ars deluditur arte


27. Noli homines blando nimium sermone probare;
Fistula dulce canit, volucrem dum decipit auceps.

28. Cum tibi sint nati, nec opes, tunc artibus illos
Instrue, quo possint inopem defendere vitam.


29. Quod vile est, carum, quod carum, vile putato;
Sic tibi nec cupidus nec avarus nosceris ulli.


30. Quae culpare soles, ea tu ne feceris ipse:
Turpe est doctori, cum culpa redarguit ipsum.


31. Quod iustum est, petito, vel quod videatur honestum:
Nam stultum est petere, quod possit iure negari.

32. Ignotum tibi tu noli praeponere notis;
Cognita iudicio constant, incognita casu.



33. Cum dubia incertis versetur vita periclis,
Pro lucro tibi pone diem quicumque laboras.


34. Vincere cum possis, interdum cede sodali;
Obsequio quoniam dulces retinentur amici.


35. Ne dubites, cum magna petas, impendere parva:
His etenim rebus coniungit gratia caros.

36. Litem inferre cave, cum quo tibi gratia iuncta est;
Ira odium generat, concordia nutrit amorem.

37. Servorum culpis cum te dolor urget in iram,
Ipse tibi moderare, tuis ut parcere possis.

38. Quem superare potes, interdum vince ferendo;
Maxima enim morum semper patientia virtus.

39. Conserva potius, quae sunt iam parta, labore;
Cum labor in damno est, crescit mortalis egestas.


40. Dapsilis interdum notis et carus amicis,
Cum fueris felix, semper tibi proximus esto.
1. Se Dio è spirito come i carmi ci insegnano
Tu devi innanzitutto adorarlo con mente pura.

2. Veglia sempre quanto più possibile e non essere troppo dedito al sonno; Il troppo riposo infatti alimenta i vizi.

3. Ritengo che la prima delle virtù sia tenere a freno la lingua: Assomiglia a un dio chi sa tacere al momento giusto.


4. Non essere mai in contraddizione con te stesso:
Chi non è d'accordo con se stesso non può esserlo con gli altri.

5. Se osservi la vita degli uomini e il loro comportamento quando incolpano altri capisci che nessuno vive senza commettere colpe

6. Lascia tutte le cose che ti nuocciono, per care che ti siano: in simile circostanza occorre anteporre le cose utili utili alle ricchezze.

7. Mostrati severo o indulgente a seconda del momento: il saggio adatta i suoi comportamenti ai tempi senza timore di essere biasimato. 

8. Non credere ai lamenti della moglie nei confronti della servitù: spesso infatti la donna odia quello che il marito ama.

9. Quando dai un consiglio a qualcuno che non intende accettarlo, se quel qualcuno ti sta a cuore non desistere dal tuo tentativo.

10. Non gareggiare con i parolai :
la parola è data a tutti, la saggezza dell'animo a pochi.

11. Ama gli altri in moda da essere il miglior amico di te stesso e per non temere alcunchè non essere buono che con i buoni.

12. Fuggi le maldicenze, per non essere considerato un loro fomentatore: a nessuno nuoce aver taciuto, nuoce aver parlato.

13. Non promettere ad altri ,come certa, una cosa che ti è stata promessa: è raro che vengano mantenute le promesse perchè molti parlano soltanto.

14.Quando qualcuno ti loda ricordati di essere giudice di te stesso: non credere di più al giudizio altrui che al tuo.

15. Ricordati di raccontare a molti i favori che hai ricevuto e taci su quelli che tu hai fatto agli altri.

16. Quando sarai vecchio e racconterai di cose vissute Fa che sia di aiuto al tuo racconto quanto hai compiuto da giovane.

17. Non ti preoccupare se qualcuno parla a bassa voce; Chi si sente colpevole pensa che sempre si parli di lui.

18. Nei momenti di gioia stai attento ai rovesci di fortuna; Non sempre le cose terminano come sono iniziate.

19. Essendoci stata donata una vita troppo incerta e fragile, non sperare nella morte degli altri.

20. Quando un amico povero ti da un piccolo regalo,
accettalo con gioia e ricordati di ringraziarlo ampiamente.

21. Poiché la natura ti ha creato nudo,
ricordati di portare pazientemente il peso della povertà.

22. Non temere quella che è la fine della vita:
Chi teme la morte perde la gioia di vivere.

23. Se nessun amico ti è riconoscente per il bene fatto, non prendertela con la divinità ma incolpa te stesso.

24. Affinchè nulla ti manchi usa con parsimonia le cose acquisite, per conservare ciò che possiedi supponi sempre di non averlo.

25. Non promettere mai due volte quello che puoi prestare subito per non sembrare vanitoso quando invece vorresti essere considerato buono.

26. Con chi t'inganna con le parole ma nel suo cuore non ti è amico fidato comportati nello stesso modo: così facendo una furberia inganna l'altra.

27. Non lusingare gli uomini con eccesive parole di adulazione; risulta' melodioso il suone della zampogna mentre il cacciattore cattura l'uccello.

28. Quando avrai figli ma non sei benestante insegna loro un mestiere affinchè, pur poveri, possano difendere la loro vita.

29. Giudica prezioso quello che vale poco e di nessun conto ciò che è prezioso; solo così nessuno ti considererà avido o avaro.

30. Bada a non fare le cose per le quali condanni il tuo prossimo: è vergognoso per un censore essere ripreso per la stessa cosa.

31. Non chiedere nulla che non sia giusto o che può non sembrare onesto: è da stolti chiedere quanto per legge può essere negato.

32. Non parlare di cose che non sai a chi le conosce meglio di te; si può dare un giudizio su ciò che si conosce mentre le cose non note sono soggette al caso.

33. Poichè la vita è incerta e seminata di inevitabili pericoli, ogni giorno di lavoro deve essere considerato un regalo.

34. Pur potendo vincere lascia vincere, talvolta, il tuo amico; la compiacenza rinsalda i dolci legami dell'amicizia.

35. Non farti scrupolo di fare piccoli sacrifici per ottenere cose più grandi: E' attraverso le piccole cose che si guadagna l'affetto.

36. Evita ogni lite con chi ti è legato da amicizia;
La collera genera odio la concordia cementa l'amicizia.

37.Quando sarai irritato per gli errori dei servi,
moderati per poterli perdonare.

38. Talvolta lascia vincere quello che potresti superare; La tolleranza infatti resta sempre la prima delle virtù.

39. Cerca di conservare quanto hai ottenuto con il lavoro; Quando con lo stesso verrà meno il guadagno aumenterà la mortale povertà.

40. Sii generoso nella favorevole sorte con conoscenti e amici e ti saranno sempre vicini.


Segnala questa pagina ad un amico:

Attenzione: l'utilizzo del presente modulo non comporta la registrazione di alcuna informazione.
Ringraziando quanti, visitando queste pagine, apprezzano i nostri continui sforzi per offrire sempre qualche cosa di nuovo ricordiamo che i commenti e le traduzioni sono proprietà del sito
http://www.pievedirevigozzo.org
Ne consegue che le citazioni restano di pubblico utilizzo ma dei "Commenti e delle traduzioni" ne viene concesso l'uso solo per scopi non commerciali e/o didattici e solo a condizione venga citata la fonte.
Grazie per la visita:
pagine viste dal 20.02.06
Visita Revigozzo
con
"Google Maps Street View"
Latinamente.it
Cicero latin tutor.it
Nuntii latini.fi
Nuntii latini.de
Diritti riservati come da
Creative Commons License 2.5
CreativeCommons License
Realizzato da Luca, Catia, Mariuccia e Antonio.
Ottimizzato per Internet Explorer e Mozilla Firefox, risoluzione consigliata 800*600 - 1024*768 pixel.
Tutti i diritti riservati.