Sutor, ne supra crepidam...!
Quaerens quem devoret:
Alla ricerca di qualcuno da divorare (Nuovo testamento Prima
Lettera di san Pietro 5,8-9).
Parimenti voi giovani... siate sobri e vegliate, perchè il vostro
avversario il diavolo vi gira attorno come leone ruggente cercando
chi divorare "Tamquam leo circuens , quaerens quem devoret".
Suggestiva immagine con cui l'apostolo Pietro caratterizza il demonio.
Qualis artifex pereo!:
Quale artista muore con me. (Svetonio, Nerone, 44).
Furono le ultime parole pronunciate da Nerone quando, in seguito
alla ribellione delle legioni di Galba, si suicidò. Egli era stato
attore nei pubblici spettacoli, auriga e poeta da strapazzo, eppure
rimpiangeva la grande perdita che il mondo faceva delle sue doti.
Ironicamente si ripete la frase quando si ha qualche lieve insuccesso.
Qualis pater, talis fiius:
Quale è il padre, tale è il figlio.
Il senso comune dato a questo proverbio popolare, è che i difetti
dei genitori generalmente sono ereditati dai figli, come nella favola
della gamberessa e sua figlia.
Quamvis sublimes debent humiles metuere, vindicta docili quia patet
sollertiae:
Gli uomini di condizione elevata devono temere quelli di bassa condizione,
perchè all'uomo astuto risulta facile la vendetta(Fedro).
Questa sentenza è illustrata nella favola della Volpe e dell’Aquila:
questa aveva portato ai suoi aquilotti i piccoli della volpe perchè
se ne cibassero, credendosi sicura, nel suo alto nido, ma l’ astuto
animale , rubata una torcia dall’altare di un tempio , diede fuoco
alla pianta che sorreggeva il nido dell’Aquila.
Quandoque bonus dormitat Homerus:
Qualche volta si addormenta anche il buon Omero. (Orazio, Ars poetica,
359).
Anche il grande Omero non è sempre uguale a sé stesso. Ma
la frase nel significato usuale ha valore alquanto diverso, ossia
che anche le persone di genio ogni tanto commettono qualche errore.
Quantum mutatus ab illo:
Quanto era diverso da quello (che ricordo).(Virgilio, Eneide, lI,
274).
In sogno Enea aveva visto Ettore, ma non già nella sua consueta
aureola di prode ed eroico combattente, terrore dei nemici; bensì
coperto di piaghe e sangue. Di qui la spontanea esclamazione. Nell’uso
corrente si cita quando ci si trova davanti a persone o cose molto
diverse dall’ ultima volta in cui si sono vedute, o nel fisico o,
più spesso, nel morale.
Quantum satis:
Quanto basta.
Locuzione corrente nel gergo dei medici che nelle ricette indicando
le dosi dei vari ingredienti, per qualche elemento scrivono q.s.,
cioè quantum satis, o quantum sufficit, ossia suggeriscono di mettervene
la quantità sufficiente.
Quantum sufficit:
Quanto basta.
Vedi:"Quantum satis"
Quemcumque populum tristis eventus premit, periclitatur magnitudo
principum, minuta plebes facili praesidio latet:
Se una calamità sovrasta un popolo, sono i grandi principi
che sono in pericolo; la plebe minuta trova facilmente una via di
scampo. (Fedro).
È la morale della favola: I Topi e le Donnole, nella quale
i sorci, che prima della battaglia s’erano messi delle corna sulla
testa in segno di comando, nella fuga, impediti dalle medesime,
furono presi e uccisi, mentre i semplici gregari, privi di ogni
autorità, poterono facilmente nascondersi e sfuggire alla strage.
Quem di diligunt adulescens moritur:
Muore giovane chi è amato dagli dei (Plauto, Bacchides, a.
IV).
Qui accipit mutuum servus est fenerantis:
Chi chiede un prestito diventa schiavo dell'usuraio
(Ant. Testam. Proverbi 22,7)
L'usura, come si può ben vedere, non è solo dei
nostri giorni e non lo sono nemmeno le conseguenze che questo sistema
di prestiti comporta . Esiste un detto latino conosciuto da tutti
ma da tutti ignorato "Historia est magistra vitae"
(=La storia ci insegna come comportarci), ma tant'è
nessuno ci fa caso. Riporto il detto nella sua completezza:"Dives
pauperibus imperat et qui accipit mutuum servus est fenerantis"
(=Il ricco comanda sui poveri, e chi chiede un prestito diventa
schiavo dell'usuraio).
Quia nominor leo:
Perchè mi chiamo leone.
Vedi: "Primo mihi"
Qui autem invenit illum invenit thesaurum:
Chi lo trova trova un tesoro (Antico Testamento Ecclesiaste 6,15-16)
Sembra che l'autore di questo libro sia il re Salomone o di un contemporaneo
che ne ha ripreso il pensiero. Viene descritta in esso la vanità
della vita, considerata dal punto di vista umano quasi come se,
oltre ad essa, non esistesse altro. Il detto citato è preso
da un brano in cui si suggerisce come riconoscere i veri dai falsi
amici. Un amico fedele è protezione forte, chi lo trova trova
un tesoro. Nessuna quantità d'oro e d'argento è comparabile
ad un amico fedele "amicus fidelis protectio fortis qui
autem invenit illum invenit thesaurum. Amico fideli nulla est comparatio
et non est digna ponderatio auri et argenti.
Quia tu gallinae filius albae, nos viles pulli, nati infelicibus
ovis:
Poichè tu sei figlio della gallina bianca, noi siamo poveri
pulcini nati da uova disgraziate.(Giovenale, Satire, XIII,
141).
Il Poeta allude alla diversa sorte degli uomini: alcuni nascono
sotto una buona stella, altri sotto un’ infausta cometa.
Qui bene amat, bene castigat:
Chi ama tanto, punisce tanto (Ignoto ma... manesco)
Mi riesce difficile credere ad una affermazione simile. Era certamente
una abitudine degli antichi inculcare sia la cultura che il rispetto
per mezzo di punizioni. Il poeta Orazio, (Ep 2.1.70) rammenta
il terribile Orbilio, che definisce maestro manesco "plagosus
magister" che a staffilate tentava di inculcare i rudimenti
della grammatica agli scolari. Tornando ai giorni nostri (pardon...
miei) per quanto l'atteggiamento si fosse mitigato qualche punizione
corporale (senza lividi) ancora ci toccava. Ai giorni vostri, fortunatamente,
si tende a preferire la dolcezza , il convincimento e il dialogo.
Quicumque amisit dignitatem pristinam, ignavis etiam locus est in
casu gravi:
Chiunque abbia perso la propria dignità, nella disgrazia
è vittima anche dei vili. (Fedro).
E' la favola del Leone morente che, percosso dal cinghiale e dal
toro, sopporta con rassegnazione l’offesa ma, preso a calci dall’asino,
gli sembra di morir due volte: "bis videor mori".
Quicumque turpi fraude semel innotuit, etiam si verum dicit, amittit
fidem:
Chi è stato trovato bugiardo una volta, non è creduto
anche se dice il vero. (Fedro).
Sono i primi due versi della favola di Esopo: "Il Lupo e la
Volpe al tribunale della Scimmia", nella qual favola la scimmia
giudice dà torto ad entrambi, perchè li sa bugiardi.
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